What if…? 3 – Voti e appunti sparsi a tavola
Il regalo di Natale dei Marvel Studios di quest’anno non differisce molto da quello dell’anno scorso se non per il fatto che questa terza e ultima stagione di What if…? è forse la più nostalgica e citazionista delle tre. Se le feste sono il periodo dei regali, per i Marvel Studios è senza dubbio il periodo degli omaggi continui. Non tutti riusciti, alcuni geniali, altri scontati ma sicuramente tutti ottimi per litigare a tavola con gli amici che dicono che i Marvel Studios ormai sono morti e con quelli che sostengono che siano sempre sulla cresta dell’onda. Ecco a voi qualche appunto per litigare al meglio su ogni episodio.
1. E se… Hulk avesse combattuto contro i Mech-Avengers?
Quello che sulla carta poteva essere un episodio grandioso in tutti i sensi, comincia a scricchiolare rumorosamente dopo la metà per poi disintegrarsi del tutto verso la fine. E no, le dimensioni esagerate dell’Hulk Kaiju non c’entrano. I problemi riguardano una scrittura che non solo non riesce a sviluppare una storia convincente sul piano narrativo, ma neanche su quello del tributo e del rispetto al materiale originale. Al netto dell’indubbia fascinazione che la Marvel ha per il re dei mostri giapponese, la storia dei Mech-Avengers finisce per essere un’inquietante apologia della bomba atomica (l’aereo sul quale arriva Bruce Banner ricorda troppo da vicino il famigerato B-29) e non una denuncia della proliferazione nucleare come vorrebbe la tradizione dei film di Godzilla. Pregevoli i riferimenti a Voltron.
Voto: Godzilla non approva (o al massimo quello di Roland Emmerich).

2. E se… Agatha fosse andata a Hollywood?
Bollywood incontra Hollywood. Intelligente la scelta di far interagire due mostri da palcoscenico nella Hollywood degli anni ’40 e ’50. Se si toglie però la patina dei balletti, ciò che rimane è una strana storia magico-cosmica che lascia a visione conclusa sensazioni contrastanti. Se la storia di una donna che ottiene poteri divini non soddisfa completamente, vuol dire che si è sbagliato qualcosa in fase di ideazione.
Voto: 8 per le coreografie, 6 per tutto il resto.

3. E se… Red Guardian avesse fermato il soldato d’inverno?
L’episodio potenzialmente più controverso e per questo stuzzicante non riesce a confezionare una storia degna di essere ricordata. La bromance tra Alexei e Bucky è divertente quanto basta ma è impossibile dopo un po’ non storcere il naso alle stoccate americane al comunismo che pensavamo – e speravamo – fossero definitivamente andate al tappeto con Rocky IV («Ancora col Manifesto? Ti hanno condizionato più di me» non si può sentire). Probabilmente per il pubblico statunitense Alexei viene percepito allo stesso modo dello zio destrorso da noi, ovvero come il parente con idee politiche imbarazzanti ma in fondo uno di famiglia. Peccato che per una nazione e un pubblico che viene rispettivamente da film come Il Sol dell’Avvenire e La Grande Ambizione, le stoccate al socialismo presentate sotto forma di siparietti comici suscitino facilmente l’effetto opposto. Mi spiace Marvel ma la cosa più intelligente che abbiate messo su schermo è proprio Red Guardian che dice alla commessa di prendere possesso dei mezzi di produzione. Apprezzabile comunque il fatto che alla fine il capitalista stronzo venga fatto fuori dal duo sovietico, molto più apprezzabile del finale conciliante.
Voto: Red Guardian è un mangione che ce l’ha fatta. (Che state pensando? È veramente un mangione. Avete visto quanto è ingrassato in Black Widow?).

4. E se… Howard il Papero avesse messo su famiglia?
La paura che Howard abbia trovato il suo spazio solo in What if…? è tanta e giustificata ma per il momento forse va bene anche così. Il quarto episodio non a caso coincide con la celebrazione della natività universale e qui il bambino magico è un (n)uovo Messia dai poteri incredibili. Divertente, ben scritto e a tratti sorprendente. Il miglior episodio di natale di una serie da molto tempo a questa parte.
Voto: I was born to love questo episodio.

