5 domande sulla questione Spider-Man tra Disney e Sony

Immagine di copertina e in corpo di Nicolò Villani

Quest’articolo era nato per tirare le somme di un possibile futuro cinematografico di Spider-Man a poco più di un mese dalla sua, ormai temporanea, uscita dall’Universo Cinematografico Marvel, ma quando venerdì scorso è stato dato l’annuncio che Spider-Man sarebbe rimasto nel MCU almeno per “un altro film e mezzo”, mi sono dovuto mettere rapidamente al lavoro per cambiare premesse e contenuti. Anzi a dire il vero neanche troppo! Sì, perché se la notizia di Spider-Man che rimane, per il momento, nel MCU è stata accolta dal pubblico con entusiasmo, meno bene è da accogliere proprio quel “per il momento”, che rischia di essere poco più che un rimando all’inevitabile separazione di Spider-Man dai Marvel Studios. Spider-Man di fatto rimane almeno al cinema un personaggio Sony e la sua presenza nel Marvel Cinematic Universe deve essere considerata alla stregua di quei “cross-over impossibili” come Alien vs Predator o Freddy vs Jason. Per capire meglio la situazione che intercorre tra le due compagnie, proviamo a rispondere a cinque possibili domande che ci stiamo ponendo o ci siamo posti in questi giorni, sia come fan Marvel che come semplici spettatori di cinecomic, partendo dall’inizio, ovvero dagli anni ’90.

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Ho chiesto a Nico di illustrare col suo stile il concetto “Spider-Man rimane profondamente un personaggio Sony”. Lui di tutta risposta ha preso come riferimento Amazing Spider-Man #568 di Romita Jr. e ha fatto questo. Direi che rende perfettamente l’idea.

 

1. Come funzionano i diritti di Spider-Man alla Sony?

Ricordiamoci che la Sony era quella compagnia che nel 1998 rifiutò di buon grado di prendersi i diritti di tutti i personaggi Marvel (non ancora Disney) per la modica cifra di 25 milioni di dollari e accettò di pagarne 10 “solo” per Spider-Man. Precisiamo però che Sony di fatto non è proprietaria dei diritti di Spider-Man ma è come se li avesse in comodato d’uso. Nel pratico vuol dire che i diritti di Spider-Man rimangono in mano a Sony fintanto che questa si impegna a sfornare un nuovo film di Spider-Man almeno ogni cinque anni. E se facciamo i conti, la compagnia nipponica ha sempre fatto la sua parte pur di tenersi stretti i diritti. I problemi sono iniziati nel 2014, quando, all’uscita di The Amazing Spider-Man 2 di Marc Webb, critica e pubblico punirono un film di Spider-Man decisamente mediocre (ma non pessimo a nostro avviso).

2. Ma poi Spider-Man non è tornato alla Marvel?

La Sony quindi accettò di stipulare un contratto con la Disney per cinque film in cui poter usare Spider-Man nel MCU. Dobbiamo subito specificare due cose: la prima è che la Sony strinse un contratto di “sub-comodato d’uso”, ovvero non ha mai restituito Spider-Man alla Marvel, gliel’ha solo prestato; la seconda è che i cinque film da contratto erano da ripartire tra “film con Spider-Man” (Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame) e film standalone. L’accordo prevedeva che Sony avrebbe realizzato i film standalone (Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far From Home) praticamente al 100%, ma sotto la guida creativa di Kevin Feige. Dall’accordo, la Sony avrebbe ottenuto circa il 95% degli incassi al botteghino, ma avrebbe lasciato alla Disney tutti proventi del merchandising, che, come ci insegna George Lucas, sono molto più remunerativi del film stesso. Con il successo al botteghino di Homecoming e Far From Home, la Disney fa una mossa che col senno di poi avrebbe dovuto metterci in preallarme: propone di finanziare al 50% lo sviluppo dei prossimi film di Spider-Man, chiedendo però in cambio un 50% sugli incassi al botteghino. La proposta sembrerebbe quasi sensata se non fosse che il Topo si terrebbe comunque gli incassi sul remunerativissimo merchandising e quindi lasciando alla Sony poco più che le briciole (per quanto possano definirsi “briciole” gli incassi dei blockbuster). Per tutti i dettagli economici e di contratto vi rimando a questo video di Caleel.

