Cartaceo

“La nostra scommessa più grande è l'edizione cartacea. Stampare la rivista, per noi, è come avere la creatura del nostro duro lavoro tra le mani. È il nostro sogno condiviso che si fa materia e colore, nella realtà”

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Futuro

Birdmen #8 / 2020

Dove conducono i gradini percorsi dalla figura ritratta sulla copertina del nostro ottavo cartaceo? È questa la domanda cui cerchiamo di rispondere con questo nuovo numero della nostra rivista – intitolato Futuro –, che spazia dal cinema al teatro passando dalle serie e pure oltre. In queste pagine troverete la nostra idea di futuro declinata attraverso i personaggi che lo plasmeranno: autrici e autori già affermati, altri che invece non sono ancora noti al grande pubblico ma che la nostra redazione vi consiglia di seguire e aspettare. Nuove tendenze, nuovi attori, nuove compagnie teatrali: tutto il volto dei prossimi anni non solo nei contenuti scritti, ma anche nelle grafiche e nelle nostre illustrazioni. Dalla copertina al retro di copertina, Birdmen si veste esclusivamente di immagini create da artisti che sono parte integrante della redazione, in una proposta che diventa ancora più organica, contribuendo a un processo di rinnovamento in cui la critica torna ad avere un valore reale.

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 Editoriale (di C. M. Rabai)

CINEMA

6 – 8. Architettura sociale e libertà: intervista a Jonas Carpignano (di C. M. Rabai e R. Bellini)

9 – 10. Le strade del nuovo cinema italiano (di B. Pallavidino e G. Previtali)

11 – 12. Orrori politici e paure primordiali: nuove prospettive del cinema di genere statunitense (di M. Caruso e M. Marescalco)

13 – 14. Nuove direzioni del documentario (di A. Giangaspero e V. Picca)

SERIE

15 – 16. “Recitare è per me vivere”: conversazione con Andrea Lattanzi (di E. Torsiello e G. Caccialanza)

17 – 18. Ipotesi di nuova serialità spontanea (di D. Marra)

19 – 20. Why women are funny: la rivoluzione del female gaze nella comedy (di M. F. Mortati e G. Sartori)

21 – 22. The edge of the looking glass: sguardi e riflessi di autoreferenzialità nelle piattaforme streaming (di N. Villani)

23 – 24. L’animazione per l’animazione: libertà e autoreferenzialità nelle serie animate per adulti (di L. Botta Parandera e L. Carotenuto)

TEATRO

25 – 27. La Situazione è Drammatica, è il momento di pensare in grande: intervista a Tindaro Granata (di F. Scaglione)

28 – 30. Tra passioni forti e diritti minimi: la lunga stagione dei lavoratori dello spettacolo (di L. Taurisano e F. Melchiorri)

31 – 32. Il paesaggio abitato di DOM-, intervista a Leonardo Delogu e Valerio Sirna (di S. Innamorato e S. Mazzei)

33 – 34. La saggezza del rischio: intervista a Giovanni Ortoleva (di M. Fera)

SCENARI

36 – 37. Scenari Cinema (di L. Zanone, L. Mannella, G. Gamberini e R. Re)

38 – 39. Scenari Serie (di F. Bazzano, E. Teneggi, M. Napoli e S. Bresciani)

40 – 41. Scenari Teatro (di A. Brandolini, M. Dagnino, V. Avanzini e G. Innarella)

Illustrazioni

V. Marcuzzo (copertina e p. 35), C. M. Rabai (retro di copertina), F. Berti (pp. 6 e 21), S. Innamorato (p. 9), C. Baricelli (p. 11), S. Hailoua (pp. 13 e da 36 a 41), A. Lo Presti (pp. 15 e 19), M. Santurri (quarta di copertina e p. 17), R. Ferrari (terza di copertina e pp. 23 e 28), V. La Greca (p. 25), N. Villani (p. 31), E. Sampò (p. 33)

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Biennale 2019 & Venezia 76

Birdmen #7 / autunno 2019

C'è tutta Venezia nel settimo numero di Birdmen Magazine! La Biennale 2019 come fil rouge tra arte, teatro e la 76ª Mostra del Cinema. I.A., Banksy, Martin Eden e Pablo Larraín, passando per il Leone d'argento Jetse Batelaan e l'intervista ad Antonio Latella. Una vignetta di Stefano Disegni e tanto altro ancora, tra cui Fleabag e la serie di Refn. In copertina un'illustrazione di Alessandro Baronciani.

