I 10 film imperdibili del 2025
Entriamo in anni di una complessità che solo nel futuro potremo forse comprendere del tutto o almeno in parte. Il mondo e il cinema sembrano andare di pari passo verso un destino incerto, in cui forze più grandi di noi paiono in inesorabile allontanamento da ciò che chiamiamo “umano”. Con questa lista di film abbiamo voluto selezionare una serie di opere che vanno in direzione ostinata e contraria rispetto a questa decadenza, per rivendicare la nostra umanità, il piacere di andare al cinema, di vivere vite alternative attraverso il grande schermo. Nell’anno dell’IA ovunque, delle piattaforme streaming che cercano di pensionare l’esperienza di sala per tenerci a casa come “consumatori”, a navigare chilometri di “prodotti” come al supermercato, distraendoci da ciò che di imperdonabile succede nel mondo, il cinema ha risposto chiaro e forte: NON CI STIAMO.
Tanti titoli ci parlano dell’oggi, alcuni rivedono il passato, altri si addentrano nel mistero della vita di tutti i giorni e pongono domande più che dare risposte. La qualità delle opere cinematografiche di quest’anno ci ha messo in difficoltà, non troverete per esempio in lista film come Presence, 28 Years Later, Bird, Eddington, Queer o L’uomo nel bosco, ma sappiate che ci sono piaciuti.
Come sempre quella di Birdmen Magazine non è una classifica in senso stretto: i film sono riportati secondo l’ordine di uscita nelle sale italiane e sono stati presi in considerazione solo titoli distribuiti in Italia tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2025. Ai dieci film selezionati abbiamo aggiunto tre titoli, per polemica distributiva, che trovate al termine dell’articolo. Carlo Maria Rabai

Le città di pianura
Francesco Sossai | Italia
È il caso cinematografico italiano del 2025. Il road movie di Francesco Sossai prende Il sorpasso, aggiunge il modello-Jarmusch e lo immerge nella provincia veneta con una colonna sonora folk-psichedelica e una fotografia vintage anni ’90. Il risultato fa innamorare tutte le generazioni parlando di amicizia e della sua forza salvifica in quelle zone di passaggio della nostra Italietta che ci fanno sentire a casa e un po’ meno alienati. Tra zingarate e bicchieri di vino. Dopo tre mesi dall’uscita è ancora nelle sale. Francesco Catalano | Leggi l’articolo completo

یک تصادف ساده – Un semplice incidente
Jafar Panahi | Iran, Francia, Lussemburgo
Un cane sbuca all’improvviso, guasto al motore, il cigolio di una protesi: eventi casuali che stravolgono la postura morale dei protagonisti. Un semplice incidente racconta l’iter vendicativo di un gruppo di vittime del regime iraniano alle prese con il proprio presunto ex carceriere. Il dubbio come trigger etico per un road/revenge movie che esplora gli spazi del dilemma interiore. Panahi inscena il percorso di un testimone di fronte al proprio Io e allo sguardo altrui: un cinema che è gesto politico per un mondo costantemente sovraesposto. Sandra Innamorato | Leggi l’articolo completo

One Battle After Another – Una battaglia dopo l’altra
Paul Thomas Anderson | Stati Uniti d’America
PTA ritorna al maestro Thomas Pynchon e adatta, molto liberamente, Vineland, il cui materiale ribollente è qui più che altro uno spunto di partenza da rimaneggiare per essere calato nell’America di oggi, dove il confine tra USA e Messico diventa terreno di una battaglia politica, letterale e insieme paradigmatica. Il risultato è un ibrido tra action, commedia nera e film drammatico che riflette, oltre che sulla necessità attuale di una resistenza contro le derive autoritarie, su quale sia il modo migliore oggi per ripensare e intraprendere la resistenza stessa. Perché la dialettica messa in scena non è solo quella tra suprematisti bianchi e rivoluzionari, ma anche quella tra generazioni. Riccardo Bellini | Leggi l’articolo completo