3. Ma allora chi ha ragione? La Disney o la Sony?

La domanda che ingenuamente ci siamo chiesti un po’ tutti, sperando di poter trovare qualcosa a cui aggrapparci per sostenere questa o quella casa di produzione. Ma la verità è tristemente semplice e come spesso accade in una qualunque separazione, la colpa è un po’ di entrambi. Cominciamo dalla casa nipponica: capite bene come di fronte a un rinnovo di contratto simile la Sony abbia agito semplicemente nel suo interesse. In questo senso ad esempio non deve stupire la mossa della compagnia nipponica di acquistare Insomniac, la software house che ha realizzato, fra le altre cose, in esclusiva l’ultimo videogame dedicato all’arrampicamuri. È evidente quindi che la Sony voglia il più possibile avere il controllo transmediatico di Spider-Man. Con Sony si sono schierati Todd McFarlane, creatore di Venom e anche la figlia del compianto Stan Lee, J.C. Lee, che ha dichiarato “nessuno avrebbe potuto trattare peggio mio padre della Disney e della Marvel”.  Quindi in definitiva chi ha ragione? Da un lato la Sony ha tutto il diritto di tenersi stretta una sua “proprietà” legittimamente acquisita e alla Disney bisogna riconoscerle una proverbiale avidità tutta americana. C’è da dire però che almeno fino allo scorso dicembre con Into the Spider-Verse, la Sony ha la “colpa” di non aver più sfornato prodotti di vera qualità con Spider-Man dal 2004, quando uscì Spider-Man 2. Anzi mentre sto scrivendo girano altre voci incontrollate su possibili film e spin-off su personaggi come Hobgoblin e Madame Web, possibilità orrendamente concretizzabili come ci insegna Venom. E a proposito di Venom…

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Il fotogramma finale di Far From Home (che riassume anche molto bene lo stato in cui versavano i fan di Spidey dopo l’annuncio della separazione tra Disney e Sony) ci ha lasciato con un cliffhanger enorme e, per un mese, potenzialmente irrisolvibile. Quando si parla di “colpe” si parla anche di questo: chi avrebbe avuto la responsabilità di lasciare in sospeso la storia di Spidey?

4. Ma quindi cosa può fare la Sony con Spider-Man adesso?

Capita anche che sia l’unico eroe con il superpotere di attraversare gli universi cinematografici, così mentre la Sony continua a sviluppare il proprio Spidey non si sa mai quali sorprese possa riservare il futuro. Questa frase, uscita dalla bocca di Kevin Feige, boss del MCU, è senza dubbio la maniera più elegante per dire “la Sony ci tiene per le palle”.  Perché se è vero che Spider-Man è già pronto per tornare in un film stand-alone, e in un altro film del MCU, è anche vero che ormai niente impedisce a Sony di usare Spider-Man nel proprio universo cinematografico. In un certo senso è come se la Disney, volendo stringere troppo, si sia fregata da sola, lasciando quindi a Sony la facoltà di poter usare il Peter Parker di Tom Holland nel suo universo cinematografico. Già per certe sono le notizie secondo le quali lo Spider-Man di Tom Holland popolerà l’universo Sony di Venom e Morbius (perché sì, sta per uscire un film su Morbius con protagonista Jared Leto). Ma non basta, di fatto la Sony è “proprietaria” di tutto ciò che ha fatto con Spider-Man al cinema, inclusi Homecoming, Far From Home e il già annunciato terzo film in uscita il 16 luglio 2021. Questo vuol dire che Sony può benissimo far continuare la storia di Spider-Man da qualunque punto si interrompa nel MCU. Certo non potrà usare l’Happy Hogan di Jon Favreau né inserire riferimenti diretti al MCU, ma per il resto la Sony ha piena libertà creativa e operativa su Spidey.

5. Cosa prevede il nuovo contratto firmato da Marvel e Sony?

Il nuovo contratto, annunciato lo scorso venerdì 27 settembre, prevede un nuovo film stand-alone di Spider-Man ambientato nel MCU e l’apparizione di Spider-Man in un altro film dei Marvel Studios (possibilmente un quinto film degli Avengers). La Disney si impegna a finanziare un quarto del film così da ricevere altrettanto dagli incassi totali mentre il resto dell’impegno e dei proventi economici andrà a Sony. Il merchandising però rimane ancora in mano a Disney. Ancora una volta la guida creativa sarà di Kevin Feige e il nome più gettonato per la regia è quello di Jon Watts. Cosa accadrà dopo non ci è dato saperlo ma non è irrealistico ritenere che Feige, per ordini dall’alto, stia pianificando una possibile fuoriuscita di Spider-Man dal MCU con le cartucce che gli rimangono. È per questo motivo quindi che la notizia del “rinnovo” di contratto per Spider-Man deve essere accolta con le giuste cautele, proprio perché non sappiamo cosa ci aspetterà. Un rinnovo quindi che ha tanto il sapore di un’estensione di un contratto precario dopo tre anni di onorato servizio.

La cosa migliore che potrebbe capitare quindi, per mettere le parole “lieto fine” sull’intricata questione Spider-Man e Sony, è o che la Disney ricompri i diritti di Spider-Man dalla Sony (praticamente impossibile dato che non si può comprare ciò che non è in vendita), o che la Sony venga comprata in toto da una terza compagnia e ciò comporterebbe la restituzione immediata di tutte le licenze in comodato d’uso (anche questa una possibilità abbastanza remota, anche considerando le recenti crisi della Sony). In conclusione, la rinnovata permanenza di Spider-Man nel MCU è una vittoria solo parziale, con più incognite che certezze e che mette a nudo la spietata guerra commerciale tra corporation per il possesso delle nostre anime. Una guerra che non ha niente a che fare con l’arte, né la settima né la nona, ma che anzi rischia alla lunga di distruggerle nel nome del solo profitto. Qualcosa che profeticamente era stato già denunciato nel 2007 da Brian Micheal Bendis nella tavola finale di Ultimate Spider-Man #110 (in Italia Ultimate Spider-Man #58).

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