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3. Editoriale (di F. Scaglione)

DOSSIER – Biennale 2019 & Venezia 76

5 – 6. Performance, installazioni video e pratiche allestitive: la 58ª Biennale Arte di Venezia (di M. Santurri)

7 – 8. Arte, robotica e I.A.: ripensare la vita con la tecnologia (di L. Botta Parandera)

9 – 10. Il cerchio: forma e spazio dei Padiglioni Australia e Danimarca (di F. Gariboldi)

11 – 12. For some reason: Bansky tra spazio pubblico e (il)legittimità di rappresentazione (di V. Avanzini)

CINEMA

14 – 15. Il sorriso di Joker (di G. Previtali)

16 – 17. Il passato diventa profilmico: Martin Eden e il cinema di Pietro Marcello (di C. M. Rabai)

18 – 19. Ema (non) sfugge alla macchina: fuga e ricomposizione nel cinema di Pablo Larraín (di R. Bellini)

20 – 21. Le Giornate degli Autori a Venezia 76 (di K. Y. Abukar e C. Panedigrano)

SERIE

22 – 23. Il caso Chernobyl e l’affermazione della serialità breve di (M. Napoli)

24 – 25. Too old to die young. L’immagine che (non) muore (di L. F. Giardina)

26 – 27. Parlarsi o meno in Fleabag di Waller-Bridge (di D. Marra)

28 – 29. Un bilancio seriale, a cavallo tra i decenni (di N. Villani)

30 – 31. Top & Flop (di G. Chiavaroli, G. Citro, W. G. Russo e M. F. Mortati)

TEATRO

32 – 33. La Biennale delle drammaturgie. Il direttore Antonio Latella (intervista di G. Innarella)

34 – 35. Per un altro teatro-ragazzi: il Leone d’argento Jetse Batelaan (di F. Scaglione)

36 – 37. Quando il teatro si fa politico: Patricia Cornelius e Susie Dee (di L. Taurisano)

38 – 39. Il costruttore Serra: oltre l’essenza delle cose (di L. Ieranò e F. Melchiorri)

Illustrazioni e vignette

C. M. Rabai (retro di copertina), S. Disegni (pag. 13), A. Fusco (pag. 14), R. Ferrari (pag. 21 e 26 – 27), A. Lo Presti (pag. 24), N. Villani (pag. 38), V. Marcuzzo (quarta di copertina)

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¡Que viva México!

Birdmen #6 / primavera 2019

Dall'editoriale del numero. Cuarón, Del Toro e Iñárritu (per certi versi nostro padre spirituale): una tripletta piccantissima più el Chivo, Emmanuel Lubezki, per tre volte Oscar alla fotografia. Una scelta tutt’altro che casuale se cinque degli ultimi sei premi hollywoodiani alla regia sono andati ai tre messicani; se a Cuarón è stato consegnato il Leone d’oro per le mani di Del Toro e se Iñárritu è fresco di nomina a presidente di giuria a Cannes. Un nucleo creativo di grande forza, anche politica, se pur additato come – potrebbe dirsi – mainstream. Non solo, dire Iñárritu vuol dire andare oltre la cinematografia: parleremo anche di Carne y arena, la sua istallazione in realtà virtuale.

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3. Editoriale (di D. Marra)

DOSSIER – ¡Que viva México!

