I film di Bernardo Bertolucci disponibili in streaming

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In occasione del settantanovesimo anniversario della nascita del celebre regista italiano Bernardo Bertolucci (16 marzo 1941, Parma – 26 novembre 2018, Roma), ecco una lista di tutti i suoi film attualmente disponibili tramite i servizi in streaming delle piattaforme digitali, gratis e a pagamento.

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Io e te, ultimo film di fiction diretto da Bertolucci (2012), è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, che ha partecipato all’adattamento cinematografico insieme al regista, a Umberto Contarello e a Francesca Marciano. Io e te ha vinto sei David di Donatello nel 2013, tra cui miglior regia e miglior film, e il Nastro d’Argento dell’anno. Quasi un dramma da camera con due personaggi in scena (interpretati dagli esordienti Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco), in cui il protagonista, il quattordicenne Lorenzo, è un ragazzo che ha ancora il privilegio di sognare di essere lasciato solo nello scantinato di casa con la sua pila di romanzi e fumetti. Io e te ripropone il tema della fratellanza, di sangue o di sentimenti, e della ribellione giovanile.

– Disponibile su: Netflix (abbonamento)

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In Novecento (Atto I e II – 1976), Bertolucci dipinge un affresco della storia italiana del XX secolo attraverso le vicende di due amici appartenenti a due diversi ceti della società, sullo sfondo dei conflitti sociali e politici che ebbero luogo in Italia nella prima metà del secolo scorso. Nonostante la trama narri le sorti di una comunità emiliana (nella regione natale del regista), la pellicola può vantare un eccezionale cast di interpreti internazionali, che proprio in quel momento stavano raggiungendo la piena notorietà, su tutti, due grandissimi Robert De Niro e Gérard Depardieu. In questo lungometraggio-monstrum (più di cinque ore, nella versione integrale), Bernardo Bertolucci propone un cinema corpulento e generoso raccontando, in un banchetto concettualmente ed esteticamente sontuoso, il legame con la terra, origine e fine, appetito simultaneo di fuga e di ritorno, senza mistificazioni idilliche. Presentato fuori concorso al 29º Festival di Cannes, l’opera fu poi selezionata tra i 100 film italiani da salvare.

Disponibile su:Now TV (abbonamento)

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Pur essendo profondamente autoriale, L’ultimo imperatore (1987) è il film più hollywoodiano di Bertolucci. Non è il suo primo kolossal, per durata e investimenti, ma è certo il film che in termini di magniloquenza e raffinatezza mostra un grande respiro epico e internazionale, nel solco delle grandi produzioni à la Cecil B. de Mille. Il contesto storico e il materiale biografico di ispirazione l’autobiografia Sono stato imperatore di Pu Yi, ultimo imperatore Qing della Cina – sono l’abbacinante cornice di una parabola sul passaggio tra due ere. Il film ha vinto nove Oscar, fra cui miglior film e miglior regia, e nove David di Donatello. Così il critico cinematografico Tullio Kezich sul film: «Bertolucci è riuscito a penetrare nella Città Proibita con una troupe pilotata dal grande operatore Vittorio Storaro, riccamente costumata da James Acheson, fra le scenografie vere o fantastiche di Ferdinando Scarfiotti? Accettiamo il bel gioco e godiamoci lo spettacolo che fin dalle prime immagini si annuncia affascinante, insolito, coinvolgente; e che continua a tener sveglia l’attenzione, e a non annoiare mai, sulla lunghezza pericolosa di due ore e mezzo».

– Disponibile su: Amazon Prime (abbonamento)

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Il conformista (1970) rappresenta la concreta affermazione artistica di Bertolucci. Insieme a Strategia del ragno, Il Conformista è un film apertamente politico, una critica aperta all’incapacità dell’Italia di farsi carico delle proprie responsabilità morali nei confronti dell’esperienza fascista. In questo adattamento dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia, Jean-Louis Trintignant è Marcello, un medico che nel corso della sua vita, per emergere all’interno di una marea umana indistinta, fa qualcosa di estremamente illogico: conformarsi alla folla. Premiato a Berlino e ai David, il film di Bertolucci ha ricevuto una nomination ai Golden Globe come miglior lungometraggio in lingua straniera e agli Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. La preziosa fotografia del film è stata curata da Vittorio Storaro che, a partire da questo lavoro, è diventato un assiduo collaboratore di Bertolucci.