صوت هند رجب – La voce di Hind Rajab
Kawthar ibn Haniyya | Tunisia, Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America
È il 2045. Mia nipote mi porta a una cinerassegna tenuta da quegli idealisti della vecchia sinistra che il governo tollera per dare una parvenza di par condicio. Sono vent’anni che non vedo questo film. A visione conclusa, a stento trattengo le lacrime come la prima volta. Mia nipote invece è livida, si rivolge a me con disgusto :«come avete potuto permetterlo?!». Le rispondo :«non l’abbiamo permesso, l’abbiamo chiesto. Senza le grandi atrocità, come faremmo a fare grandi film con i quali lavarci la coscienza?». Non perdonarci, Hind. Luca Carotenuto | Leggi l’articolo completo

Alpha
Julia Ducournau | Francia, Belgio
Carne incisa, sangue che fuoriesce in continuazione, corpi frantumati. Il film più allucinato, introspettivo e visionario di Julia Ducournau è un viaggio tra le immagini saturatissime del mondo interiore di un’adolescente, assediata dagli spettri del suo passato e dalle paranoie di una Francia retro-fantascientifica che a inizio anni Novanta è letteralmente e metaforicamente paralizzata da una terribile epidemia che marmorizza la carne degli infetti, trasformando i corpi in statue fatiscenti destinate a sgretolarsi. Alpha non si prende soltanto il nostro sguardo: è cinema che scuote le viscere. Alice Sola | Leggi l’articolo completo

Tardes de soledad – Pomeriggi di solitudine
Albert Serra | Spagna, Portogallo, Francia
Un idolo della tauromachia in tre spazi, tre dimensioni di sé, di continuo. Nell’arena contro i tori, percorso da un’inquieta adrenalina, il pubblico fuoricampo. Nell’albergo, a riposo, oggetto del rito di vestizione e svestizione da parte di un membro del suo team, tra il sacro e il sensuale. E nel van, ripreso con camera frontale fissa, le parole dei suoi accompagnatori a inneggiarlo. Il suo sguardo è impenetrabile, quello dello spettatore, invece, prima sbigottito dall’orrore e poi assuefatto, come una strana magia a cui il regista spagnolo ci ha destinato. Prendere o lasciare. Andrea Giangaspero | Leggi l’articolo completo

Anul Nou care n-a fost – L’anno nuovo che non arriva
Bogdan Mureșanu | Romania
A ridosso del Natale del 1989 la Romania è travolta dalla rivoluzione che fa cadere il regime di Ceaușescu. Un film corale in cui le diverse storie raccontate convergono in un magnifico finale cadenzato dal Boléro di Ravel. Mureşanu dirige una tragicommedia che è affresco storico e politico, ogni storia è uno spaccato di realtà per raccontarci il presente attraverso quello che è stato. Da una prospettiva quasi distaccata e vicina al linguaggio televisivo, il film mette in risalto la manomissione dei fatti per riflettere un’urgenza di oggi. Andreina Di Sanzo

دانهی انجیر معابد – Il seme del fico sacro
Mohammad Rasoulof | Francia, Germania, Iran
Il seme del fico sacro è un film in cui ogni oggetto, ogni gesto e ogni pensiero rappresentano armi. Da
quelle canoniche da fuoco, alle manifestazioni, alle cicatrici, possono essere letali o a doppio taglio. Nella
sua stratificata complessità che implica discorsi sulla libertà, la giustizia, il conflitto e il timore di non saper fare la scelta giusta, il film iraniano è un grido di resistenza, ribellione e impegno politico che usa il mezzo cinematografico, potente e linguisticamente vivo, anch’esso come arma per valicare confini e barriere, per alzare la testa e la voce con coraggio, forza, tenacia ed estetica. Benedetta Pallavidino | Leggi l’articolo completo