5. E se… L’Emersione avesse distrutto la terra?
L’episodio con le premesse più interessanti di tutte: una terra distrutta, Riri Williams unica speranza per l’umanità e Mysterio come villain principale. Sarebbe stato facile mandare tutto in vacca con un finale raffazzonato ma per fortuna non è così. Un po’ Ghost in the Shell, un po’ Age of Ultron (quella dei fumetti) e un pizzico di cosmologia Marvel che in questo caso non guasta.
Voto: finalmente un episodio con una Visione.

6. E se… 1872?
Nato come continente del Battleworld delle Secret Wars 2015, l’universo del 1872 è un vero e proprio Westworld di casa Marvel dove gli autori possono sbizzarrirsi con le loro fantasie di frontiera. Come nella precedente stagione – con l’episodio ambientato nel 1602 – anche qui l’universo ucronico di riferimento prende dal fumetto solo una parte delle ambientazioni per poi ricollocarvi volti noti del MCU, in questo caso Shang-Chi e Kate Bishop. La scelta più fortunata è sicuramente però Walton Goggins, di ritorno in Marvel dopo un’assenza di sette anni (da Ant-Man & The Wasp), e più che a suo agio in un’ambientazione western, reduce dal successo di Fallout. Interessante la scelta del villain sebbene non particolarmente sorprendente, alla fine questo 6° episodio è un piacevole excursus nella mitologia di fondazione americana e la relativa estetica cinematografica.
Voto: 10 (rintocchi).

7. E se… l’Osservatore fosse scomparso?
Parte prima dell’ormai finale in pompa magna al quale la serie ci ha abituato ad ogni stagione. Nonostante l’esiguità dell’episodio, non mancano sorprese gustose e riferimenti al fumetto degni di nota. In primis, gli Exiles – supergruppo dei fumetti degli anni 2000 – qui in una versione re-immaginata per l’MCU molto credibile e azzeccata. Byrdie ruba la scena, l’Osservatore è rubato dall’Eminenza e proprio sul più bello veniamo derubati di un finale.
Voto: in realtà è solo metà di un episodio, quindi un voto completo sarebbe ingiusto, ma c’è Tempesta Dea del Tuono quindi 10.

8. E se… e se?
Il vero titolo di questo episodio ve lo diciamo noi: cosa succerebbe se un antropologo sostenitore dell’osservazione partecipante e il suo team di ricerca si scontrassero con la facoltà intera di antropologia culturale ed entrambi gli schieramenti avessero i poteri del Super Sayan God? L’episodio finale della stagione e dell’intera serie è un tripudio di esplosioni e scazzottate, ma anche di inaspettati ritorni, riflessioni filosofiche e conclusioni che sanno ovviamente di nuovi inizi. In realtà è non senza una discreta dose di amarezza che constatiamo che questa stagione è meno organica delle precedenti, a cominciare dal fatto che sono pochi gli episodi che veramente concorrono al deflagrante e comunque soddisfacente finale. E se probabilmente nessuno ha sentito la mancanza dei Mech-Avengers o del duo sovietico nella lotta contro l’Eminenza, non si capisce perché il supergruppo di Capitan Carter non abbia volto lo sguardo alla neonata Visione/Riri Williams. Forse la Kate Bishop del 1872 non era abbastanza forte per una lotta cosmica, ma di certo lo era l’Agatha Arkness che ha assorbito Tiamut. Nel complesso comunque questa stagione finale completa la consapevolezza multiversale che ci ha lasciato Loki alla fine della sua seconda stagione. Che poi questa sia veramente la fine di Uatu e dei Guardiani del Multiverso resta da vedere. Dopotutto ciò che una cosa è non è uguale a ciò che significa. Soprattutto se quella cosa è un sedicente episodio finale.
Voto: Uatu smarmella tutto! Anzi no smarmella un pochino. Quanto basta diciamo.

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