– Disponibile su: Kanopy (gratuito, ma disponibile solo se in possesso di tessera o carta di alcune biblioteche e università associate) e Now TV (abbonamento)

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Bertolucci è nato a Parma e, benché il regista si sia formato a Roma, l’Emilia è comparsa diverse volte nei suoi film. Prima del più famoso e monumentale Novecento (1976), Bertolucci ha girato nei luoghi della sua infanzia Strategia del ragno (1970), un dramma onirico e ipnotico che affronta i temi del mito, della memoria, del conflitto coi padri. Tratto dal racconto Tema del traditore e dell’eroe (1944) di Jorge Luis Borges, il film Strategia del ragno è una fiaba metafisica che, usando anche un interessante simbolismo, parla di revisionismo e coscienza.

– Disponibile su: Rai Play (gratuito)

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Condannato alla distruzione dalla Cassazione nel 1976, per poi essere riabilitato nel 1987, Ultimo tango a Parigi (1972), pellicola che ha dato notorietà a Bernardo Bertolucci, è un capolavoro del cinema italiano e mondiale e alcontempo uno tra gli oggetti cinematografici più censurati e villipesi di sempre. Bertolucci dirige un film intimistico e ribelle, aiutato dall’abilità visuale di Vittorio Storaro e dalla recitazione intensa e carismatica di Marlon Brando e Maria Schneider. Anticipata da Il Conformista per desideri proibiti e sesso “politico”, la storia è segnata in modo indelebile dai corpi dei due protagonisti, dalla claustrofobia conturbante dell’appartamento, come se ci trovassimo in un enorme ventre femminile (rosso carne alla Francis Bacon, citato anche nei dipinti sui titoli di testa, mentre Vittorio Storaro impronta la fotografia sull’arancione).

Disponibile su: Now TV (abbonamento)

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La commare secca (1962), esordio alla regia di un Bertolucci appena ventunenne su soggetto di Pier Paolo Pasolini e co-sceneggiatura di Sergio Citti, venne presentato alla 23ª edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Ancora acerbo e lontano dalla potenza estetica dei suoi lavori successivi, La commare secca è un buon esempio di sperimentazione narrativa e formale che ha portato Bertolucci a camminare su un sentiero diverso da quello che dal Neorealismo giungeva alla forma-cinema esplorata da Pasolini.

– Disponibile su: Infinity (abbonamento, con estensione della prova da uno a due mesi, per iniziativa di Solidarietà digitale)

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Un atto d’amore diviso in frammenti, Bertolucci – No End Travelling è il documentario-omaggio al cineasta parmense ad opera del regista siciliano Mario Sesti. Il film, che appariva nella selezione ufficiale di Cannes Classics nel 2019, ha come cuore pulsante la lunga ed inedita conversazione video tra Sesti e Bertolucci, in cui il regista si racconta e ci racconta. Riflessioni sullo stile, sulla Nouvelle Vague, sul tempo, sullo spazio. E poi il legame con Godard, Billy Wilder in automobile di notte per le strade di Roma, l’incontro con Francis Ford Coppola a casa di Franco Zeffirelli. Senza dimenticare gli Oscar e il trionfo con L’ultimo imperatore. «Bernardo amava il cinema come totalità, si identificava con esso, e partecipava intensamente a quella che lui chiamava la tribù del cinema, inserendovi tutti coloro che lo amano, lo fanno, lo vivono», spiega Mario Sesti. Attraverso un viaggio lungo i ricordi di una vita, con aneddoti folgoranti che spaziano dal serio al faceto, Bertolucci arriva a sbriciolare indimenticabili perle di “teoria e pratica” della Settima Arte, ricordandoci che «fare cinema altro non è che la ripetizione di quel gesto criminale del bambino che spia nella camera da letto dei genitori».

Disponibile su: Now TV (abbonamento)

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In ultimo, il documentario di Gianni Amelio registrato sul set di Novecento, Bertolucci secondo il cinema, racconto di un’intera giornata di lavoro e osservazioni dietro le quinte in cui affiorano momenti intimi del regista. Insieme al documentario di Giancarlo Soldi, Cinque mondi, in cui si racconta del cinema di Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore.

– Disponibili su: Rai Play (gratuito)


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