I 19 film imperdibili del 2019

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Si è da poco chiusa la stagione cinematografica del 2019, annata particolarmente ricca di qualità ma anche di premi inaspettati. Come da tradizione, ecco i 19 migliori film, gli imperdibili dell’anno secondo la redazione di «Birdmen Magazine». Considerando soltanto i titoli distribuiti in Italia tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2019, i film selezionati sono riportati in ordine sparso.


Dolor y gloria

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Regia: Pedro Almodóvar | Soggetto: Pedro Almodóvar | Sceneggiatura: Almodóvar | Paese di produzione: Spagna | Anno: 2019

Salvador Mallo è stato un regista di fama, ora in crisi, devastato da disturbi fisici che si ripercuotono anche sulla sua lucidità mentale. Un viaggio in una vita ricca, scandita da dolori e glorie, intense passioni, e scottanti delusioni. Per arrivare ad un nuovo inizio bisogna prima fare i conti con il proprio passato e i propri sbagli. Accettarsi e perdonarsi diventa sinonimo di rinascita. Un Almodòvar maturo e intimo si mette a nudo in un film delicato, sommessamente inquieto e potente [qui la recensione]. Benedetta Pallavidino


Panama Papers

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Regia: Steven Soderbergh | Soggetto: dal libro di Jake Bernstein | Sceneggiatura: Scott Z. Burns | Paese di produzione: USA | Anno: 2019

Steven Soderbergh torna in concorso a Venezia con Panama Papers, seconda incursione nell’universo Netflix. Abbandonata la “leggerezza” di High Flying Bird, il regista costruisce un caos organizzato in grado di abbracciare commedia sofisticata, thriller, pamphlet politico ed indagine giornalistica. Un intreccio metafilmico che sfonda la quarta parete, in una commistione tra orizzonte umano e riflessione teorica. Se è vero che i miti sono finiti e ogni guscio è vuoto, allora non resta che scardinare il mondo dello spettacolo e dell’economia dal loro interno [qui la recensione]. Matteo Marescalco


L’ufficiale e la spia

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Regia: Roman Polański | Soggetto: Robert Harris | Sceneggiatura: Robert Harris, Roman Polański | Paesi di produzione: Francia, Italia | Anno: 2019

Roman Polański, contestatissimo, in concorso a Venezia rievoca l’Affaire Dreyfus inquadrando la nota vicenda dal punto di vista dell’ufficiale francese in lotta per ristabilire verità e giustizia. Il potere che corrompe e che mistifica, la post-verità del tardo Ottocento e l’antisemitismo dilagante. Incredibilmente attuale, pericolosamente moderno. Rigore, potenza della parola, tensione narrativa. Meritava il Leone d’oro. Necessità di espiazione e una nuova etichetta festivaliera impongono il Gran premio della giuria [qui la recensione]. Francesco Costantini


C’era una volta a… Hollywood 

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Regia: Quentin Tarantino | Soggetto: Quentin Tarantino | Sceneggiatura: Quentin Tarantino | Paesi di produzione: USA, Regno Unito | Anno: 2019

Non la vera Hollywood del 1969 ma la sua controfigura, il suo doppio di celluloide. Con C’era una volta a… Hollywood il cinema di Quentin Tarantino continua a riscrivere la Storia ma questa volta si tinge degli umori malinconici di una fantasmagoria pronta a dissolversi. Tra le strade di Los Angeles e le ville di Bel-Hair in compagnia di Cliff Booth e Rick Dalton, il regista americano ci porta alle radici del suo immaginario, nella sua opera più magniloquente. Un sentito omaggio al cinema, è stato detto fino allo sfinimento. Innegabile. Ma anche e soprattutto una riflessione consapevole sui limiti del cinema di fronte all’orrore della realtà. Il finale vale l’intera pellicola [qui la recensione]. Riccardo Bellini


Suspiria

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Regia: Luca Guadagnino | Soggetto: Dario Argento, Daria Nicolodi | Sceneggiatura: David Kajganich | Paesi di produzione: Italia, USA | Anno: 2018

