True detective: c’è solo una storia, la più antica…

Tradurre, addomesticare, definire. Il grande interrogativo di Nic Pizzolatto si avvale del bisogno, direi ossessivo ma sarei precoce e ingiusto, del giusto medium, lo stesso che possa permettere alla storia di rimettersi in piedi e raccontarsi, sistemare gli angoli della camicia e il nodo alla cravatta: che i bottoni siano quelli giusti e il nodo né poco né troppo stretto.
Lo scrittore americano testa la sua prosa dapprima nel genere racconto, con Ghost-BirdsBetween Here and the Yellow Sea (Tra qui e il Mar Giallo, MacAdam/Cage. Maggio, 2006) e nel 2010 esordisce il suo primo romanzo, Galveston, del quale l’edizione italiana è curata nello stesso anno dalla Mondadori (forse un po’ frettolosamente, poiché ho trovato leggendolo che la traduzione fosse macchinosa, quasi superficiale, come di un progetto a scadenza breve, senza possibilità di revisione: la mia, forse, si scopre una speranza, che sia più decisa la cura formale del suo originale americano!).


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L’articolo è stato pubblicato il 1 novembre 2016 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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