Justice League, la Snyder Cut e il cinema delle seconde chance

Il 20 maggio 2020, nel bel mezzo di un watch party del suo Man of Steel, il regista Zack Snyder annuncia a sorpresa l’uscita nel 2021 della fantomatica versione originale di Justice League, altresì conosciuta come Snyder Cut, su HBO Max. Per chi si fosse perso qualche passaggio, nel 2017 un grave lutto costrinse Snyder ad abbandonare la direzione del film, nonostante avesse già terminato la fase di produzione. La post-produzione fu così affidata a Joss Whedon, uno dei registi simbolo della concorrente Marvel. Per assecondare la sua idea narrativa – e le linee guida della Warner Bros – Whedon decise di girare da zero diverse sequenze del film. Alla fine però la pellicola non solo non riuscì a soddisfare i fan più accaniti, ma si rivelò un grosso insuccesso di critica e botteghino. Armando Oscar Rossi si è incontrato virtualmente con Luca Carotenuto e Fabio Bazzano per discutere di questa notizia bomba.

Il cast di Justice League in un teatro di posa

AR: L’annuncio fatto così a bruciapelo mi lascia credere che la Warner abbia in qualche modo sondato gli umori del pubblico, in particolare del fandom, giungendo alla conclusione che la scelta di inserire un layer narrativo più ingenuo e commerciale abbia tolto allo spettatore l’unico valido motivo per andare a vedere un film DC. Può quindi considerarsi un nuovo cambio di rotta?

 

LC: Un cambio di rotta o un aggiornamento di mercato? Andiamo a vedere su cosa è stato scelto di rilasciare questa nuova versione: HBO Max, praticamente la controparte Warner Bros. di Disney+. Sono abbastanza sicuro che la Warner avesse deciso già da tempo l’arrivo della Snyder Cut. Ciò che gli mancava era uno sbocco sul mercato che garantisse i maggiori guadagni possibile. Quanti avrebbero speso per una copia, anche solo digitale, di un film già condannato? Pochi credo. Ma con le piattaforme streaming è la curiosità a vendere. Perciò non vedrei la Snyder Cut come un cambio di rotta della DC cinematografica quanto un’esclusiva per consolidarsi sul mercato dello streaming. Se poi si tratterà di un cambio di rotta come dici tu, lo vedremo solo col tempo e in particolare dai prossimi film del DCEU.

 

FB: A mio parere recentemente è stata abbastanza evidente la volontà della DC di assomigliare di più alla Marvel, adottando – con risulati alterni – toni più leggeri, ironici e autoironici. Con i vari sequel di Aquaman e Shazam! e un Suicide Squad diretto da James Gunn all’orizzonte dubito però che ci siano grossi cambi di programma in vista, per lo meno nel breve termine.

Il vero nuovo trend che ravviso è una volontà sempre più forte e sempre più sbandierata di produrre film in cui i registi abbiano maggiore controllo creativo e quindi più libertà di esprimere la propria visione. Joker ne è chiaramente l’esempio principale, ma lo stesso vale per Birds of Prey e il prossimo The Batman, il cui regista Matt Reeves ha espressamente dichiarato di aver chiesto e ottenuto totale libertà. In questo contesto a mio avviso si colloca la Snyder Cut, quasi un tentativo di “riparare” un episodio controverso del passato che nuoce all’immagine che la DC vorrebbe dare di sé.

Zack Snyder visiona lo storyboard sul set

AR: Il discorso di Luca sulla possibile strategia di sbarco presso le piattaforme streaming è interessante, anche se potrebbe rimanere il primo e ultimo esperimento DC in merito. Mi sento vicino alla visione di Fabio, infatti per quanto sia stato laborioso il recente tentativo di costruire l’extended universe, gli utlimi film DC sono sembrati sconnessi sia nell’estetica che nelle scelte narrative. Ora però è naturale chiedersi: ne avevamo bisogno? La Snyder Cut sarà la rivalsa della Justice League o solo un grosso cerotto sotto cui nascondere grossi problemi strutturali?

 

LC: Nessuna delle due a mio avviso. Al massimo sarà una parziale rivalsa di Snyder regista, tutto sommato doverosa se non altro per il grave lutto che l’ha colpito. Concordo però con Fabio e il suo auspicio. La DC come contraltare “d’autore” della Marvel. In questo la DC potrebbe finalmente fare della sana concorrenza alla Casa delle Idee. La mia domanda però è: in questa seconda ondata di cinecomic che si profila all’orizzonte, il post-Endgame, secondo voi Snyder è un regista che ha ancora qualcosa da dire?

 

FB: A dire il vero, non essendo un suo grande estimatore, mi auguro che la sua avventura in DC non vada oltre. Forse però molto dipenderà da come si presenterà effettivamente la Cut: nelle idee di Snyder Justice League era un (importante) capitolo di una storia che si sarebbe protratta ancora per diversi film, mentre ora credo avrebbe poco senso continuare a suggerire sequel che non vedrebbero mai la luce. A meno che tutto ciò non sia solo un regalo ai fan fine a sé stesso ma la premessa per qualcosa di più, qualcosa che magari avrà a che fare con HBO Max, o, come avete suggerito entrambi, che possa fungere da rattoppo narrativo più solido in vista dei prossimi film.

