L’universo seriale di Matthew Weiner – Mad Men e The Romanoffs

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Demetrio Marra

Demetrio Marra è nato a Reggio Calabria nel 1995. È vice-direttore «Birdmen» e cura soprattutto contenuti nell'ambito della serialità. Ha esordito con una sua raccolta nel novembre 2019: "Riproduzioni in scala" (Interno Poesia), con prefazione di Flavio Santi. Si è laureato in Filologia Moderna con una tesi su Luciano Bianciardi. Collabora con la sezione Lingua Italiana di Treccani.it

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Birdmen Magazine nasce nel 2015 da un gruppo di studenti dell’Università di Pavia, spinti dalla volontà di raccontare e indagare il cinema, le serie e il teatro. Oggi è una rivista indipendentetestata giornalistica dal 2018 – con una redazione diffusa e una sede anche nella città di Bologna.

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  • […] Per tre stagioni abbiamo assistito al gioco delle apparenze messo in scena da Don Draper. Appropriatosi di un’identità non sua come strumento di ricerca dell’American Dream, in questo gioco di segreti, e bugie, tradimenti e abbracci, c’era un matrimonio da mantenere a galla, e un lavoro da dominare. Se il successo professionale è già sulla rampa di lancio, a livello sentimentale Don è a pezzi. Il castello di carta di un’ostentata perfezione domestica è caduto. Ma Mad Men non è American Beauty. In esso c’è molto più che la semplice decostruzione dell’immagine della perfetta famiglia americana.  Il passaggio di testimone tra costruzione e distruzione torna e trova il proprio acume nell’episodio natalizio L’ospite inatteso, lotta continua tra ciò che le persone desiderano, come regali richiesti a Babbo Natale, e ciò che ottengono. L’episodio mostra il fallace raggiungimento di un sogno americano, venduto ai propri abitanti come pubblicità sullo schermo. Le stesse pubblicità ideate, applaudite, o respinte, dal gruppo di copywriter della Sterling & Cooper. La lettera recapitata a Don e scritta dalla figlia Sally si fa pertanto metafora perfetta della realtà che avvolge e soffoca Don Draper e soci. Uno spectrum riverberante le altalene emotive che hanno scandagliato le vite di questi personaggi, ora accese nel buio dell’esistenza come le luci dell’albero di Natale che domina alla festa di Natale. Roger e Don si fanno massimi esponenti di una festa che di gioioso ha poco e nulla, lasciando dietro di sé una scia di umiliazione sul grande teatro dell’emulazione. Di Elisa Torsiello. Qui il nostro approfondimento sul cartaceo. […]

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