5 – 6. Lampi sul cinema: Alfonso Cuarón tra continuità e trasformazione (di C. M. Rabai)

7 – 8. Oltre i confini: il cinema di Alejandro G. Iñarritu (di G. Gamberini e C. Giudici)

9. Cinema delle forme luminose: l’estetica irradiata di Lubezki (di A. Giangaspero)

10 – 11. Una grande fiaba firmata del Toro (di L. Botta Parandera)

CINEMA

12 – 13. Il grande capo va all’Inferno: La casa di Jack di Lars von Trier (di R. Bellini)

14 – 15. Suspiria: gli occhi della Madre (di G. Previtali)

SERIE

16 – 17. L’universo seriale di Matthew Weiner (di D. Marra)

18 – 19. Le diverse velocità dell’Italia seriale (di N. Villani)

20 – 21. Top & Flop (di C. Panedigrano, C. Turco, G. Citro, D. Fusetto e M. Napoli)

TEATRO

22 – 23. Romeo Castellucci e la percezione dello sguardo: Schwanengesang D744 (di F. Scaglione)

24 – 25. Lino Guanciale: tra teatro, televisione e impegno sociale (di C. Benzi con L. Ieranò)

26 – 27. Marco Cavallo di Giuliano Scabia: come il teatro entrò in un manicomio per uscirne (di F. Melchiorri)

Illustrazioni

C. M. Rabai (retro di copertina), A. Fusco (pag. 10), I. Bonefacic (pag. 12), A. Lo Presti (pag. 15), G. Barbieri (quarta di copertina)

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Dossier Paul Thomas Anderson

Birdmen #5 / primavera 2018

Con il suo ottavo lungometraggio, Phantom thread (2017), Paul Thomas Anderson si riconferma come uno degli autori più rilevanti e interessanti non solo del cinema statunitense contemporaneo, bensì dell'attuale panorama cinematografico internazionale. Un regista la cui ossessiva fascinazione per la perfezione lo ha infine spinto a raggiungerla realmente. Nonostante la perfezione forse non esista, citando Magnolia, «But it did happen!».

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3. Editoriale (di G. Citro)

DOSSIER – Paul Thomas Anderson

5 – 6. Quando la medicina contro i fantasmi è il veleno: Il filo nascosto (di C. Turco)

7 – 8. Paul Thomas Anderson: «But it did happen!» (di L. Giardina)

9 – 10. Daniel Day-Lewis, attore e storiografo, uomo invisibile (di C. M. Rabai)

CINEMA

12 – 13. Il reato arcadico di Guadagnino (di D. Marra)

14. Pier Maria Bocchi – Horror is not dead (intervista di S. Bresciani)

SERIE

15 – 16. Marvel Television e la non-eredità di Stan Lee (di L. Carotenuto)

17 – 18. Il culto della crisi nelle serie (di L. Botta Parandera)

19 – 21. Top & Flop (di A. Giangaspero, D. Fusetto, D. Cioffrese, F. Bazzano e V. Ciferri)

TEATRO

22 – 23. In dialogo con Marco Paolini (di L. Ieranò e F. Melchiorri)

24 – 25. Freud, di Federico Tiezzi (di L. Taurisano e L. Milanesi)

26 – 27. Battlefield e la disermante semplciità di Peter Brook (di F. Scaglione e C. Benzi)

Illustrazioni

C. M. Rabai (retro di copertina), A. Lo Presti (pag. 11)

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Dossier Twin Peaks

Birdmen #4 / novembre 2017

A conclusione di un viaggio iniziato nel 1990 e terminato 27 anni dopo, la quarta edizione cartacea della nostra rivista è dedicata a Twin Peaks #3 e a Lynch (per noi imprescindibile punto di riferimento). 

Non possiamo nascondere l’affettuoso apprezzamento che nutriamo verso Cahiers du Cinéma per l’inserimento (certamente provocatorio) di Twin Peaks #3 al primo posto della classifica dei migliori film del decennio 2010 - 2019. Nonostante la veste seriale, il capolavoro creato da David Lynch e Mark Frost, per stessa dichiarazione del regista, tradisce un’intenzione intrinsecamente cinematografica: un lungo film in 18 parti. In modo atipico rispetto agli standard seriali, l’autore originario di Missoula dà infatti vita alla struttura a episodi soltanto alla fine, in fase di montaggio, dopo aver girato l’opera integralmente. Non è questa la sede adatta per affrontare tale (incerta) trattazione, ma d’altro canto non è possibile ignorare la potenza visionaria con cui la terza stagione di Twin Peaks ha scosso al contempo il cinema e la serialità televisiva.

