L’importanza di chiamarsi Orson

Riproduzione riservata / ©Birdmen Magazine
Pubblicato da

Alessandra Provera

Laureata in Ingegneria Informatica presso l'Università di Pavia, contrappone alla formazione scientifica una grande passione per il cinema e la letteratura.
Noncurante del genere di appartenenza, ama del cinema tutto ciò che emoziona.
Sogna di vivere in una casa di legno in mezzo al bosco, con un cineproiettore e la fibra ottica.

Cos'è Birdmen Magazine?

Birdmen Magazine nasce nel 2015 da un gruppo di studenti dell’Università di Pavia, spinti dalla volontà di indagare e raccontare il cinema, le serie e il teatro. Oggi è una rivista indipendente – testata giornalistica dal 2018 – con una redazione diffusa: le sedi principali sono a Pavia e Bologna.

Aiutaci a sostenere il progetto e ottieni i contenuti Birdmen Premium, tra cui le nostre masterclass online: associati a Birdmen Magazine – APS, l’associazione della rivista. I soci 2022 riceveranno a casa anche il nostro nuovo numero cartaceo annuale.

  • […] «Mi annoiavo da morire». Questo è il giudizio lapidario che Tomas Milian dà alla propria esperienza di attore impegnato nella partecipazione di film che egli stesso etichetta come «film per intellettuali». L’attore, tuttora notissimo per aver vestito i panni di alcune maschere del cinema popolare italiano, e per i più associato all’icona de il Monnezza, iniziò così: lavorando assieme a registi quali Bolognini (Il bell’Antonio, La notte brava), Lattuada (L’imprevisto), Visconti (Boccaccio ‘70, III atto – Il lavoro). Dopo una (relativamente) breve parabola legata al cinema autoriale, Milian sceglie di partecipare al filone cinematografico maggiormente di successo della seconda metà degli anni ’60, ovvero il Western all’Italiana. La sua presenza spicca infatti in pellicole ascrivibili al sottogenere di Western Politico, assieme a Gian Maria Volonté (Faccia a faccia di Sergio Sollima), o scontrandosi paradossalmente con un Regista e Attore del calibro di Orson Welles. […]

  • Rispondi