Cannes, Netflix e la democrazia

Nella Atene del V sec. A.C. la polis pagava ai propri cittadini meno abbienti il biglietto al teatro. Chissà cosa direbbero oggi quei cittadini o magari Pericle stesso se sapessero che il cinema, figlio illegittimo del teatro, sta diventando un fenomeno sempre più popolare e, paradossalmente, sempre più privato. Perché se da un lato il cinema è sempre stato una sorta di teatro economicamente più accessibile, dall’altro non si può negare che la continua progressione tecnologica stia trasformando quello che una volta era un rito d’aggregazione, che iniziava con lo spegnimento delle luci e terminava con i titoli di coda, in una seduta estremamente intima e controllabile dal proprio divano. Il mondo cambia e quindi cambia anche il modo in cui ci intratteniamo. Ma se il teatro e quindi il cinema sono un’espressione di una civiltà democratica, è possibile che l’estrema privatizzazione dell’esperienza audiovisiva ci stia trasformando in spettatori sempre più individualisti? In altre parole, Netflix sta uccidendo il cinema tradizionale?


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L’articolo è stato pubblicato il 18 maggio 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

 

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