Invincible – Che cos’è un supereroe?

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Giulia Caccialanza

Classe 1994, laureata in Filologia Moderna all'Università degli studi di Pavia con una tesi sul documentario in Virtual Reality e successivamente diplomata al master MICA -Management dell'immagine, del Cinema e dell'Audiovisivo- presso Unicatt, Milano. Amante di cinema, serie tv, tisane e trekking ad alta quota.

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  • […] I supereroi della scuderia Prime Video sono la vera forza di un catalogo che fatica ad esprimere un’identità sicura e stabile. Eppure con prodotti come The Boys, Doom Patrol e l’eccezionale Invincible sembra dipanarsi la strada per definire un approccio sincero, esplicito ed estremamente consapevole nell’affrontare racconti di nicchia, scomodi, al limite dell’accettabile per un pubblico sempre più abituato alla leggerezza del verosimile ottimismo Marvel o alla cupezza dell’improbabile pessimismo cosmico DC. La strada scelta da Prime Video con Invincible è di mostrare tutto, di non nascondere nulla, attraverso uno stile d’animazione perfettamente mimetico rispetto al fumetto di riferimento e in grado di asciugare la violenza quel tanto da renderla sempre e comunque improvvisa, mai scontata, inaccettabile perché tanto coerente con l’azione quanto stridente rispetto allo stile. Invincible è una storia di supereroismo impossibile, dove il mito viene ribaltato al di là del cliché per far esplodere in faccia agli spettatori i limiti dell’universo simbolico che circonda i superuomini in costume. In perfetto accordo con The Boys, Invincible diventa un trattato di politica dell’immagine mettendo a nudo la fragilità di un’umanità che non è da salvare, bensì da coltivare, demolendo ogni etica dell’idealismo che passa tra le vignette dei fumetti. Quest’anno la prima stagione ha posto i pilastri per un piccolo ma ricchissimo universo narrativo, già sviluppato nei fumetti e in attesa solo di essere animato. Nicolò Villani. Leggi la nostra recensione qui. […]

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