Cinque ottimi motivi per non perdere gli spettacoli della Carrozzeria Orfeo

di Federica Scaglione e Chiara Benzi

Carrozzeria Orfeo è una compagnia teatrale fondata nel 2007 da Massimiliano Setti, Gabriele Di Luca e Luisa Supino, che ne sono autori, registi e interpreti. Negli anni Carrozzeria Orfeo ha conquistato critica e pubblico soprattutto grazie a tre spettacoli inediti (ora in replica con 115 date per il loro Tour de Force): Thanks for vaselina (2013), Animali da bar (2015) e Cous Cous Klan (2017).

Riconoscibile con il suo stile irriverente, comico, ma anche poetico, Carrozzeria Orfeo cerca di raccontare il mondo complesso di oggi tramite la leggerezza. Non a caso presentandosi i componenti della compagnia citano Italo Calvino, campione di esattezza, acume e ironia: ‹‹La semplicità in letteratura è complicatissima da raggiungere, mentre non c’è niente di più semplice che scrivere complicato. Per me termini come “leggero” e “divertente”, sono apici assoluti dell’elaborazione, quindi tutt’altro che facili da ottenere››

carrozzeria

Dopo aver visto l’intera trilogia della Carrozzeria Orfeo al Teatro Nazionale di Genova, ecco cinque motivi per non perdersi i loro spettacoli:

1.L’urgenza dell’attualità: gli spettacoli della Carrozzeria Orfeo ci regalano spaccati di attualità che – per quanto mascherati in futuri distopici o contesti improbabili – ci interpellano senza tregua. Con cinismo e fantasia vengono portati in scena temi che inevitabilmente ci sono familiari: dal fanatismo vegano (o melariano!), all’ossessione per l’estremismo religioso; dalla violenza sessuale, alle “mode” in tema di depilazione; dallo spettro del suicidio e della depressione, alla diffusione del buddismo, senza tralasciare il dibattito sull’utero in affitto, la corruzione della Chiesa, la privatizzazione dei beni comuni, la discriminazione dell’omosessualità e la diffusione del gioco d’azzardo. La capacità di questa giovane compagnia è quella di saper portare in scena temi tanto abusati quanto urgenti in maniera non banale e solo in apparenza leggera, nel momento in cui l’ironia si presenta come una delle poche strategie di sopravvivenza possibili di fronte a un mondo che sembra volerci inghiottire vorticosamente.

2.Una drammaturgia capace di cogliere nel segno: i testi (tutti scritti da Gabriele Di Luca) offrono un panorama di personaggi esclusi, in difficoltà e periferici rispetto alla società – almeno in apparenza – più realizzata. Il pregio di una narrazione degli emarginati risiede nella schiettezza con cui li si ritrae nei loro tratti di volta in volta ridicoli o teneri, senza mai appellarsi alla pietà del pubblico. Non mancano figure ricorsive, ma il testo riesce sempre a non scadere nella retorica o nel bieco cinismo fine a se stesso.

carrozzeria candela
Animali da bar

3.Un’attenta concertazione ritmica: uno spettacolo che inizia con una precisissima scena in rewind, un concerto di tazzine e cucchiaini, tempi comici mai stantii o imprecisi; chi assiste ad uno spettacolo della Carrozzeria Orfeo non può non accorgersi della precisione del ritmo che scandisce ogni scena.

4.La sinergia tra sceneggiatura e attori: nel dispiegarsi dell’azione scenica si ha un’impressione di evidente familiarità dell’autore con gli interpreti; chi scrive lo fa per incarnare i personaggi in corpi che conosce, in attori di cui sa le dinamiche. Scrivere per la propria compagnia offre molti vantaggi, ma può anche finire per incanalare la creatività in personaggi che rispondono facilmente ai profili degli attori. Con soli tre spettacoli è difficile giudicare costanti e innovazioni, ma sarebbe sicuramente stimolante vedere il gruppo mettersi in gioco in modi sempre diversi, offrendo agli attori sfide nuove e impensate.

5.Uno show che non annoia mai: tra commenti sonori calzanti, stacchi perfettamente ritmati, scenografie che permettono estremo dinamismo sulla scena e un uso delle luci  mai banale la messa in scena risulta  davvero “spettacolare”. Il gruppo di attori non si risparmia e dona energia, trasmettendo un entusiasmo per il progetto che è parte integrante del successo e dell’attrattiva esercitata sul pubblico.

vaselina
Thanks for vaselina

Ci sono molti altri motivi validi per andare a vedere il lavoro di questa compagnia, non ultimo la sottigliezza di alcuni dialoghi. Le battute più pungenti e scorrette dei personaggi più negativi e cinici sono sempre rivolte a coloro che costituiscono il polo più ingenuo della scena, in un equilibrio reiterato in tutta la trilogia. L’autore, Gabriele Di Luca è sicuramente dotato di un animo sensibile e vicino ai deboli, ai sognatori, agli sconfitti; c’è però da chiedersi se il pubblico in sala sia dotato della stessa delicatezza e ironia o se finisca per parteggiare in modo più viscerale e meno critico per il più forte, con una risata di scherno verso i vessati del momento.

Il consiglio, in definitiva, è di lasciarsi coinvolgere e travolgere da un gruppo che lavora in armonia, offrendo stimoli pungenti senza pedanteria e capace di dar vita a un’umanità sgangherata e varia che intenerisce, diverte e innervosisce perché ci appare estremamente familiare.

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