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3. Editoriale (di C. M. Rabai)

DOSSIER – Twin Peaks

5 – 6. VictorLaszlo88 ci racconta Twin Peaks #3 (intervista di R. Bellini e C. M. Rabai)

7 – 8. Twin Peaks: The Return | Odissea attraverso lo spaziotempo (di R. Bellini)

9 – 10. Galassia Lynch: dove non esistono mappe (di C. M. Rabai)

CINEMA

12 – 13. Venice Virtual Reality: la realtà virtuale approda in laguna (di G. Maestri)

14 – 15. Sofia Coppola: regista studiosa della natura umana (di S. Zappia)

SERIE

16 – 17. La storia di BoJack Horseman, scritto da BoJack Horseman (di D. Marra)

18 – 20. Top & Flop (di S. Badino, L. Carotenuto, D. Fusetto e C. Turco)

TEATRO

21 – 22. MDLSX: per uno sguardo sui Motus (di S. Perissinotto)

23 – 24. 150 anni dalla nascita di Pirandello: I giganti della montagna (di B. D’Andrea)

25 – 26. Teatro Fraschini: stagione 2017 – 2018 (di L. Ieranò)

EXTRA

27. Summer School ‘La cura della memoria’ 2017: spazio di sé, spazio dell’altro, spazio di tutti (di D. Cioffrese)

Illustrazioni

C. M. Rabai (retro di copertina)

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Dossier Oscar

Birdmen #3 / aprile 2017

«È un grande onore ricevere questo premio. Mi dispiace non essere con voi, ma la mia assenza è una forma di rispetto verso i miei concittadini e i cittadini di altre sei nazioni colpite da una legge disumana che ha impedito agli stranieri l'ingresso negli Stati Uniti. Dividere il mondo tra noi e i "nemici" crea soltanto paure e una giustificazione ingannevole alle aggressioni e alla guerra. Il cinema ha però la possibilità di catturare le qualità umane e rompere gli stereotipi, creando quell'empatia tra noi e gli altri che oggi serve più che mai»

Il commento di Asghar Farhadi per la vittoria dell'Oscar per il miglior film straniero (con Forushande - Il cliente). Il regista iraniano non presenzia al Dolby Theatre come segno di protesta contro il 'Muslim ban' voluto dall'allora neopresidente Donald Trump.
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3. Editoriale (di L. Giardina)

DOSSIER – Gli 89i Academy Awards

6 – 7. Oscar 2017: a night in the MoonLaLaLight (di C. Bosisio)

8 – 9. Moonlight: una sinfonia in tre movimenti (di G. Maestri)

10 – 11. Arrival: science fiction tra filosofia del linguaggio e comunicazione (di C. Boatti)

CINEMA

12 – 13. Trainspotting: scegliete la vita (di G. Citro)

14 – 15. L’insostenibile leggerezza dei dettagli: il cinema di Xavier Dolan (di C. Magistris)

SERIE

16 – 17. Top & Flop (di E. Furlani, D. Fusetto e C. M. Rabai)

18 – 19. Ritorno al futuro passato. Twin Peaks: «It is happening again» (di R. Bellini)

20 – 21. Westworld: una profezia dal passato (di C. M. Rabai e D. Marra)

TEATRO

22. Gli Oscar del teatro italiano (di C. Carena)

23. Geppetto e Geppetto di Tindaro Granata: storia di (stra)ordinaria paternità (di S. Perissinotto)

24 – 25. Favola dark in Toscano strano al Piccolo Teatro di Milano: Pinocchio di Antonio Latella (di D. Cioffrese e M. Cafarella)

26 – 27. Bestie di scena: il teatro è corpo (nudo) [di A. Ferraglio]

Illustrazioni

C. M. Rabai (retro di copertina)

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Dossier Horror

Birdmen #2 / dicembre 2016

L'estate del 2016, per questo secondo numero, ci suggerisce di affrontare un genere che accompagna il cinema fin dai suoi albori: l'horror. Méliès stesso realizza dei cortometraggi inscrivibili anzitempo in questo filone, il più famoso dei quali è forse Le manoir du Diable (1896). The VVitch, It follows e The Neon Demon.