 

AR: Se Snyder ha ancora qualcosa da dire? Non adesso, ma dopo Batman v Superman avrebbe potuto dar vita a dieci ambiziosi anni di universo esteso nel quale avremmo visto Darkseid e magari qualche fedele trasposizione degli scritti di Grant Morrison. Ora però, alla luce del prossimo Batman di Matt Reeves e dell’acclamatissimo Joker, temo non ci siano più le condizioni per spostare l’attenzione del grande pubblico sulla sua visione.

Sull’ipotesi di reset sistematico avanzata da Luca, ricordo che la serie Crisi sulle terre infinite è stata già sviluppata sul piccolo schermo, creando non poca confusione nel pubblico delle serie tv. In termini di continuità narrativa, sarebbe stato più astuto avvicinarsi agli eventi di Crisi Finale.

 

LC: Riflettiamo invece un attimo sulle possibili implicazioni che potrebbe avere questo rilascio per il futuro del cinema. È l’annosa questione cinema contro streaming iniziata già ai tempi di Netflix, a mio avviso, con implicazioni ancora maggiori. Non si tratta solo di una maggiore importanza data alla visione del regista ma quasi di una sorta di diritto di replica dello stesso in una discussione che neanche sapevamo esistesse. Mi chiedo se sia giusto per il dialogo tra regista e pubblico permettere questa replica, come se i film fossero dei software in continuo aggiornamento. Qualcosa che ha già fatto Lucas diverse volte e non solo lui ma adesso credo che con lo streaming questa tendenza sarà ancora più diffusa.

FB: La questione è estremamente intrigante. Se pensiamo che è la WarnerMedia – proprietaria di HBO Max – a sborsare (si parla di oltre 30 milioni di dollari) per rimediare a un film “rovinato” da una delle sue stesse divisioni (la WarnerBros.) soltanto tre anni prima, il tutto assume contorni quasi paradossali. Inoltre si crea un precedente abbastanza insidioso, se pensiamo ai molti registi che hanno visto le loro opere martoriate in modo simile in fase di montaggio e che ora fremono in maniera più insistente per mostrare al pubblico i “loro” film (penso a David Ayer, che non perde mai occasione di lamentarsi della versione finale del suo Suicide Squad).

C’è poi da chiedersi se sia legittimo che ultimamente ad ogni flop (di pubblico, di critica, o di entrambi) si scatenino queste discussioni. Trovo abbastanza inquietante la profezia di Luca sull’avere spesso in futuro due versioni dello stesso film, una per le sale e una per lo streaming. A mio parere la Snyder Cut apre un’autentica voragine nel rapporto tra registi e major, dagli effetti collaterali non del tutto prevedibili.

 

AR: E’ evidente che la Snyder Cut abbia creato un precedente, tanto che riguardo  a Suicide Squad spuntano già indiscrezioni sull’esistenza di una Ayer’s cut. Sarebbe saggio evitare di trasformare il precedente in tendenza e la tendenza in standard, ma quando viene evocata una fanbase difficilmente si riesce poi a sopprimerla senza apparire come “major cinematografica votata solo al profitto, che non ha a cuore le opinioni del pubblico”.

 

LC: Parliamo invece di pura speculazione creativa. In cosa pensate si distinguerà questa Snyder Cut dalla versione di Whedon? Personalmente spero in un Batman più coerente col suo ruolo, per quanto già non mi sia piaciuto in BvS, ma se non altro nel 2016 gli riconoscevo una certa coerenza interna, al netto di un eccessivo lirismo che, era palese, soffriva di un enorme complesso d’inferiorità verso Nolan. Ma soprattutto, trattandosi di Snyder, auspico un Superman più completo e narrativamente audace. Oltre ovviamente a qualche richiamo in più alla figura di Darkseid.

 

 

FB: Difficile immaginare esattamente come sarà la Snyder Cut, soprattutto alla luce del fatto che, a detta dello stesso regista, il film uscito in sala rappresenta soltanto il 15% della sua visione originaria. Spero comunque di vedere una storia più solida e logica, magari con personaggi meglio caratterizzati (penso soprattutto ai “nuovi”, Flash e Cyborg). Mi piacerebbe vedere di più anche Lois Lane, mentre mi auguro non ci siano troppe trame secondarie per allungare il brodo. Darkseid non mi entusiasma molto, ma sono curioso di scoprire come sarà trattato l’universo apocalittico introdotto nella famosa scena dell’incubo di Batman in Batman v Superman e se alla fine ci sarà un cameo di Lanterna Verde oppure no.

 

AR: Personalmente, accetterei qualsiasi linea narrativa purché si allontani dall’estetica plastificata del film che ho visto al cinema. Di lirismo di cui parlava Luca spero ce ne sia in abbondanza in quanto unica possibilità di preservare, all’interno di un contesto tendenzialmente futuristico e sci-fi, la concezione mitologica introdotta da Snyder con Man of Steel. Concordo con Fabio sul voler vedere meno personaggi riempitivi e più caratterizzazione per quelli già introdotti. In ultimo concedetemi un cavillo da amante della teogonia di Superman: il costume nero, allora sì che potremmo parlare di vera resurrezione.

una scena dal film Justice League

 

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