Leo Ortolani – Intervista al creatore di Rat-Man | I Film di Carta

Ritorna la rubrica I Film di Carta, in cui, attraverso interviste a protagonisti del mondo del fumetto italiano, andremo ad indagare i punti di contatto e di commistione tra il medium fumettistico e quello audiovisivo.
Dopo Moreno Burattini, ospite di quest’intervista è Leo Ortolani, ormai protagonista indiscusso del mercato fumettistico italiano, che ha raggiunto il successo di critica e pubblico con Rat-Man, la sua serie iniziata come pubblicazione indipendente ed edita da Panini Comics fino alla sua chiusura – programmata – nel settembre del 2017. Oltre a Rat-Man, Ortolani può vantare un ricchissimo ventaglio di pubblicazioni, con speciali da edicola, da libreria e graphic novel, che spaziano attraverso ogni genere e linguaggio, mantenendo comunque saldo il brillante umorismo e lo stile di disegno che scava nella tradizione di Jack Kirby.

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Questa e l’illustrazione di copertina – con l’aggiunta di Rat-Man – a cura di Elia Sampò.

Leo, sono passati trent’anni dal suo esordio nel mondo del fumetto italiano, in cui ha saputo guadagnarsi un posto da protagonista con uno stile unico e consapevole. Come trova mutato il mercato fumettistico in Italia da quando ha iniziato a oggi?

Già trent’anni? Mi devo essere addormentato! Che posso dire? Rispetto a trent’anni fa, al giorno d’oggi c’è una marea di fumetti e ci sono infinite possibilità di recuperarli e leggerli. Questa è la differenza più clamorosa. Trent’anni fa andavo a frugare in certi negozietti dell’usato, esultando quando riuscivo a recuperare un albo che non avevo. Oggi, tutto è meravigliosamente disponibile e ristampato. E a fianco alle glorie degli anni passati, c’è un fiorire di storie e di autori che un tempo non avrebbero nemmeno avuto possibilità di farsi vedere, se non sulle fanzine e a fatica. La tecnologia ci ha enormemente facilitati in tutto.

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Rat-Man – da fan di Spider-Man ho sempre adorato la sua scelta di mettere il trattino – ha fin dall’inizio adottato una struttura seriale dal taglio molto internazionale, quando quel tipo di serialità non era ancora di moda in Italia. Si sente un precursore di un linguaggio che ora in tanti si affrettano a recuperare?

Grazie, che apprezzi il trattino! Spesso viene preso sottogamba e scrivono Ratman tutto attaccato. Ma vabbè, dai, l’importante è che se ne scriva! 🙂
Non mi sento assolutamente un precursore di nulla, l’idea della serialità è tratta dalla formula di serialità americana, che aveva albi con meno pagine rispetto un albo seriale italiano “alla Bonelli”. Il Rat-Man dell’autoproduzione segue questa strada. Quando è sbarcato in edicola nel 1997 con la Panini Comics (all’epoca, Marvel Italia), abbiamo mediato tra i due formati, creando un albo di 64 pagine, bimestrale. L’idea più innovativa di Rat-Man è che fin dalle dichiarazioni di intenti iniziale, si sapeva che era una serie che sarebbe terminata, un giorno, a differenza di quelle dei supereroi americani o degli eroi bonelliani, che tendono a essere prodotti all’infinito.

Lei ha da sempre un rapporto strettissimo col mondo del cinema – anche se quest’ultimo probabilmente avrebbe da ridire -, dalle strepitose riletture a tema Rat-Man (l’ultima run di Star Rats ha da poco visto la sua pubblicazione in edicola) fino alle recensioni targate CineMAH. Ci dica, la lasciano ancora entrare in sala o deve mascherarsi?

Ah, be’, adesso che usiamo la mascherina li truffo senza problemi. Scherzi a parte, nessun problema, anzi. A tutti piace ridere e una recensione delle mie trasforma una brutta serata al cinema in una divertente rilettura postuma del filmaccio per cui abbiamo pure pagato. Ma va bene così, che esistano anche i filmacci, dico, altrimenti non sapremmo dare valore a quelli belli! E poi sai che noia, se fossero tutti dei capolavori?
Finiremmo con lo stancarci. Nessun fremito, all’idea che forse il film che stiamo per guardare sia una vaccata terribile. Poi, a volte, ci sono i film girati bene e recitati bene, che però ci lasciano il dubbio che siano delle vaccate, come Tenet. Due ore e mezza in cui non ho capito niente. O meglio, ho intuito quella che era la storia, ma non si riusciva a connettere i pezzi e a giustificare certe scene epiche con la trama. Ed è meglio non capire troppo, perché sennò ti accorgi che tutto quanto è veramente ridicolo.