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3. Editoriale (di L. Giardina)

DOSSIER – Horror

6 – 7. The Witch: il fascino discreto della stregoneria (di R. Bellini)

8 – 9. It Follows: oltre il male e il sesso (di D. Fusetto)

10 – 11. The Neon Demon: il lato oscuro della bellezza (di S. Lombardo)

CINEMA

12 – 13. Cannes 2016: Ken Loach vince con I, Daniel Blake (di S. Feruglio)

14 – 15. Tra storia e memoria: il cinema di Pablo Larraín (di G. Maestri)

16 – 17. Supereroi all’italiana: Mainetti e Salvatores (di C. Boatti)

18 – 19. Django li guiderà: i sette tornano gloriosi (di P. Poltronieri)

SERIE

20 – 21. Le serie dell’autunno 2016 (di D. Fusetto)

22 – 23. Stranger Things: un bildungsroman degli anni ottanta (di C. Bosisio e G. Maestri)

24. Crisis in Six Scenes: provaci ancora, Woody (o forse no) [di M. Vajani]

TEATRO

25. Anna Marchesini e Miguel de Cervantes (di C. Carena e M. Cafarella)

26 – 27. Dario Fo, il giullare innamorato del pubblico (di C. Carena e M. Cafarella)

28 – 29. Giulietta torna in cucina: idee del femminile in William Shakespeare (di D. Cioffrese e S. Perissinotto)

30 – 31. Buon compleanno, Piccolo Teatro! Dal 1947 a oggi, 70 anni di emozioni (di S. Varrani e P. Mogni)

Illustrazioni

C. M. Rabai (retro di copertina)

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Tarantino: The Hateful Eight

Birdmen #1 / maggio 2016

«Birdmen, per lo spettacolo, è il nostro Hugo Cabret su carta, o almeno ci proviamo»

Esce in Italia nel gennaio del 2016 l'ottavo film di Quentin Tarantino: The Hateful Eight. Le musiche sono interamente composte da Ennio Morricone, che durante l'88ª edizione degli Academy Awards si aggiudica l'Oscar per la miglior colonna sonora, il primo e ultimo della sua lunghissima carriera.

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2 e 4. Editoriale (di L. Giardina)

DOSSIER – Tarantino: The Hateful Eight

5 – 7. America Bloody America: immagine e frattura in TH8 (di R. Bellini)
8 – 10. Il Tarantino centripeto e riflessivo di TH8 (di D. Fusetto)
11 – 13. Il 70 millimetri di TH8: inattualità e nostalgia del cinema (di S. Lombardo)CINEMA

14 – 16. Mad Max – Fury road: oltre la sfera dell’immaginazione (di M. Vajani)
17 – 19. Gianfranco Rosi: da Sacro GRA a Fuocoammare (di C. Boatti)
20. Cannes 2016 – Una panoramica (di S. Lombardo)

SERIE 

21. Tra 2015 e 2016: fresche leve vs big four (di D. Fusetto)
22 – 24. L’universo Fargo: dal film alla serie (di R. Bellini, S. Lombardo e G. Maestri)

TEATRO

25 – 26. Dove germoglia l’arte: il teatro di Edoardo Erba (di D. Cioffrese e S. Perissinotto)
27 – 28. Torino Jazz Festival: quando la musica incontra le altre arti (di D. e C. Pollini)
29 – 31. Arlecchino servitore di due padroni: Ferruccio Soleri (di P. Mogni e S. Varrani)

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