“Aquarius”: immagini dal Brasile

Il Chiostro del Vittadini, in occasione della rassegna estiva “Cinema sotto le stelle”, si riempie della sonorità accattivante del portoghese. In Aquarius (2016), scritto e diretto da Kleber Mendonça Filho, la musicaco-protagonista della suadente ed energica Sônia Bragafluisce in modo diegetico dagli apparecchi che resistono al sorpasso veloce della modernità. I vinili accompagnano la storia del condominio azzurro cielo, ormai disabitato, a eccezione di un appartamento, un po’ fatiscente e scomodo, che ha ospitato un domino di feste di compleanno e malattie, l’infrangersi delle onde dell’oceano. Le note di Hojealbum di Taiguara del 1968, si espandono in un soggiorno sopravvissuto agli anni, in apparenza identico, con un mobilio pressoché intatto; eppure, i colori caldi e avvolgenti delle danze d’apertura si stemperano nel bianco abbacinante di una vita solitaria: Clara, ormai vedova da tempo, abita l’Aquarius godendo della sola compagnia di una governante ormai confidente, ma non sembra soffrirne. In una routinedi yoga, bicchieri di rosso e virtuosismi di archi, ne conosciamo la vicenda suddivisa in un trittico, mentre il progresso bussa con insistenza alla sua porta, chiedendole di abbandonare l’analogico, la consuetudine delle foto dei cari nel portafogli e, soprattutto, il “palazzo fantasma”. Comincia una lotta senza tregua tra un giovane rampante, che progetta di edificare un grattacielo da sogno, e una donna ostinata, una combattente che rifiuta di vendere.

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L’articolo è stato pubblicato il 3 agosto 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/.

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