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Rat-Man ha avuto una trasposizione animata tra il 2005 e il 2006 per Stranemani e Rai Fiction, sperimentando il medium audiovisivo, ma dividendo i fan nei loro giudizi. Personalmente, ho sempre trovato in quella serie alcuni elementi interessantissimi, che però si scontravano con una sorta di incertezza produttiva. Pensa ci sia spazio per un nuovo futuro audiovisivo di Deboroh e del suo mondo?

E chi lo sa? Mi piacerebbe, ma non smanio per riprovarci. Al di là dell’esito finale, la lavorazione è stata veramente impegnativa, in quanto ho voluto avere il controllo su praticamente tutti i passaggi della lavorazione di ognuno dei 52 episodi. Voi a casa, non rifatelo.

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Finita la run principale di Rat-Man, il suo lavoro è approdato alle (o ai?) graphic novel, con l’acclamato successo di Cinzia, un racconto universale e attuale a un tempo. Possiamo sperare in una versione su schermo di Cinzia Otherside o le hanno già commissionato una docuserie sui Dinosauri che ce l’hanno fatta?

Per ora siamo alla versione teatrale di Cinzia, la cui produzione è stata messa purtroppo in stand by dal lockdown. E nel frattempo non sono mancate le proposte per realizzarne un film. Ma si tratta sempre di produzioni impegnative, già è tanto che ci siano queste proposte, vediamo come si svilupperanno. Nel frattempo, dopo la Francia, Cinzia sbarca anche in Spagna, dove la comunità nazionale LGBT la sta aspettando a braccia aperte, avendolo già letto in anteprima e amato tantissimo e di questo li ringrazio molto!
In ogni modo, a parte Cinzia, pubblicata da Bao Publishing, mi sto sbizzarrendo con altre case editrici, correndo per il grande prato delle idee editoriali e producendo libri come fossero michette di pane. Tra i tanti, mi piace sempre ricordare quelli realizzati sotto l’egida dell’Agenzia Spaziale Italiana, C’è Spazio per Tutti (Panini Comics) e Luna 2069 (Feltrinelli Comics), che mi hanno permesso di entrare in contatto con gli astronauti Paolo Nespoli e Luca Parmitano, i veri supereroi del nostro tempo…! E non dimenticherò mai il momento in cui Paolo ha mostrato una preview del mio fumetto, lassù, sulla Stazione Spaziale Internazionale, rendendolo di fatti il primo fumetto al mondo ad andare nello spazio.

Tutto il suo lavoro, da Rat-Man agli speciali da libreria, sono un catalogo variegato di tantissimi generi cinematografici – e non solo -, da cui sa attingere con consapevolezza. In questo periodo, quali prodotti stanno influenzando di più il suo stile?

Non limiterei la definizione di genere a quelli cinematografici, perché anche in letteratura e nel fumetto i generi sono gli stessi. Non solo. Cinzia potrebbe essere definito come “commedia” (se paragonato a un film) e come “narrativa contemporanea”, se paragonato a un libro. In realtà, il Fumetto possiede tutti i generi che vogliamo e il cinema stesso ne sta attingendo a piene mani, per cui direi che le influenze a cui siamo tutti sottoposti provengono da ogni parte e da ogni media.

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Vuole consigliare un film o una serie ai nostri lettori?

Per quello che riguarda i telefilm, posso consigliare sicuramente Breaking Bad, serie che ho recuperato più tardi, rispetto a molti spettatori, non avendomi convinto la prima puntata. Oppure Il Metodo Kominsky, che è esilarante ma che non vedrà più Alan Arkin tra i protagonisti della terza stagione, per cui, per me, finisce con la seconda. Le consiglio perché sono serie abbastanza particolari e sicuramente non banali, nella loro scrittura. Per quello che riguarda i film, ho rivisto da poco Copia originale, un bel film da recuperare per chi volesse riscoprire Melissa McCarthy in un ruolo drammatico e non in una produzione drammatica come i recenti Ghostbusters.

Pensa che potremo vedere Rat-Man in team-up con i nostri Birdmen?

Non ce lo vedo bene. Finirebbe a tirargli le briciole del cornetto, stupendosi che non le raccolgano da terra, per divorarle, golosamente. E poi cercherebbe di non parcheggiare sotto casa loro, per via che ha appena lavato la macchina. Sarebbe imbarazzante.

Forse, se fosse scritto con un trattino..se fosse scritto Bird-Men… Chissà! 😉


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