Huda, Nessuna e Centomila – Il podcast come strumento di elaborazione del trauma
Huda, Nessuna e Centomila è il nuovo podcast prodotto da Chora Media, in uscita il 27 giugno, scritto dalla giovanissima influencer e content creator RipHuda e da Marta Blumi Tripodi, co-autrice del prodotto in sei puntate.
Se si volesse banalizzare, si direbbe sinteticamente che la storia è quella di Huda e della scoperta delle sue origini, ma si incapperebbe già in un problema definitorio: qual è la nostra origine? Qual è, tra le generazioni, il principio in cui cominciamo a essere in potenza, ben prima della nostra nascita?

Quando Huda si definisce italiana lo sa, lo sente, che sta omettendo qualcosa: è italiana nella fisionomica, nei documenti, nelle abitudini, nella lingua? “Sì, ma da dove vieni veramente?” è la domanda che si sente porre più spesso, ed è la domanda che fa vacillare le sue convinzioni – il granitico senso del sé. Allora forse è un problema di pelle, magari è quel cognome che la tradisce, ed ecco che le vicende che l’hanno preceduta – le circostanze date della sua persona – cominciano a pesare sul suo presente: il Marocco, la terra dei suoi genitori, diventa una sorta di miraggio, una tentazione, un’intuizione inconoscibile. Il Marocco pesa come un debito di sangue, questo paese che la precede e che allunga la sua calura e i suoi odori fino all’Italia per quel patto che non si può rescindere perché ha a che fare con quell’origine difficilmente identificabile.
Il podcast è una riflessione quanto mai urgente e necessaria sul grado di accoglienza reale del nostro paese, ancora scarsamente capace di accostarsi alla diversità come un valore: “Mi sentivo turista in casa mia”, dice Huda, che improvvisamente si sente incapace di riconoscere i propri simili. I profili di costituzione di una comunità possono essere molteplici, ma i tratti identitari sono quelli che rafforzano maggiormente la solidità di un gruppo che si costituisce e si aggrega attorno ad alcuni nuclei forti: questi possono essere la provenienza comune appunto, la religione, il linguaggio, e via via in cerchi concentrici più labili, le convinzioni politiche, gli orientamenti sessuali, le passioni. Ma cosa accade quando il gruppo in cui ci siamo sempre rispecchiati comincia a manifestare ostilità? Come possiamo smettere di sentirci estranei?
La sorte di Huda è quella di molte e molti a cui lei, tramite il podcast, da voce: è commovente la consapevolezza di quello che lei stessa definisce “un privilegio”, e cioè poter raccontare questo punto di vista senza che altri finiscano per appropriarsi, spesso per ragioni propagandistiche, dei destini delle seconde generazioni. Eppure, aggiunge Mario Calabresi, non possiamo dimenticare che ogni storia è specifica per il singolo che ne fa esperienza, e non si possono generalizzare le considerazioni: quello che possiamo fare, però, è ribaltare almeno un punto di vista, passare il microfono a chi vive uno spaesamento duplice.
Perché Huda a un certo punto parte, decide di confrontarsi con questo mito ereditario, con questo Marocco che sente forzatamente suo. E come ci si sente lì, in quell’ “origine”, nel “dove” da cui “vengo veramente”, è possibile riconoscersi in quei tratti fisici così simili ma che incarnano abitudini e traiettorie esistenziali così distanti? Ed è qui che la domanda di Huda diventa quella di giovani come lei, ma anche quella di tutti noi che ascolteremo il podcast: ma che cos’è, casa? Ma se, come direbbe il filosofo tedesco Novalis, stiamo andando sempre tutti a casa, è forse possibile che questa casa cambi nel corso della nostra esistenza?

Con sei puntate polifoniche da 25 minuti ciascuna, Huda, Nessuna e Centomila presenta una scrittura energica e colloquiale che eredita la forza dell’autonarrazione social e che non risparmia alcun sentimento: ci sono i pericoli della tribalità gregaria, c’è la rabbia e la confessione, le vulnerabilità, ferite riaperte in cui dover scavare e che vengono rielaborate tramite la narrazione. Tre anni di scrittura che dimostrano che l’universo dei podcast oggi è da tenere in considerazione come esempio di drammaturgia e storytelling raffinato in cui nulla è lasciato al caso. Sostenuta da tutto il team di Chora (Sabrina Tinelli, Marco Villa, Luca Micheli, Mattia Liciotti, Matteo Scelta, Luca Possi, Auror Ricci, Michele Laserra e Valeria Luzi), Huda ha scelto ogni parola e suono con cura, in un progetto ambizioso che si incarica di affrontare temi fortemente politici: il razzismo, il privilegio, l’afrodiscendenza, la retorica mediatica omologante, l’appropriazione culturale, l’invisibilità. E riesce a farlo non con un procedere saggistico su ciò che è convinzione e ciò che è stereotipo, o sul modo perverso in cui la libertà si trasforma in accondiscendenza: il podcast usa la forma racconto, la voce limpida, la coralità spontanea ma curata nel dettaglio, per veicolare un esempio fulgido di rielaborazione del trauma tramite la scrittura.
Così Huda fa pace con il Marocco, con il papà, con le sorelle e il fratello, con le amiche tunisine più “bianche” di lei, e ci da la speranza che il dialogo, il confronto, la narrazione possano riconciliarci con noi stessi e con gli altri.
Dal 2015 Birdmen Magazine raccoglie le voci di cento giovani da tutta Italia: una rivista indipendente no profit – testata giornalistica registrata – dedicata al cinema, alle serie e al teatro. Oltre alle edizioni cartacee annuali, cura progetti e collaborazioni con festival e istituzioni. Birdmen Magazine ha una redazione diffusa: le sedi principali sono a Pavia e Bologna.
Aiutaci a sostenere il progetto e ottieni i contenuti Birdmen Premium. Associati a Birdmen Magazine – APS, l‘associazione della rivista.