Vuoi bere qualcosa Pedro? – Ricordando Anna Marchesini

Per un’attrice comica come lei non poteva che essere comica anche la nascita. Molti riferiscono che Anna Marchesini sia nata il 18 novembre 1953. In realtà la sua data di nascita è il 19 novembre 1953 e la confusione pare nasca dal fatto che il padre registrò il giorno precedente quale data effettiva, perché «essendo la terza, non si ricordava neanche più [quando fossi nata]!» (Anna Marchesini)

Laureatasi in Psicologia all’Università di Roma nel 1975, entrò all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e si diplomò nel 1979. Il suo esordio avvenne nel 1976 nello spettacolo Il borghese gentiluomo di Molière, seguito da altri lavori e dall’avvicinarsi al mondo del doppiaggio; celebri a tal proposito sia il doppiaggio di Judy Garland per la seconda edizione restaurata de Il mago di Oz (1980) sia quello di Yzma, antagonista della pellicola d’animazione Disney Le follie dell’imperatore (2000).

Per molti Anna Marchesini è l’attrice del Trio, il celebre gruppo comico formato insieme a Tullio Solenghi e Massimo Lopez. L’esordio avvenne negli anni ’80 attraverso trasmissioni radiofoniche prima e televisive poi, portando risate nelle case degli italiani con gags e trovate comiche divenute storiche. In tal senso ha fatto scuola la rappresentazione per la televisione de I promessi sposi (1990), opera iconica del Trio. Di fronte alla comune volontà di riproporre il romanzo italiano par excellence in una veste comicamente esplosiva, la Marchesini rilesse con attenzione l’itera opera, con quella acribia e precisione che, come raccontano Lopez e Solenghi nelle numerose interviste, soleva avere più di loro. Il Trio fu animale da teatro con opere che destarono anche un certo scalpore critico. Allacciare le cinture di sicurezza (1987), il loro debutto a teatro come gruppo, e In principio era il trio (1990) non furono subito comprese dalla critica (in verità, più la prima della seconda). Dal momento che Solenghi, Lopez e Marchesini avevano fino ad allora recitato per la televisione, vederli comparire su di un palco di teatro fu per alcuni, dimentichi che in campo teatrale i tre si erano formati, uno shock. Nella commistione totale di generi che ebbero modo di attuare, alcuni videro un ibrido dalle potenzialità teatrali limitate. «Questa è televisione, non teatro» venne detto loro, come racconta Lopez.

anna-marchesini-trioIn tutto ciò però Anna Marchesini è sempre stata l’anima, la forza vitale. Il Trio è sempre stato fiero della perfetta divisone dei ruoli, delle parti, dello spazio che ciascuno si prendeva sulla scena senza mai oscurare o invidiare l’altro. Se cento è l’opera, ciascuno si prendeva il suo trentatré. E quel più uno? «Quel più uno era di Anna» (Pipo Baudo).

Come gruppo i tre si sono sciolti nel 1994; tuttavia è difficile poter parlare di fine del Trio, specialmente dopo l’intervista (qui) a Lopez del 2019. Nonostante la decisione di Lopez di intraprendere una carriera da solista, forse conviene più propriamente parlare di un silenzio del gruppo negli anni dal 1995 al 2008 (anno che vide la loro ricomparsa in televisione con lo spettacolo Non esiste più la mezza stagione), un periodo nel quale ciascuno intraprese una brillante carriera. Il percorso di Anna non poteva che essere magistrale. Gli spettacoli Parlano da sole (1998) e Una patatina nello zucchero (1999) rappresentano vertici alti per il talento poliedrico della Marchesini. In entrambi si verifica un contatto con l’opera di Alan Bennett, la cui comicità è vicina alla poetica dell’attrice che, come Bennett, restituisce una visione della società attraverso personaggi umani densi di eccentricità. Proprio attraverso le peculiarità di questi tipi umani si impone allo spettatore di guardare la realtà attraverso un punto di vista particolare (per esempio Susan, la quale non ha fede ed è moglie di un vicario), che sollecita sempre una forte riflessione. Dopotutto, l’opera di Bennet «ha quel graffio e quella solitudine, Bennet autore solitario, che poteva essere partecipata da Anna» (Rodolfo di Gianmarco). Certamente più toccante è la pièce teatrale Giorni Felici (2008) di S. Beckett, «l’apice della sua maturità» (Lorenzo Salveti), in cui la Marchesini dà prova delle sue istrioniche abilità attoriali, mettendo in scena uno dei più difficili lavori del drammaturgo inglese.

«Io non ho mai pensato che il teatro fosse finzione. La televisione, sì, è finzione, il teatro no. Penso il teatro come un posto dove si mette a bollire il cuore, fino a un’alta marea di emozioni che poi travasano, una specie… di dialisi collettiva». (Anna Marchesini)

Anna fu anche autrice di prose narrative quali …che siccome che sono cecata (2000), Il terrazzino dei gerani timidi (2011), Moscerine (2013), e in queste, come in altre, compaiono personaggi che sono spesso rimodulazioni di soggetti visti a teatro e in televisione, oppure appaiono preziosi riferimenti alla biografia di Anna. Del resto, come ebbe modo di affermare più volte, nel corso della sua carriera è riuscita a dar voce e corpo a quasi duecento personaggi, fra soggetti apparsi una sola volta e alti più ricorrenti: la sessuologa Merope Generosa, la Signorina Carlo, Susan, la Signora Flora, solo per ricordare i più iconici, quelli che hanno fatto storia e a cui il pubblico si è affezionato.

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La Marchesini è stata un’attrice indimenticabile. «Un Totò piccolino, piccolino» (così ha detto Piera dagli Esposti) dallo sguardo vivissimo, che non ha mai lasciato un muscolo del suo volto immobile, in grado di parlare con ogni fibra del suo essere. Proprio alla sguardo l’attrice umbra relegava l’essenza dei personaggi che metteva in scena, uno sguardo velato spesso di malinconia, dato curioso, ma tipico nell’attore comico. Ella riusciva a far propria la realtà che la circondava solo dopo uno visione attenta di essa. Chiunque l’abbia conosciuta parla di Anna come una personalità riservata, che osserva scrupolosamente il mondo. Questo modus operandi è, per esempio, visibile nel modo in cui è stata imitata Gina Lollobrigida (la Lollo): la Marchesini non si è clonata, come era nella prassi di Lopez, ma ha preso alcune caratteristiche e su di esse è nata una seconda Gina Lollobrigida che richiama la prima e da essa si allontana, inquadrandola da un’angolazione nuova, interpretandola. È una Gina che interpreta Gina che fa sé stessa.

Anna psicologa, Anna doppiatrice, Anna attrice e ancora Anna scrittrice. Anna che è stata molte cose, e forse manca oggi una figura femminile di pari altezza, nonostante molti tendano a paragonarle la talentuosa Virginia Raffaele. Anna Marchesini è venuta a mancare il 30 luglio del 2016. Nel 2017, la RAI ha prodotto un documentario (Parlo da sola. Speciale Anna Marchesini) attraverso il quale rievocare la vita di una grande personalità che ha lasciato certamente un vuoto nel modo dell’Arte.

«La comicità non è superficialità, la comicità è la forma più alta di espressione. Naturalmente qualcosa devi aver conosciuto, aver attraversato, per avere la visione del contrario, dell’ombra delle cose e fare l’acrobazia della risata, che è una capriola nel vuoto» (Anna Marchesini).

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