Niente di più lontano dalla linearità e dai colori saturi di Dario Argento. Luca Guadagnino ha capito che l’unico modo per dare forma al suo Suspiria era discostarsi il più possibile dall’originale. La danza diventa protagonista. La Storia un caos infestato da fantasmi. E poi ci sono loro, le streghe, donne in un mondo in frantumi. Film tra i più divisivi dell’anno, opera magmatica ed eccedente. Per  noi una delle esperienze più potenti del 2019. Prendere o lasciare [qui la recensione]. Riccardo Bellini


La casa di Jack

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Regia: Lars von Trier | Soggetto: Jenle Hallund, Lars von Trier | Sceneggiatura: Lars von Trier | Paesi di produzione: Danimarca, Svezia, Francia, Germania | Anno: 2018

Il Paradiso sarà anche un bel posto in cui vivere ma l’Inferno è un luogo più interessante di cui parlare. Lo sa bene Lars von Trier che con La casa di Jack ci traghetta, “incidente” dopo “incidente”, nel suo Inferno creativo. Controcampo ideale di Nymp()maniac, l’ultimo film del regista ne prosegue la ricerca, tra digressioni e schegge intermediali, sondando questa volta il rapporto tra opera e autore. Più che la banalità del male, la sua necessità [qui la recensione approfondita]. Riccardo Bellini


The Irishman

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Regia: Martin Scorsese | Soggetto: dal libro di Charles Brandt | Sceneggiatura: Steven Zaillian | Paese di produzione: USA | Anno: 2019

La parabola morale di Frank Sheeran, criminale diviso tra la mafia dei Bufalino e il sindacalista Jimmy Hoffa, nello Scorsese più eastwoodiano di sempre. The Irishman si tiene lontano dai virtuosismi aerei e i ritmi forsennati di Casinò, Quei bravi ragazzi, compone un’anti-epica crepuscolare, disillusa, un confronto con l’ineluttabilità del tempo e della morte che è summa e al tempo stesso rilettura del cinema scorsesiano. Netflix ci mette la firma. E intanto al cinema si fa la coda [qui la recensione]. Riccardo Bellini


I fratelli Sisters

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Regia: Jacques Audiard | Soggetto: Patrick de Witt | Sceneggiatura: Jacques Audiard, Thomas Bidegain | Paesi di produzione: Belgio, Francia, Romania, Spagna, USA | Anno: 2018

L’ultimo film di Jacques Audiard è un western utopico, in cui lo scontro tra wilderness e civilization non riguarda tanto il contesto esteriore quanto l’interiorità dei suoi personaggi, picari dalle pulsioni autodistruttive. Lontano dalle atmosfere del genere, il regista francese procede per lampi e folgorazioni, alla ricerca di un equilibrio tra violenza e necessità di innocenza e di un confronto con la parte più oscura di ognuno di noi, nella convinzione che una nuova partenza sia ancora possibile. Matteo Marescalco


Burning – L’amore brucia 

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Regia: Lee Chang-dong | Soggetto: Haruki Murakami | Sceneggiatura: Lee Chang-dong e Oh Jung-mi | Paese di produzione: Corea del Sud | Anno: 2018

In Burning, l’attrazione per la bella e triste Hae-mi, ricomparsa da un passato rimosso, e per il ricco e indecifrabile Ben, spingono il giovane Jong-su a muoversi lungo traiettorie confuse, perdendosi tra le due polarità dell’immaginazione e della realtà. Allo spettatore è consegnata un’opera splendida, che solletica il thriller, elegantemente accompagnata dalle sonorità lente di Miles Davis e dalle atmosfere da romanzo faulkneriano. Andrea Giangaspero


Climax 

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Regia: Gaspar Noé | Soggetto: Gaspar Noé | Sceneggiatura: Gaspar Noé | Paese di produzione: Francia | Anno: 2018

Una compagnia di ballo ghermita dall’LSD: è questo l’ultimo delirio di Gaspar Noé, le cui cinque pagine di sceneggiatura esplodono in una scala ascendente di immagini folli e inquietanti, un girone infernale purpureo dal sapore dantesco. In ogni quadro troneggia la regia dell’autore argentino, dapprima sinuosa nel pitturare le danze dei protagonisti, poi ammaliante nel trascinare lo spettatore nell’incubo lisergico, in cui svetta un piano sequenza di ben 42 minuti [qui la recensione]. Lorenzo Botta Parandera


