Le 10 serie imperdibili del 2025
In prospettiva seriale il 2025 è stato come un qualsiasi anno scolastico per una persona con molte insufficienze: nonostante alcuni occasionali sprazzi, il meglio è arrivato solo alla fine, quando si trattava di dover salvare l’intera baracca – ci riferiamo soprattutto a Pluribus e a Fallout, quest’ultima esclusa da questa lista causa la sua data d’uscita. Un’annata che ha subito (speriamo) le ultime conseguenze dello sciopero degli sceneggiatori del 2023 e che probabilmente preannuncia nuove difficoltà all’orizzonte: l’anno prossimo quei contratti dovranno essere rinnovati e i fronti di scontro sono tutt’altro che raffreddati.
Il 2025 è un anno fatto di propulsioni verso la fantascienza e l’horror, ma anche di ritorno ai pilastri della serialità con The Pitt che riporta il medical drama alla grandezza dei suoi ormai mitici predecessori. Tra gli sprazzi narrativi di questa complessa stagione seriale, sono stati i grandi temi a ispirare i migliori prodotti: troviamo rappresentati i gruppi incel, il desiderio femminile al suo estremo, le complicazioni della macchina hollywoodiana, senza tralasciare il discorso che più ha segnato il nostro anno in Birdmen: quello sulle resistenze.
Dove gli attesi ritorni hanno deluso senza troppo appello – da The Last of Us a The White Lotus, passando per altri seguiti obbligati, ma meno ispirati del previsto – questo 2025 ha aperto il campo all’inaspettato, con titoli sui quali non avremmo mai puntato come IT – Welcome to Derry e a un panorama d’animazione sempre più vivo, a cui abbiamo voluto dedicare una lista a parte.
Nel mezzo, spazio per una lacrimuccia nostalgica e per un po’ di sana, doverosa e apertissima polemica! Giada Sartori e Nicolò Villani

Adolescence
Netflix | Miniserie | 4 episodi
Una mattina all’alba, Jamie Miller – tredici anni – viene arrestato e accusato di aver ucciso una compagna di scuola. In quattro episodi la serie mostra la complessità della questione morale legata all’omicidio e al femminicidio che coinvolge adolescenti, soffermandosi sugli stimoli sociali che possono istigarlo e sull’espiazione familiare che ne segue. Senza togliere che è un riuscitissimo esercizio di stile: la serie è interamente filmata in piano sequenza. Ludovica Grimaldi | Leggi la recensione completa

M – Il figlio del secolo
Sky Atlantic/NOW | Stagione: 1 | 8 episodi
M – Il figlio del secolo è un oggetto televisivo senza precedenti per il panorama italiano: Joe Wright dirige Luca Marinelli in un’operazione che non concede alibi. Niente parodia, niente distanza rassicurante. Dall’adattamento di Scurati emerge un prodotto che azzera i cerimoniali e lavora per sottrazione: inquadrature-monumento, rotture della quarta parete che instaurano una complicità perturbante con lo spettatore, una regia chirurgica che non indulge mai al decoro. Marinelli abita Mussolini senza psicologismi, restituendone la banalità feroce e il carisma tossico. Il risultato è artisticamente impeccabile e concettualmente spiazzante: dove altri avrebbero equivocato, qui si osa. Vittoria Poggi | Leggi la recensione completa

El Eternauta – L’Eternauta
Netflix | Stagione: 1 | 6 episodi
Mentre il mondo non guarda, arriva la fine del mondo e arriva sottovoce, infilandosi nelle pieghe della vita quotidiana, prima con una nevicata poi con il volto delle persone amate. L’Eternauta trova modi intelligenti e attuali per adattare il capolavoro del fumetto argentino, prendendolo di petto e rilanciandone i temi: la paura primordiale dell’altro – in questo caso, l’alieno per eccellenza –, la fiducia come ultimo e più radicale atto di ribellione, e una resistenza di middle-class (o middle-age) heroes contro lo spettro dei totalitarismi. Paolo Prazzoli

The Pitt
Sky Atlantic/NOW | Stagione: 1 | 15 episodi
In un momento storico in cui la produzione audiovisiva vive di nostalgia, The Pitt è una delle poche istanze in cui quella nostalgia diventa strumento e forma per parlare del presente. Dagli autori di E.R. – Medici in prima linea arriva un medical drama plasmato sul modello di 24, dove ogni episodio è un’ora di una giornata qualsiasi dello staff del Pittsburgh Trauma Medical Hospital. Con un cast guidato da Noah Wyle (già Carter in E.R.) The Pitt è un osservatorio sullo stato di salute degli Stati Uniti e un’ode ai suoi eroi meno celebrati. Giada Sartori | Leggi la recensione completa

