Vent’anni di “Spider-Man” – Un film sui mutamenti e la corporalità

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Pubblicato da

Luca Carotenuto

Se pensate di capire qualcosa di me leggendo queste poche righe, allora non avete capito niente di me

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  • […] Sam Raimi e Laura Ziskin rendono straordinario l’ordinario, stabilendo un nuovo canone nella narrazione superomistica: non la celebrazione di grandi imprese, ma la contemplazione della forza del quotidiano e lo stupore della scoperta del sé. Si pensi alla scena in cui Peter si guarda allo specchio, e alla meraviglia – nostra e sua – nello scoprirsi nuovo e migliore. Si pensi a Kirsten Dunst e alla sua Mary Jane dalle gote arrossate, il sorriso radioso e i capelli purpurei (e se vi sembra che stia parlando della MJ di John “Jazzy” Romita, è solo perché nel film le hanno reso giustizia). Come non celebrare la grandiosità comica di J.K. Simmons mentre interpreta (interpreta? Lo vive!) un James Jonah Jameson semplicemente eccelso? E ancora, Rosemary Harris, la Zia May che tutti vorremmo. James Franco, convincente e commovente, in quella che con ogni probabilità è l’interpretazione che l’ha lanciato. E Willem Dafoe? A suo tempo Kit Kiefer disse di lui: «la follia incarnata in un dolce guscio croccante». E niente, va benissimo così. (qui un approfondimento sul film) […]

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