Oscar 2025 – Dei premi brutalisti di nome ma non di fatto
Siamo giunti finalmente alla tanto attesa notte degli Oscar. Quest’anno, per la prima volta dopo tanto tempo, l’Award Season è stata imprevedibile, con i premi divisi tra l’epopea di un architetto in cerca di una rivincita (The Brutalist), una sex worker vittima di false speranze (Anora), un bizzarro musical sulla leader di un cartello della droga pronta a rinascere (Emilia Perez) e un gruppo di cardinali rinchiuso dentro la Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa (Conclave).
A spuntarla è stato Anora, già vincitore della Palma d’oro a Cannes, che con 5 vittorie – miglior sceneggiatura originale, miglior regia, miglior attrice protagonista, miglior montaggio, miglior film – è stato il grande vincitore della serata. Sean Baker, che è montatore, sceneggiatore, regista e produttore del film, ha raggiunto il record di Walt Disney per il maggior numero di Oscar vinti in una sola serata.
La serata condotta da Conan O’Brien (finalmente un presentatore divertente, perlomeno sulla carta, dopo il rigido Jimmy Kimmel) direttamente dal Dolby Theatre di Los Angeles si è aperta con un lungo medley di Ariana Grande e Cynthia Erivo, parte di un omaggio alla città di Los Angeles che si è chiuso con Defying Gravity dalla colonna sonora di Wicked, ma non ha dato spazio alle canzoni nominate come Miglior Canzone Originale, perché forse nemmeno loro volevano risentire la colonna sonora di Emilia Pérez. Siamo stati felici di vedere il vermone di Dune nei panni di un improbabile musicista (uno sketch che è stato ripetuto due volte perché come dice Conan O’Brien se si spende tanto su una battuta tanto vale ripeterla).
Il formato dei Fab Five (5 attori chiamati ad effettuare una presentazione degli attuali concorrenti) è stato adattato quest’anno alle categorie tecniche con gli interpreti pronti a presentare e così a valorizzare i propri costumisti, i direttori alla fotografia e tante altre maestranze che spesso passano in disparte in una serata così improntata sul glamour e sui grandi nomi.

La serata ha riservato delle gradite sorprese: per la prima volta abbiamo visto un film indipendente trionfare nell’animazione grazie al lettone Flow di Gints Zilbalodis, il brasiliano Io sono ancora qui è riuscito a sconfiggere Emilia Pérez (fresco di sette vittorie ai Cesar) e abbiamo visto trionfare il documentario No Other Land (vi invitiamo a recuperare il discorso dei suoi registi). Ci è dispiaciuto invece vedere come gli Oscar abbiano preferito ancora una volta dare la precedenza a momenti di mero intrattenimento alquanto ingiustificati (vedi il tributo a James Bond?) piuttosto che alla celebrazione dei talenti che abbiamo perso quest’anno – vedi David Lynch, liquidato con un minuscolo spazietto all’interno dell’In Memoriam e omaggiato in modo molto più eloquente e sentito da Isabella Rossellini vestita di Velluto Blu per l’occasione. Strana inoltre la scelta da parte dell’Academy di mettere le clip per celebrare le performance degli attori solo per i protagonisti, relegando i non-protagonisti a dei legnosi e poco onesti aggettivi decantati dal vincitore dell’anno passato.
Scopriamo tutti i vincitori di questa nottata:
LISTA VINCITORI OSCAR 2025
Miglior Film
Anora di Sean Baker
The Brutalist di Brady Corbet
A Complete Unknown di James Mangold
Conclave di Edward Berger
Dune – Parte 2 di Denis Villeneuve
Emilia Perez di Jacques Audiard
Io sono ancora qui di Walter Salles
Nickel Boys di RaMell Ross
The Substance di Coralie Fargeat
Wicked di Jon M. Chu

Miglior regia
Sean Baker (Anora)
Brady Corbet (The Brutalist)
James Mangold (A Complete Unknown)
Jacques Audiard (Emilia Perez)
Coralie Fargeat (The Substance)
Miglior Attore Protagonista
Adrien Brody (The Brutalist)
Timothée Chalamet (A Compete Unknown)
Colman Domingo (Sing Sing)
Ralph Fiennes (Conclave)
Sebastian Stan (The Apprentice)

Miglior Attrice Protagonista
Cynthia Erivo (Wicked)
Karla Sofía Gascón (Emilia Perez)
Mikey Madison (Anora)
Demi Moore (The Substance)
Fernanda Torres (Io sono ancora qui)
Miglior Attore non protagonista
Yura Borisov (Anora)
Kieran Culkin (A Real Pain)
Edward Norton (A Complete Unknown)
Guy Pearce (The Brutalist)
Jeremy Strong (The Apprentice)

