Filmare il silenzio: i 50 anni di “2001: Odissea nello spazio”

Un anno e tre mesi prima che l’uomo mettesse piede sulla Luna per la prima volta, il 2 aprile 1968, all’Uptown Theater di Washington D.C., Stanley Kubrick aveva già portato gli spettatori della prima mondiale di 2001: Odissea nello spazio tra gli abissi del cosmo. 2001 non è certo il primo film di viaggi spaziali della storia. Già nei suoi primi decenni, con Viaggio nella Luna (1902) e Viaggio attraverso l’impossibile (1904) di Méliès Una donna nella Luna (1929) di Lang, il cinema aveva testato la fantasia di registi visionari impegnati a immaginarsi, ognuno a suo modo, avventure e mondi ultraterrestri, conoscendo negli anni ’50 un periodo prolifico per la fantascienza. Ma con 2001, Kubrick ha l’ardire di reinventarsi in chiave realistica il viaggio spaziale, preceduto soltanto dal pionieristico Uomini sulla Luna (1950) di Irving Pichel, e soprattutto dallo stupefacente cortometraggio Universe (1960) di Colin Low e Roman Kroitor, il cui realismo inaudito impressionò lo stesso Kubrick [Stanley Kubrick. L’uomo dietro la leggenda, Lo Brutto, Il Castoro, p. 285]. Nessuna pellicola era però riuscita a concepire in modo così innovativo la fantascienza nella sua duplicità di fantastico e scientifico, mettendo il primo termine al servizio del secondo, quanto il capolavoro kubrickiano.


Clicca qui per continuare a leggere l’articolo.

L’articolo è stato pubblicato il 1 aprile 2018 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

Rispondi