Pluribus
Apple TV | Stagione: 1 | 9 episodi
Cosa succede quando un virus infetta l’umanità trasformandola in una mente collettiva e una dei pochi sopravvissuti è un’autrice di romantasy donna, lesbica e rabbiosa? È questo il punto di partenza di Pluribus, ultimo racconto firmato da Vince Gilligan dopo Breaking Bad e Better Call Saul e in cui ritorna a collaborare con una magistrale Rhea Seehorn. Con un ritmo calcolato e una scrittura fenomenale, resta difficile fare ipotesi sulla direzione che Pluribus prenderà: quanto è sicuro è che ha già lasciato il segno nel nostro panorama seriale. Alessia Melotto | Leggi l’analisi

Dying for Sex
Disney+ | Miniserie | 8 episodi
Molly (una splendida Michelle Williams) sta per morire di un cancro metastatico al seno e decide di scegliere la gioia per la prima volta nella sua vita: molla il marito pedante e, complice un farmaco che stuzzica la sua libido e l’incoraggiamento dell’amica Nikki (Jenny Slate), parte all’inseguimento di un tanto agognato orgasmo per una volta non simulato. Un viaggio ironico e delicato nella scoperta sessuale e identitaria, una libera indagine sul desiderio femminile in tutte le sue complicate sfumature. Giada Sartori

Andor
Disney+ | Stagione 2 | 12 episodi
È la serie del momento sull’Olonet e su Coruscant impazza la Yahya-mania! Yahya, la serie che ha per protagonista un guerrigliero in un pianeta immaginario mentre combatte un regime dittatoriale e militarista in un pianeta sperduto. Mentre molti apprezzano la natura artigianale del prodotto, ambientato in un pianeta dove non esiste neanche il viaggio a velocità luce, altri non hanno potuto fare a meno di notare delle fastidiose somiglianze con le attuali vicende politiche, in particolare per quanto riguarda il personaggio di Francesca A. Luca Carotenuto | Leggi la recensione completa

The Studio
Apple TV | Stagione 1 | 8 episodi
Creata da Seth Rogen ed Evan Goldberg, The Studio è una delle serie più premiate del 2025. Dalla lente del produttore Matt Remick (Rogen), diviso tra cinefilia e compromessi industriali, vengono smontati e reinventati i meccanismi di Hollywood. Ogni episodio allarga lo zoom su un genere o una tecnica cinematografica, decostruendoli. Caotica, brillante e con guest star d’eccezione, la prima stagione culmina in un finale di spettacolo lisergico, tra jazz esplosivo e una lucida messa a nudo della fabbrica dei sogni e, ovviamente, di capitale. Andreina Di Sanzo | Leggi la recensione completa

Los años nuevos – Dieci Capodanni
RaiPlay | Miniserie | 8 episodi
Ana e Oscar sono nati a un giorno di distanza l’una dall’altro, il 1 gennaio lei, il 31 dicembre lui. Dai 30 anni in poi, trascorreranno la notte di capodanno più o meno sempre insieme, per 10 anni e 10 episodi che ne descrivono il rapporto, il progressivo avvicinarsi, complicarsi, avvelenarsi, e qualcos’altro ancora. La chitarra di Nacho Vegas incanta le immagini, Gabo Ferro e Dalida conducono alle lacrime. Dovunque la poesia, quella recitata a tavola e quella registrata come nota vocale per i sé del futuro. Per ricordare come amare e per non commettere gli stessi errori, e incrociarsi in un ultimo campo-controcampo di sguardi che è il più potente e più riuscito dell’anno. Andrea Giangaspero | Leggi la recensione completa

It – Welcome to Derry
Sky Atlantic/NOW | Stagione 1 | 8 episodi
Dalle ceneri di un doppio adattamento filmico mai davvero digerito dai fan, una serie HBO che ha finalmente il coraggio di essere sinceramente e autenticamente spietata. L’impianto narrativo, visivo e promozionale di It – Welcome to Derry si nutrono di un’estetica ormai al tramonto per prendersi la libertà di dilaniarla facendovi emergere il problematico che vi si muove all’interno. Con un finale di stagione che ha ricevuto il plauso di Stephen King stesso, attendiamo il seguito – o ulteriore prologo? – con un palloncino e un brivido di terrore. Nicolò Villani
Menzioni speciali

