Da Saint Phalle a Gae Aulenti, l’arte è cosa fluida – Tutte le mostre performative da non perdere
Io mi sto sfuggendo disperdendo disunendo pulviscolando, insomma, non so qual è il mio posto nel mondo, soprattutto quello professionale, e ancor meno so qual è il linguaggio espressivo che mi appartiene. In tutta questa confusione, che le persone che mi amano chiamano “multipotenzialità” per salvarmi da un baratro di insensatezza, mi aggrappo a tutti i grandi artisti (quelli veri, non io che balbetto quando faccio lo spelling del mio cognome) che hanno seriamente investigato tanti strumenti artistici, eleggendo un’arte a mezzo privilegiato ma senza mai confinarsi.
Per questo, di seguito alcune mostre di arte iconografica di artist* che sono stati anche performer, che hanno scritto, a volte composto, sono stati attori e attrici, e davvero le hanno provate tutte per poi capire, cosa che auguro anche a me, che non sempre bisogna scegliere. Di seguito, le mostre performative da non perdere, e mostre dedicate alla nostra cosa preferita: . . . il teatro, che credevate?
Niki de Saint Phalle – MUDEC (Milano) | 16 febbraio 2025
Niki de Saint Phalle, tra le numerose vie espressive che era in grado di percorrere, aveva una segreta fascinazione per il teatro? Delle performance sul palco, rispetto alla pittura o alla fotografia, adorava il contatto con il pubblico e la possibilità di guardare subito le reazioni delle persone in sala. Ha fatto happening, interpretato i classici greci, scritto lei stessa della drammaturgia, conservando una lezione che troppa della produzione contemporanea teatrale e performativa ha dimenticato: bisogna raccontare le storie, che sia con la scultura o con la scena.
Non perderti la mostra dedicata a Niki al Mudec di Milano e il biopic in uscita a ottobre!

Il giardino dei Tarocchi, litografia (1991)
Gae Aulenti – Triennale (Milano) | 12 gennaio 2025
Progettista e architetto, è stata impegnata in ogni ambito, dal disegno a scala urbana all’exhibition design, dall’architettura del paesaggio alla progettazione degli interni, dal furniture design alla grafica, fino alla scenografia teatrale. C’è un volume sul lavoro di Aulenti per lo spazio scenico, che ne ha indagato la capacità di innovare l’architettura teatrale ma sempre al servizio della rappresentazione e in dialogo con registi di alto calibro come Luca Ronconi. Ludovico Einaudi per Triennale Milano ha indagato il rapporto tra Aulenti e la performance in un podcast che trovate qui!

Progettazione del Laboratorio di Prato con Luca Ronconi, Prato (1987)
La Chola Poblete – BIENNALE ARTE (Venezia) | 24 Novembre 2024
Artista transdisciplinare, sperimenta con la video arte, la performance, la fotografia, la pittura, scavando nel repertorio queer e nella tradizione latinoamericana. Tra idoli folkloristici e cultura pop, spade che affettano patate e vergini con le trecce, espone nel Nucleo Contemporaneo di Biennale Arte 2024 la serie Vírgenes Chola, sull’identificazione mistica tra la Vergine e la dea pagana Pachamama, ricevendo la Menzione Speciale della giuria. L’indagine antropologica era cominciata nel 2014 con la performance Chola’s Martyrdom, sull’uso dell’evangelizzazione come strumento di tortura emotiva e fisica. Con le sue Madonne di pane, è arrivata anche al MUDEC di Milano.

Guaymallén, MUDEC (2024)
Jean-Marie Baratte – FABBRICA DEL VAPORE (Milano) | 31 ottobre 2024
Italo-francese, attore con la compagnia Cricot 2 di Tadeusz Kantor (qui la sua lezione per sopravvivere alla fine del mondo!), è durante la tournée che comincia a sperimentare con le opere su carta. Tra il 1980 e il 1987, indaga notti oscure e bui profondissimi, mutando la poesia – che guizza dalla letteratura, dalla sua esperienza teatrale, dalla vita stessa – in forma precisa, e viceversa la forma diventa poesia. Nove stanze tematiche, da La stanza del teatro, passando per NEROCENERE e Cosmografie, il percorso del performer-uomo dall’oscurità alla luce, spesso a ritroso.

Non accadde a San Silvestro, Teatro Due, Parma (1987)
Autori, attori e pubblico nell’antica Roma – ARA PACIS (Roma) | 3 novembre 2024
Sette sezioni, installazioni multimediali, tragedie e commedie, maschere e monologhi, 240 opere da 25 prestatori diversi. All’Ara Pacis di Roma, un percorso nel teatro antico suddiviso in: Genesi, Radici italiche e magnogreche, La Commedia a Roma, La tragedia a Roma, I protagonisti e la musica, L’architettura, Attualità del classico. Da Seneca a Pasolini, un filo lungo secoli nelle dinamiche drammaturgiche che funzionano da sempre e per gli spettatori di tutti i tempi.

Bonus track – Jean Cocteau. La rivincita del giocoliere – PENNY GUGGENHEIM (Venezia)
Tra le mostre performative da non perdere, questa ce lo siamo persa ma magari torna.. La Collezione Peggy Guggenheim ha appena concluso una retrospettiva dedicata a Jean Cocteau, dal titolo Jean Cocteau. La rivincita del giocoliere. 150 opere dell’artista, curate da Kenneth E. Silver, professore di Fine Arts alla New York University, in mostra a Venezia fino a settembre. Cocteau è stato poeta, romanziere, drammaturgo, critico, ma anche designer e disegnatore, insomma un artista a tutto tondo.
Per il teatro, tra le altre cose, Cocteau ha portato in scena un Orfeo nel 1926 (con i costumi di Coco Chanel!) e ha scritto La voce umana, testo da cui Poulenc ha tratto l’opera lirica, di recente diretta da Emma Dante e a maggio 2024 in scena per la regia di Warkiloski al Teatro San Carlo di Napoli.
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