Non guardate Snowpiercer – La serie Netflix | Recensione

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Demetrio Marra

Demetrio Marra è nato a Reggio Calabria nel 1995. È vice-direttore «Birdmen» e cura soprattutto contenuti nell'ambito della serialità. Ha esordito con una sua raccolta nel novembre 2019: "Riproduzioni in scala" (Interno Poesia), con prefazione di Flavio Santi. Si è laureato in Filologia Moderna con una tesi su Luciano Bianciardi. Collabora con la sezione Lingua Italiana di Treccani.it

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  • Sembra il commento di un illuminista, che non si spiega come questi quadri impressionisti possano avere senso. Cerchiamo sempre la razionalizzazione e la logica assoluta, vogliamo dare un senso a tutto e ignorare la voce delle emozioni. Se queste serie funzionano, e non capisci il perché, non sfogare la tua rabbia in questo modo, non farai altro che alimentarla e portarla a farti ancora più male. Riempi la tua vita di affermazioni invece che negazioni, e presto, anche se forse inizialmente non mi crederai, starai meglio. Ciao Demetrio, un abbraccio, ti vogliamo bene

  • Sinceramente poco mi importa dell’incongruenza delle dimensioni di questa o quella carrozza, probabilmente è anche un bene che ci siano. La storia è coinvolgente, è una serie che riesce a trasportati nel suo mondo, dà molti spunti di riflessione sulla nostra realtà e si “lascia vedere con facilità”. Aspetto di vedere gli ultimi due episodi della seconda stagione! Consiglio: Vedetela

  • E’ sicuramente un fumettone e il cast non è propriamente stellare (anche a me irrita molto Layton per come l’attore-cane-lo interpreta, però sto adorando Alexandra e il suo rapporto con Melanie. Ho notato anch’io che tra Snowpiercer e Casa di carta siamo lì lì eh, però ormai lo finisco dai. Vorrei sapere cosa pensi de “La barriera”, se l’hai vista, sempre su Netlfix.
    Ciao

  • scusate ma parlate di sospensione dell’incredulità dicendo che la serie non riesce a metterla in atto con lo spettatore, ma mi sembra che in questo caso sia lo spettatore-autore a non volerla accettare. Avete parlato per mezzo articolo della dimensione delle carrozze e dell’assurdità di questo treno, quando allora già le premesse sono poco credibili: un treno che va avanti all’infinito autoalimentandosi e girando per tutto il mondo, con vagoni pieni di bestiame, frutta e verdura e via dicendo. Ma queste allora sono anche le premesse del film e prima ancora del fumetto. Se ci mettiamo a mettere in discussione cose come l’incoerenza nella dimensione delle carrozze, allora dobbiamo iniziare anche a pensare che sia assurdo che harry potter vada in giro con una scopa, e via dicendo.

    Ognuno segue la linea editoriale che crede e le opinioni sono ovviamente soggettive, ma questa recensione mi sembra a dir poco faziosa ed esagerata, e ciò si capisce già dalle prime tre parole del titolo. Sconsigliare così categoricamente la visione della serie perché le carrozze non hanno le dimensioni giuste mi sembra ridicolo e senza senso.

    Sulla scarsa recitazione concordo, anche sugli occasionali buchi di trama. A mio parare la prima stagione è molto interessante e, a differenza di quanto riportato nella recensione, la lotta di classe è decisamente evidenziata ed è un tema portante delle prime dieci puntate. La seconda stagione si spegne un po’, per arrivare poi alla terza che, a mio parere, è fatta decisamente male. In ogni caso è una serie che CONSIGLIO di guardare, anche solo per la prima stagione. È senza dubbio un prodotto che presenta dei difetti e delle criticità (trovatemene uno che non ne abbia), ma sicuramente è ben lontano dal ritratto impietoso che è stato fatto in questa recensione senza senso.

    Infine, un consiglio all’autore: si guardi solo prodotti hard sci-fi, credo siano più adatti a lei, dal momento che parla di sospensione dell’incredulità ma non sembra sapere bene cosa sia, o perlomeno non riesce a metterla in pratica. Un saluto

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