L’eterna nostalgia della televisione che fu
Lo sappiamo, questi elenchi dovrebbero raccontare le migliori novità e tracciare le prospettive di un mercato in trasformazione, eppure non possiamo fare a meno di segnalarvi due “innesti” estremamente nostalgici che sono dei piccoli grandi regali per gli spettatori di più di una generazione. Sono entrambi titoli legati a stagioni produttive italiane irripetibili: il primo è il restauro, tutto disponibile su RaiPlay, de Il fiuto di Sherlock Holmes, la serie animata prodotta da Rai con la TMS giapponese, diretta nientemeno che da Hayao Miyazaki; il secondo titolo, arrivato a sorpresa su Disney+, è quel gioiello di fantasy europeo molto ingenuo, eppure così infinitamente memorabile (anche perché diretto da Lamberto Bava), che porta nome e caschetto di Fantaghirò, la principessa ribelle dall’eterno magnifico volto di Alessandra Martines. Due prodotti forse lontani come spirito, eppure che raccontano una televisione mai più stata così entusiasta e avventurosa, da recuperare, gustare e diffondere!

I ritardi distributivi e i gruppi di musica pop cristiana
Inserire La Mesías in un articolo sulle serie del 2025 appare quasi anacronistico, perché l’ultima serie del duo creativo spagnolo conosciuto come Los Javis (momento gossip: erano anche una coppia romantica ma nel novembre di quest’anno si son lasciati dopo 13 anni insieme) è uscita in patria tra l’ottobre e il novembre 2023, diventando un fenomeno di costume tale da portare le Stella Maris, un gruppo fittizio di pop cristiano centrale al racconto, ad esibirsi sul palcoscenico del Primavera Sound nel 2024. In Italia la migliore serie del 2023 è arrivata nel maggio del 2025 su una piattaforma straordinaria e che spesso non associamo all’universo seriale come MYmovies ONE. Ora farete fatica a trovare online il merch delle Stella Maris, ma il soprendemente cupo omaggio al cinema di Pedro Almodovar, che viaggia tra culti religiosi e tanti altri segreti familiari, merita di essere riscoperto.
Le 5 serie d’animazione imperdibili

Astérix & Obélix: Le Combat des Chefs – Astérix & Obélix: Il duello dei capi
Netflix | Miniserie | 5 episodi
Il ritorno degli Irriducibili Galli è la forte affermazione della via europea all’animazione. In cinque straordinari episodi, l’immaginario di Goscinny e Uderzo si contamina d’attualità senza snaturarsi, oltre l’adattamento, aprendo a una comicità fatta di satira sincera e geniale ironia. Nicolò Villani

The Mighty Nein
Prime Video | Stagione 1 | 9 episodi
Il secondo progetto animato di Critical Role trova il suo respiro nel mistero, in una mordente critica nei riguardi della corruzione delle istituzioni che dovrebbero mettere ordine nella nebbia del caos e in criceti rosa fosforescenti. Sette personaggi senza tregua vengono travolti da dadi toccati da fato e circostanza,
ritrovandosi ad orbitare attorno ai dolori del proprio passato e al Beacon, artefatto arcano instabile ed estremamente pericoloso. Un’avventura dinamica ed intensa, The Mighty Nein sfida i concetti di amicizia, famiglia e perdono. Gianbattista Ciabatti

L’estate in cui Hikaru è morto
Netflix | Stagione 1 | 12 episodi
Hikaru scompare e quando torna non è più lo stesso. Yoshiki lo capisce presto: Hikaru è morto e una misteriosa entità sovrannaturale ha preso il suo posto, pur conservandone ricordi e aspetto. Il cuore della serie è la loro relazione snaturata, dove il legame permane ma si contamina di orrore e inquietudine. Maria Francesca Mortati

Your Friendly Neighborhood Spider-Man – Il vostro amichevole Spider-man di quartiere
Disney+ | Stagione: 1 | 10 episodi
Quanto più una storia è raccontata e tramandata, tanto più diventa difficile renderla fresca e sorprendente. Jeff Trammell riesce in un’impresa quasi impossibile oramai, ri-raccontare le origini di Peter Parker in un universo (il nostro) saturo di teenager, nerd, bianchi e borghesi e ci riesce perché non parla di loro bensì del “mondo fuori dalla finestra” fatto di precarietà, superpotenze corporative e tanta tanta azione. Il tutto servito su un vassoio lisergico e coloratissimo direttamente dagli anni ‘60. Luca Carotenuto | Leggi la recensione completa

Sanda
Prime Video | Stagione: 1 | 12 episodi
In un Giappone distopico segnato da un drastico calo della natalità, la società è ossessionata dalla preservazione dell’infanzia. Sanda è uno studente delle medie e la sua vita cambia quando scopre di potersi trasformare in Babbo Natale: dovrà allora confrontarsi con i desideri dei bambini e le responsabilità dell’età adulta. Maria Francesca Mortati
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