Homecoming è un trattino rosso e blu tra le parole “spider” e “man”

«Venticinqu’anni!… sono vecchio, sono / vecchio! Passò la giovinezza prima,/ il dono mi lasciò dell’abbandono! »

Così diceva il poeta, Guido Gozzano, nel suo Giovenil Errore, prima sezione dei Colloqui (1911). E in effetti ci si sente un po’ vecchi nel vedere a venticinque anni un film come Spider-Man: Homecoming. Si ha la sensazione di essere un po’ fuori luogo in una generazione di giovanissimi millenials il cui linguaggio non verbale e il lessico ibrido di emotività e tecnologia ci sfuggono amabilmente o stonano sonoramente con le nostre pretese di adulta, ma non per questo matura, seriosità. Spider-Man: Homecoming non è di certo un film adulto, caratterizzato da un ritmo veloce e a tratti spiazzante, una narrativa semplice e lineare e una spensieratezza costante. Poco adulto sì ma al tempo stesso molto maturo.


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L’articolo è stato pubblicato l’8 luglio 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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