Le migliori conversazioni origliate a Venezia 82
Erano le sei del mattino del 6 settembre e come al solito mi trovavo a leggere la mia copia di Cavalli e Segugi seduto comodamente a un tavolino sul Granviale del Lido di Venezia, osservando quello che a molti poteva sembrare un semplice scenario albeggiante, ma che per altri aveva il profumo della libertà. Perso nelle nebbie dei miei pensieri, impiegai alcuni momenti per rendermi conto che la luce davanti a me si avvicinava: non poteva essere il sole, doveva essere qualcos’altro. Poi capii. Era Alberto Barbera che col suo sorriso faceva rimbalzare verso di me la luce emanata dai capelli dell’uomo che affianco a lui incedeva a braccetto. Quell’uomo, capii in seguito, era Jim Jarmusch, regista emergente abbastanza noto in alcuni ambientini che non vi raccomando… Ebbene, i due incedevano giulivi, intonando cori alla libertà ritrovata. Cominciai a seguirli, convinto che uno scoop fosse dietro l’angolo.
Captando qua e là le parole dei due ubriachi potei ricostruire che nella notte si erano tolti un grande peso, avevano fatto festa con la giuria del Concorso e Franco Maresco, estraendo a sorte un vincitore del Leone d’Oro al termine di un gioco suggerito da Alexander Payne, a sua volta indottrinato tempo addietro da Paul Giamatti. Insomma, se la sera di quel giorno stesso a molte persone parvero poi assurde le assegnazioni dei premi, a me non la si poteva fare. Col mio sorriso beffardo, degno di anni di gavetta nei festival più malfamati e pericolosi di mezzo mondo, decisi quindi di saltare le premiazioni e dilettarmi nella sacra arte del cicchetto, ma questa è un’altra storia e fate attenzione ai gabbiani. Proprio allo spritz-rigorosamente-Select n.6 della serata avvenne la mia “estrazione” a opera dell’agenzia segreta per cui lavoro part-time: un elicottero battente bandiera di Trinidad e Tobago mi afferrò con un lazo ultraresistente portandomi al sicuro dai malvagi inviati di Barbera, incaricati da quest’ultimo di intercettare i documenti segreti comprendenti tutte le conversazioni origliate a Venezia 82, da me trafugati tra mille peripezie, file ai bagni chimici e controlli ai varchi.
Ce l’avevo fatta anche questa volta, solo con qualche graffio e un paio di pallottole calibro .45 conficcate una nel mignolo del piede destro e l’altra appena sotto l’amigdala. Il piede prude un po’ ma con la testa adesso prendo pure Netflix e quella leggera arietta che penetra nella materia grigia è quanto di più rinfrescante il pensiero umano possa concepire. Prima che arrivino a finire il lavoro, dunque, vi lascio di seguito i documenti trafugati, fatene uso con cattivo gusto.

Le migliori conversazioni origliate a Venezia 82
– Ma l’hai visto Il Mago di Merlino?
Un uomo molto confuso riferendosi a Il mago del Cremlino
– Comunque ho delle aspettative infime su questo film dopo aver letto che sarà una cagata
In fila per vedere Barrio triste, ore 17 del 2 settembre, Sala Darsena
– È uscito piangendo…
– Guarda, io sono uscito piangendo da tutti
Due uomini parlando al Chiringuito, 3 settembre, ore 19.27
– Mi chiedono dove manderei una squadra di calcio a mangiare al lido di Venezia, dove li mando?
Al telefono in fila per Barrio triste
– Col caffè ti caghi addosso
– No, col latte ti caghi addosso
Polizia locale, 5 settembre, ore 10.03, ai varchi
– Ooh, domani è l’ultimo giorno di calvario
Una signora molto stanca il 5 settembre, portavoce di chiunque
– L’esecuzione di un gesto… Cinema come pratica non come risultato, per me quella roba lì non ha alcun valore…
Su Ghost Elephants di Herzog
– Bisogna uccidere il regista
Durante la proiezione dell’estenuante Last Night I Conquered the City of Thebes
– Poi se li toglie gli occhiali quando comincia vero?
Molti minuti prima dell’inizio di In the Hand of Dante un uomo ansiogeno è molto preoccupato che la donna davanti a lui sia intenzionata a tenere gli occhiali poggiati sulla testa per tutto il film
–Noooo non posso credere che tutto sia nella mani di una persona sola!
Laureata Dams di 24 anni disperata dopo la proiezione di A House of Dynamite, film di ordigni nucleari
La tipa accanto a me nel sentire il premio Armany Beauty ed Emanuela Fanelli che dice “ricordiamo con affetto Giorgio Armani…” esclama “PERCHÉ? È MORTO?”
Da un’informatrice anonima
– A me non m’e rimasta un’immagine, ma non c’ho capito un cazzo
Sugli skateboard di Jim Jarmusch in Father Mother Sister Brother
– Ma che porcheria era?
Tizio dopo la proiezione press di In the Hand of Dante, fuori dalla Sala Darsena
– Se stasera torni di nuovo a casa ubriaco mi incazzo
Ragazzina rivolta al padre, un primo pomeriggio davanti a Palazzo del Casinò
– Sorry, is somebody over there famous?
– Boh
Scambio tra due tizi appostati col cellulare in mano al red carpet prima della cerimonia di chiusura
– Scusi signorina, mi può mostrare come si tagga Toni D’Angelo nelle storie Instagram?
Signora in sala stampa in coda per il caffè gratis, estasiata per film su Nino D’Angelo
Cioè dialoghi tipo ‘questa è camera di mamma e papà’, minchia
Ragazza infuriata dopo la proiezione del Leone d’Oro Jim Jarmusch, sabato 6, Sala Darsena
– Adesso vado a leggere anche cosa dice la critica per capire cosa c’era da premiare di questo film
Signora incredula ma pacata dopo la proiezione del Leone d’oro, Sala Darsena
– Ma questi hanno sbagliato festa? nessuno gli ha detto che non è la festa di carnevale?
Tizia riferita alle “miss” in coda per fare il red carpet, in effetti pareva de sta’ al Sambodromo di Rio
Una signora vicino a me, durante la conferenza stampa, si è aperta una busta di salame
Bella immagine, da un’informatrice anonima
– Chissà chi interpreta Nino D’Angelo
Prima del documentario su Nino D’Angelo
– Cos’è questa fila? Che accrediti hanno? Accrediti inutili…
Fila per il film di Guadagnino, After the Hunt, signora con accredito rosso
– La signora che da Guadagnino dopo il nubifragio mi dice “Che bello, non vedo l’ora di vedere questo film” e poi si addormenta al minuto due
Da un’informatrice anonima
– Una anziana ad uscita sala ha definito un film “biancheria per conigli”, non so assolutamente a quale film si riferisse ma la trovo un’espressione meravigliosa
Da un informatore anonimo (e se sapete cosa voglia dire quest’espressione “biancheria per conigli”, fatecelo sapere)
Bonus story:
– Durante la proiezione di In the Hand of Dante una donna ha provato disperatamente a fuggire scavalcando il proprio sedile per raggiungere l’ultima fila e andarsene. Purtroppo aveva saltato qualche lezione online di parkour e nel tentativo è letteralmente caduta all’indietro gambe all’aria colpendo un vicino. Seguono sguardi increduli della platea, con annessa walk of shame per uscire dalla fila, facendo infine alzare tutti come il destino aveva previsto

E con questa toccante immagine, contenente tutto ciò che conta veramente nella vita, vi salutiamo e ringraziamo per l’attenzione.
Grazie, Serenissima, all’anno prossimo!
Qui le conversazioni origliate negli anni precedenti
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