Martin Eden 

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Regia: Pietro Marcello | Soggetto: dal romanzo di Jack London | Sceneggiatura: Maurizio Braucci, Pietro Marcello | Paesi di produzione: Italia, Francia | Anno: 2019

Liberamente tratto dal romanzo di Jack London, Martin Eden è un film di ascese e cadute, di riscatto e rimpianto, una pellicola elegantemente affrescata da un regista, Pietro Marcello, che usa tutto il suo repertorio di immagini anticate, inserti documentaristici e lirismi per raccontare un uomo, un secolo, la sua cultura e la ricerca del successo. Una Napoli inedita, luogo temporale, simultaneo, ospita il mondo di uno dei registi italiani che dovete assolutamente conoscere e seguire [qui la recensione approfondita]. Carlo Maria Rabai


La mafia non è più quella di una volta

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Regia: Franco Maresco | Soggetto: Franco Maresco, Claudia Uzzo | Sceneggiatura: Franco Maresco, Claudia Uzzo, Francesco Guttuso, Giuliano La Franca | Paese di produzione: Italia | Anno: 2019

Equilibrismo impensabile, quello tra il luminoso impegno civile della fotografa Letizia Battaglia e i contorcimenti mafia-antimafia del bianco e nero Ciccio Mira, impresario ai confini della realtà. Il documentario di Franco Maresco premiato a Venezia 76 è la radiografia cinica e disperata, grottesca e assurdamente divertente di una città, una regione e una nazione che hanno smarrito la bussola della giustizia e il senso della memoria collettiva. Francesco Costantini


Parasite

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Regia: Bong Joon-ho | Soggetto: Bong Joon-ho | Sceneggiatura: Bong Joon-ho, Han Ji-won | Paese di produzione: Corea del Sud | Anno: 2019

Tra uno squallido seminterrato e una villa ipermoderna, tra lezioni di inglese e arteterapia, Parasite striscia dalla Corea del Sud fino a Cannes per aggiudicarsi la Palma d’oro alla 72ª edizione del Festival. Un film che ha colpito nel segno per la sceneggiatura ferrea, ma anche grazie a un pluristilismo  lucido e intransigente. Chi guarda quest’opera scivola senza rendersene conto dalla commedia al thriller, dall’horror al dramma, e ogni coordinata interna collassa. Peculiare, poi, è la densità fotografica che tende incessantemente all’allegoria. Allegoria di un conflitto tra “parassiti” e altri “parassiti”, tra vitalità e asetticità. Andrea Brandolini


Storia di un matrimonio

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Regia: Noah Baumbach | Soggetto: Noah Baumbach | Sceneggiatura: Noah Baumbach | Paese di produzione: USA | Anno: 2019

A cavallo tra dramma e commedia, l’ultimo film di Noah Baumbach racconta la separazione tra Charlie e Nicole in tutte le sue sfaccettature. Giocato sulle contraddizioni, sui confronti rifuggiti e poi cercati, lascia intravedere gli abissi dell’uomo, ma anche i suoi picchi. Baumbach dà vita ad un film che costruisce le sue basi sulle performance – degli attori e dei personaggi –, che vanta il pregio di essere autentico, profondo, divertente e commovente [qui la recensione]. Benedetta Pallavidino


Noi

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Regia: Jordan Peele | Soggetto: Jordan Peele | Sceneggiatura: Jordan Peele | Paese di produzione: USA | Anno: 2019

Film doppio, Noi di Jordan Peele si arrichisce di senso, accumulando strati su strati. Horror dinamico tra azione e tensione, ma anche opera perturbante che scava nella dualità dell’individuo e lascia emergere una critica alla società americana attuale. Da un lato la ricca borghesia che consolida il proprio status,  dall’altro la parte debole e povera della popolazione, progressivamente ignorata e dimenticata. Peele passa dal conflitto raziale di Scappa – Get Out a quello di classe e si riconferma una delle voci migliori del nuovo panorama horror [qui la recensione]. Luca Ieranò