Sinners
Ryan Coogler | Stati Uniti d’America
Guardare indietro alla storia culturale statunitense, cucita attraverso il suo tessuto musicale, significa guardare nel fondo di un enorme, feroce furto. Il film di Coogler è la messa in scena percettiva dell’appropriazione culturale, un vampirismo eterno che, promettendo l’immortalità, si nutre della libertà espressiva di un popolo. Il Blues come crocicchio in cui il Diavolo non è quel che ci si aspetta, dove persino guardarsi in faccia diventa problematico. In un impianto scenico roboante e carnale, il lamento inesausto di un destino segnato. Nicolò Villani

Drømmer – Dreams
Dag Johan Haugerud | Norvegia
Johanne si è innamorata, è una di quelle infatuazioni impossibili e travolgenti che in adolescenza appaiono come l’inizio e la fine del mondo. L’oggetto del suo desiderio è la sua insegnante di francese Johanna e il diario della ragazza diventa il luogo per raccontare quel rapporto nella sua verità e nella sua invenzione. Secondo episodio della trilogia sentimentale del regista norvegese Dag Johan Haugerud e vincitore dell’Orso d’oro a Berlino, Dreams è l’occasione per raccontare la catastrofe del primo amore in tutta la sua crudele purezza. Giada Sartori | Leggi l’articolo completo
3 menzioni speciali, in polemica
Ainda estou aqui e The Brutalist parteciparono nel lontano 2024 alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, arrivando poi in sala rispettivamente il 30 gennaio e il 6 febbraio 2025. Broken Rage, presente alla stessa Mostra del Cinema, è arrivato in Italia nel 2025 e solo su piattaforma, senza passare dalla sala. Un film di 62 minuti era forse troppo breve per essere proiettato sul grande schermo? Eppure Yannick di Quentin Dupieux, di appena 67 minuti, lo vedemmo in sala nel 2024. Il discorso non regge. Ma eccoci qui, a ricordare che questi film sono arrivati un po’ tardi e che non dobbiamo dimenticarli.

Ainda estou aqui – Io sono ancora qui
Walter Salles | Brasile, Francia
Brasile, 1971. Salles racconta la dittatura militare e i desaparecidos da una prospettiva laterale, quella di chi è rimasto. La vicenda reale di una famiglia, i Paiva, diventa così la lente attraverso cui leggere la storia di un’intera nazione. Ainda estou aqui è anche una riflessione potente sul potere testimoniale delle immagini e nasce dalla necessità di mantenere vivo il ricordo, che lo Stato ha invece cercato di negare e sradicare dalla memoria collettiva, rivendicando la capacità del cinema di farsi strumento contro l’oblio. Giorgia Gamberini | Leggi l’articolo completo

The Brutalist
Brady Corbet | Stati Uniti d’America, Regno Unito, Canada
Mentre László Toth costruisce, Brady Corbet smonta. Capovolge la statua della libertà, la retorica del mito americano, della storia d’emancipazione, dell’uso della teca, del racconto biografico. È un falso biopic, l’omaggio iconoclasta a un artista mai esistito, monumento al trauma imponente come le sue architetture (216‘, VistaVision). La sua maestosità poteva irrigidirlo, ma prevale il filo emotivo della follia a due tra Toth e Van Buren, in cui il rapporto predatorio tra USA e mondo si riassume nell’amore velenoso tra artista e mecenate. Matteo Bonfiglioli | Leggi l’articolo completo

ブロークン レイジ – Broken Rage
Takeshi Kitano | Giappone
La distribuzione diretta su Prime Video di questo capolavoro di comicità demenziale è forse uno dei delitti peggiori nel panorama cinematografico recente, perché vedere Broken Rage in una sala cinematografica sarebbe stata l’esperienza di cui l’essere umano aveva un bisogno viscerale: liberare il petto dai pesi della vita con una risata generata dal genio di Takeshi Kitano. L’autore giapponese qui revisiona in chiave umoristica slapstick il genere del yakuza film, mostrando uno spirito comico degno di Una pallottola spuntata. Fu bellissimo vederlo alla Mostra del Cinema, con altre centinaia di persone che ridevano a crepapelle liberandosi dalle scorie dell’esistenza e di tanto cinema noioso. Guardatelo in compagnia, se possibile. Carlo Maria Rabai
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