Star Wars: The Bad Batch – Pro e contro della serie animata su Disney+

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Birdmen Magazine è una rivista nata nel 2015. Tra le sue fila conta più di novanta giovani, perlopiù studenti e laureati provenienti da quasi tutta Italia. Una realtà costantemente impegnata in molteplici attività: dalla critica e divulgazione online (cinema, serie e teatro, ma non solo) alla realizzazione di un’edizione cartacea annuale; da progetti e azioni culturali a collaborazioni con istituzioni, festival e radio. Birdmen Magazine ha una redazione diffusa. La sede principale è a Pavia, ma dal 2017 la rivista ha una sede anche a Bologna.

Cos'è Birdmen Magazine?

Dal 2015 Birdmen Magazine raccoglie le voci di cento giovani da tutta Italia: una rivista indipendente no profit – testata giornalistica registrata – votata al cinema, alle serie e al teatro (e a tutte le declinazioni dell’audiovisivo). Oltre alle edizioni cartacee annuali, cura progetti e collaborazioni con festival e istituzioni. Birdmen Magazine ha una redazione diffusa: le sedi principali sono a Pavia e Bologna

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  • […] A partire dalla scrittura scriteriata di Favreau, passando per le infelici scelte di cast, di costumistica, di fotografia perfino, The Book of Boba Fett conferma ciò che era chiaro anche in The Mandalorian, l’obiettivo è sfruttare il mondo Star Wars finché ce n’è, finché non si ribellano e smettono di guardare. Ma se The Mandalorian, pur non potendosi chiamare quality TV, è riuscita a creare un personaggio, un’attesa, una storia degna di essere seguita, a questo giro siamo invece di fronte a qualcosa di unico, un disastro su larga scala peggiore della già decadente The Bad Batch. […]

  • […] Va detto, le aspettative erano alte: dopo l’insperato exploit di The Mandalorian e l’acclamata conclusione di The Clone Wars, la serie spin-off sul gruppo di outsider dell’esercito di cloni della Repubblica appariva come la ciliegina sulla torta di una rinascita della gestione Disney di Star Wars. E dopo il primo lungo episodio, un vero e proprio film animato che ha ridisegnato il contesto del post-Episodio III, The Bad Batch prometteva grandi emozioni, azione adrenalinica e personaggi profondi. Il risultato, invece, nelle successive 14 settimane, è stato un crescendo di tedio e situazioni ridondanti, con ruoli macchiettistici tutti persi nel far da babysitter a Omega, bambina-clone di cui proprio non si sentiva la necessità. L’insipienza del racconto si disperde nella mancanza di un focus chiaro: le trame politiche non incidono a sufficienza, le tensioni tra membri del gruppo – il personaggio più interessante, Crossfire, viene sacrificato come villain eternamente indeciso – diventano gare di sguardi mai davvero pericolose. In tutto, si registra il fatto che 16 episodi, oggi, per una miniserie (sperando non si replichi con una seconda stagione) sono decisamente troppi. Di Nicolò Villani. Qui potete leggere un articolo approfondito. […]

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