Tramonto

Tramonto

Regia: László Nemes | Sceneggiatura: Clara Royer, Matthieu Taponier, László Nemes | Paesi di produzione: Ungheria, Francia | Anno: 2018

Il figlio di Saul sarà ricordato come uno dei lungometraggi d’esordio più fulminanti di sempre. Tramonto, seconda prova (del fuoco) di László Nemes, passa invece in sordina a Venezia 75. Un altro film dove lo sguardo è impedito, sempre teso tra il non vedere abbastanza e lo stravedere. È negata una visione di insieme, quella che può dare un senso alla Storia e ai suoi processi nel loro farsi, svelare l’orrore in gestazione. Piani sequenza labirintici, false soggettive e un lavoro sul sonoro tra i più interessanti degli ultimi anni. Nemes riconferma la propria poetica, consegnandoci momenti di grandissimo cinema. Riccardo Bellini


Ritratto della giovane in fiamme

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Regia: Céline Sciamma | Soggetto: Céline Sciamma | Sceneggiatura: Céline Sciamma | Paese di produzione: Francia | Anno: 2019

Vincitore del Premio per la migliore sceneggiatura a Cannes 72, Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma affronta la questione dell’identità sessuale coniugandola alla storia dell’arte settecentesca. Il tutto attraverso un punto di vista finora inesplorato, quello femminile. Un racconto delicato ed emozionante, che porta in scena le anime e l’amore di due giovani donne attraverso una fotografia composta da primi piani a grande impatto visivo e quadri pittorici [qui la nostra recensione]. Laura Casciaro


La famosa invasione degli orsi in Sicilia

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Regia: Lorenzo Mattotti | Soggetto: dal romanzo di Dino Buzzati | Sceneggiatura: Jean-Luc Fromental, Thomas Bidegain, Lorenzo Mattotti | Paesi di produzione: Italia, Francia | Anno: 2019

La particolarità dell’evergreen è quella di attraversare epoche e mutamenti della società rimanendo intramontabile, riuscendo ad emozionare il pubblico contemporaneo alla pubblicazione dell’opera e anche le future generazioni. È il caso della bellissima storia raccontata da Dino Buzzati ne La famosa invasione degli orsi in Sicilia, edita nel 1945, ben rivisitata da Lorenzo Mattotti nell’omonimo film d’animazione. Un’ottima prova di cinema contemporaneo, in grado di far piangere, ridere, emozionare, e di farci tornare bambini per un’ora e mezza [qui la recensione]. Vincenzo Borsellino


Joker

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Regia: Todd Phillips | Soggetto: Bob Kane, Bill Finger, Jerry Robinson | Sceneggiatura: Todd Phillips, Scott Silver | Paese di produzione: USA | Anno: 2019

Non sono solito abusare della “prima persona”, ma per Joker – “il film che non ha bisogno di presentazioni” – farò un’eccezione. Il 7 settembre 2019 Joker è diventato il primo cinecomic insignito del Leone d’oro. Al di là del (discutibilissimo) valore del premio in sé, l’opera si è da subito rivelata detonante: impossibile ignorare gli effetti che il film di Todd Phillips ha scatenato sul pubblico, sulle logiche festivaliere e sui confini del genere cinecomic. Per quanto superficiale e limitata, la riflessione sociale innescata (forse involontariamente) da questo furbissimo e affascinante Joker è stata certamente reale e – cosa più importante – collettiva. Non è quindi per ragioni di natura estetica, né per le qualità intrinseche all’opera (resta comunque magnetica l’interpretazione di Joaquin Phoenix), che abbiamo inserito Joker in questo compendio. Come in ogni redazione che si rispetti, potete trovare un controcanto alla mia opinione negli articoli di Fabio Bazzano [qui] e Giuseppe Previtali, che ha scritto sulle trasposizioni cinematografiche del villain DC nell’ultima edizione cartacea di «Birdmen Magazine», pagine 14 e 15 [qui]. Lorenzo Filippo Giardina


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