“Venom” è uno schifo

Ogni mattina a Hollywood un produttore cinematografico si sveglia. Sa che dovrà produrre un film con tutte le licenze che ha in leasing altrimenti la concessionaria delle stesse se le riprenderà. Ogni mattina a Hollywood una corporation multimediale si sveglia. Sa che dovrà continuare a produrre film il più possibile per conto proprio altrimenti si vedrà costretta a svendere le sue proprietà intellettuali a case cinematografiche prive di scrupoli, ancora più di lei, se questo è possibile. Ogni mattina a Hollywood non importa che tu sia un produttore cinematografico o una corporation multimediale: basta che fai film.

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Ora, benché possa intimamente ammirare la teatralità di gesti come quello di Banksy, che di recente ha distrutto una propria opera battuta all’asta perché “l’arte che si vende non è più arte”, comprendo altresì bene che l’arte non può più essere definita soltanto come l’opera di un solo artista che si estranea dal mondo per restituircene uno spaccato individuale. L’arte è anche, almeno a partire dal secolo scorso, un prodotto corporativo per la collettività, con tutte le dovute e sacrosante distinzioni tra artisti, corporazioni, aziende e visionari della cinepresa. Insomma, non siamo certamente noi di Birdmen a bollare frettolosamente un film commerciale come un mero prodotto del vile denaro per i vili consumatori. Ma il film “Venom” di Ruben Fleischer non può essere giudicato altrimenti, né si può prescindere dal paragone di cui sopra che vede contrapposte casa di produzione e corporation come due creature che cercano di divorarsi l’un l’altro. Che è poi in sostanza tutto quello che c’è da vedere in Venom.

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Venom è un film brutto e fastidioso e tanto il conoscitore dei fumetti (come chi scrive) quanto lo spettatore casuale non potranno fare a meno di uscire dalla sala confusi e con la sensazione di aver perso due ore del suo tempo. Forse solo gli spettatori più disinteressati potranno sollazzarsi con i pochi e mal posti momenti di distensione comica che il film offre, ma ciò non lo rende più divertente bensì appunto più ridicolo. È chiaro che chi conosce il materiale di provenienza già aveva messo in conto dai primi trailer che non si sarebbe assistito a una trasposizione fedele del personaggio su schermo, ma anche volendoci limitare alla sola valutazione cinematografica del prodotto (che è poi l’unica valutazione che realmente conti) è impossibile trovare qualcosa di salvabile: Tom Hardy recita la parte di un disagiato ai limiti dell’indigenza volutamente controvoglia e ciò è sgradevole alla visione, specialmente considerando le interpretazioni di alto livello alle quali Hardy ci ha abituato. Il villain, interpretato da Riz Ahmed, è inutile, stereotipato e, verso la fine, insulso; Michelle Williams poi, nel ruolo di Ann Weying compie un balzo indietro di almeno 15 anni nelle rappresentazioni della donna nei cinecomic. La scrittura non esiste dato che il tutto è sostanzialmente al servizio di un meschino product placement che mira a piazzare, appunto, il protagonista con le sue abilità e il suo iconico aspetto, a scapito di una trama totalmente insensata e di dialoghi, al meglio, prevedibili; ma anche in questo Venom fallisce clamorosamente facendo goffamente sfoggio di una CGI pessima e non al passo coi tempi. Infine, le due scene durante e dopo i titoli di coda, specialmente la seconda, chiudono coerentemente il cerchio con ciò che il film mostra di essere fin dall’inizio, ovvero il sopracitato e continuo product placement. In questo senso non si può che dare ragione a James Mangold quando puntava il dito contro le scene post-credits tacciandole di rovinare l’esperienza cinematografica.

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Se Venom ha un pregio è senz’altro quello di far rivalutare a pubblico e critica il tanto odiato (non a torto comunque) Spider-Man 3 di Sam Raimi di undici anni fa. In esso la narrazione di Venom era sì frettolosa e abbozzata alla meglio ma certamente più curata dello scempio attuale di casa Sony. Pertanto, se siete come la maggior parte degli spettatori casuali la quale, bombardata dal continuo marketing cinematografico, voglia approfondire la conoscenza del personaggio di Venom, fatevi un favore e non andate al cinema. Piuttosto recuperatevi a malincuore Spider-Man 3.

 

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