La Televisione. Dal broadcasting allo streaming | La nuova edizione
Era il 2017 quando, per l’editore Carocci, è andato in stampa un manuale presto diventato fondamentale per gli studi italiani sul mondo televisivo. Si parla qui di La televisione. Modelli teorici e percorsi d’analisi curato da Massimo Scaglioni e Anna Sfardini, con all’interno il meglio del dibattito italiano – accademico e professionale – sull’argomento, che già stava vivendo la sua prima ondata di ridefinizione intorno ai temi della Convergenza. Oggi, a otto anni da quell’edizione e a dieci anni dall’approdo di Netflix nel nostro mercato – nonché a 70 dall’arrivo della televisione in Italia -, i due curatori hanno dato forma a una nuova edizione chiamata a dialogare con una rinnovata stagione di ricerche su quel vasto mondo che è il televisivo, a livello nazionale e globale. Esce così La televisione. Dal broadcasting allo streamcasting, un volume altrettanto corposo che, nel suo essere una nuova edizione, va ben oltre dal farsi semplice aggiornamento, restando in dialogo con il titolo precedente e arricchendone il respiro e l’offerta.

Diviso in due parti, per un totale di 20 capitoli, il volume di Scaglioni e Sfardini porta al suo interno un ampio campionario di argomenti che incrociano quello che oggi significa “televisivo“. Dalle culture della produzione fino alle logiche di promozione, passando per questioni editoriali, identitarie, e autoriali; il tutto passa attraverso l’allinearsi di due forme apparentemente antitetiche – broadcasting e streamcasting – che la televisione contemporanea ha il compito di porre in sinergia. Così nel volume trova ampio spazio lo studio delle logiche di posizionamento social, delle pratiche second screen, con l’analisi delle strategie di costruzione di un’identità di rete e di programma che deve essere al contempo fortemente unitaria ed agilmente scalabile per adattarsi ad una costellazione di canali distributivi e interattivi.

Per fotografare al meglio il panorama e le istanze in gioco, i curatori hanno punteggiato l’indice di contributi con un parterre di nomi dal profilo trasversale, provenienti tanto dall’ambito professionale e industriale quanto da quello più strettamente accademico e di ricerca. Un approccio, questo, che si riverbera perfettamente con quanto portato avanti dai due curatori nella loro attività con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e con il CeRTA, il Centro di Ricerca sulla Televisione e i Media Audiovisivi, attraverso cui incoraggiano la sinergia efficace ed effettiva tra università e industria.

Proprio per questo il volume può rivolgersi a più tipologie di pubblico, diventando innanzitutto una guida alle pratiche e alle professioni della televisione contemporanea, restituendo un’immagine completa di come funzioni e si strutturi l’industria oggi, tramite la viva voce di chi la televisione in Italia la fa e la comunica. Al contempo, il manuale diventa un punto di incontro e di rifrazione per le ricerche accademiche sui media di stampo produttivo, aperte alla comprensione di un contesto mediale dove il “televisivo” è oggi un campo sfumato in cui sfociano interessi, problemi e metodologie appartenenti ad eterogenei settori disciplinari. A far da compendio, il volume porta con sé una ricca bibliografia che raccoglie i riferimenti di ogni contributo, dando forma a una letteratura sul televisivo che si dipana su più periodi, approcci e oggetti di studio.

Dandosi come chiara fotografia di un modo ben preciso di affrontare lo studio sui media e sul televisivo in particolare – quello portato avanti dal nutrito gruppo che fa capo all’Università Cattolica – La televisione. Dal broadcasting allo streamcasting non nasconde il suo modello fortemente ancorato alla ricerca che passa dalla presenza attiva dell’industria. Per questo motivo gli equilibri contenutistici del volume sono ancorati sul background dei professionisti coinvolti, lasciando più scoperti certi ambiti dell’industria rispetto ad altri affrontati in modo decisamente approfondito e puntuale. Ma proprio per la sua veste programmatica e trasparente, la curatela di Scaglioni e Sfardini si posiziona con efficacia nella costellazione di studi sui media, ancorando il dibattito italiano al complesso panorama internazionale di studi e ricerche sull’audiovisivo.
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