Miglior Attrice non protagonista
Monica Barbaro (A Complete Unknown)
Ariana Grande (Wicked)
Felicity Jones (The Brutalist)
Isabella Rossellini (Conclave)
Zoe Saldaña (Emilia Perez)
Miglior Sceneggiatura originale
Anora – Sean Baker
The Brutalist – Brady Corbet, Mona Fastvold
A Real Pain – Jesse Eisenberg
September 5 – Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David
The Substance – Coralie Fargeat
Miglior Sceneggiatura non originale
A Complete Unknown – James Mangold e Jay Cocks (basata sul libro Il giorno che Bob Dylan prese la chitarra elettrica di Elijah Wald)
Conclave – Peter Straughan (basata sul libro Conclave di Robert Harris)
Emilia Perez – Jacques Audiard in collaborazione con Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi (basata sul libro Écoute di Boris Razon)
Nickel Boys – RaMell Ross & Joslyn Barnes (basata sul libro I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead)
Sing Sing – Clint Bentley e Greg Kwedar (basata sul libro The Sing Sing Follies di John H. Richardson e sullo spettacolo Breakin’ the Mummy’s Code di Brent Buell)

Miglior Film Internazionale
Io Sono ancora qui di Walter Salles (Brasile)
The Girl with the Needle di Magnus Van Horn (Danimarca)
Emilia Perez di Jacques Audiard (Francia)
Il seme del fico sacro di Mohammad Rasoulof (Germania)
Flow di Gints Zilbalodis (Lettonia)
Miglior Film d’animazione
Flow di Gints Zilbalodis
Inside Out 2 di Kelsey Mann
Memoir of a snail di Adam Elliott
Wallace & Gromit: Vengeance Most Fowl di Merlin Crossingham e Nick Park
The Wild Robot di Chris Sanders

Miglior Montaggio
Anora – Sean Baker
The Brutalist – David Jancso
Conclave – Nick Emerson
Emilia Perez – Juliette Welfling
Wicked – Myron Kerstein
Miglior Scenografia
The Brutalist – Judy Becker e Patricia Cuccia
Conclave – Suzie Davies e Cynthia Sleiter
Dune – Parte 2 – Patrice Vermette e Shane Vieau
Nosferatu – Craig Lathrop e Beatrice Brentnerová
Wicked – Nathan Crowley e Lee Sandles
Miglior Fotografia
The Brutalist – Lol Crawley
Dune – Parte 2 – Greig Fraser
Emilia Perez – Paul Guilhaume
Maria – Ed Lachman
Nosferatu – Jarin Blaschke

Migliori Costumi
A Complete Unknown – Arianne Phillips
Conclave – Lisy Christl
Gladiatore II – Jany Yates e Dave Crossman
Nosferatu – Linda Muir
Wicked – Paul Tazewell
Miglior Trucco e Parrucco
A Different Man – Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado
Emilia Perez – Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini
Nosferatu – David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton
The Substance – Pierre-Olivier Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli
Wicked – Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth
Migliori Effetti visivi
Alien: Romulus – Eric Barba, Nelson Sepulveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan
Better Man – Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs
Dune – Parte 2 – Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer
Il regno del pianeta delle scimmie – Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke
Wicked – Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould
Miglior sonoro
A Complete Unknown (Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco)
Dune – Parte 2 (Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill)
Emilia Perez – Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta
Wicked – Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis
The Wild Robot – Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts
Miglior Colonna sonora originale
The Brutalist – Daniel Blumberg
Conclave – Volker Bertelmann
Emilia Pérez – Clément Ducol and Camille
Wicked – John Powell and Stephen Schwartz
The Wild Robot – Kris Bowers

Miglior Canzone Originale
“Never Too Late” da Elton John: Never Too Late
“El Mal” da Emilia Perez
“Mi Camino” da Emilia Perez
“Like A Bird” da Sing Sing
“The Journey” da The Six Triple Eight
Miglior Documentario
Black Box Diaries di Shiori Itō
No other land di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal
Porcelain war di Brendan Bellomo e Slava Leontyev
Soundtrack to a coup d’etat di Johan Grimonprez
Sugarcane di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie
Miglior Cortometraggio documentario
Death by numbers di Kim A. Snyder
I am ready, Warden di Smriti Mundhra
Incident di Bill Morrison
Instruments of a beating heart di Ema Ryan Yamazaki
The only girl in the orchestra di Molly O’Brien
Miglior cortometraggio d’animazione
Beautiful men di Nicolas Keppens
In the shadows of the cypress di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
Magic candies di Daisuke Nishio
Wander to wonder di Nina Gantz
Yuck! di Loïc Espuche

Miglior cortometraggio Live Action
A Lien di Sam Cutler-Kreutz e David Cutler-Kreutz
Anuja di Adam J. Graves
I’m Not A Robot di Victoria Warmerdam
The Last Ranger di Cindy Lee
The Man Who Could Not Remain Silent di Nebojša Slijepčević
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