The Marvelous Mrs. Maisel 3 – Nuovo ritmo nuove storie

La telecamera esplora gli spazi, accarezza i vestiti colorati, passa da un dettaglio all’altro, talvolta volteggiando, per poi posarsi definitivamente sul protagonista della scena. Nei piani sequenza di The Marvelous Mrs.Maisel lo spettatore apprezza la bellezza dei costumi sgargianti e dei luoghi arredati secondo la moda dell’America degli anni sessanta e subisce il fascino del buon gusto di Midge e della famiglia Weissman. Come le prime due stagioni anche la terza di The Marvelous è alla continua ricerca del piacere estetico, della goduria per gli occhi e mantiene il suo stile inconfondibile nella fotografia, e nelle scenografie. Ci sono però alcune importanti novità rispetto alle precedenti stagioni che saltano subito all’occhio, prima fra tutte un ritmo più rapido e incalzante.

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È complice la trama stessa che si focalizza sul tour di Midge con Shy tra Los Angeles, Chicago, Miami e Las Vegas. L’espediente del tour permette che gli spazi siano più vari e intercambiabili rispetto alle prime due stagioni; la precarietà di tutta la famiglia Maisel si trasforma in un nuovo dinamismo per lo spettatore che si trova gettato continuamente da un posto all’altro con rapidità, anche in luoghi geograficamente distanti. Le vicende a cui partecipano i protagonisti poi sono sempre più assurde e rocambolesche. Così tanti colpi di scena che viene da chiedersi se The Marvelous Mrs.Maisel non avesse per caso più nulla da dire dopo la seconda stagione che era arrivata a reiterare le stesse situazioni e che si era conclusa con la realizzazione del sogno di Midge. Per poter continuare a raccontare, alla fine della terza stagione, si riportano le linee narrative di Midge e Susie al loro inizio: la prima vede sfumare davanti a sé una delle più grandi occasioni della sua vita, l’altra sperpera tutti i soldi guadagnati. Un’accelerazione certamente utile, quindi, ad uscire da una condizione di saturazione e a riaprire la possibilità di una nuova narrazione e della prosecuzione della serie. 

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La ricerca di un ritmo accelerato, d’altro canto, è anche parte di un discorso metacinematografico e meta-artistico presente in The Marvelous Mrs.Maisel 3. Un’altra novità di questa stagione, infatti, è l’esibizione sempre più sfacciata di una grande e consapevole capacità di giocare a proprio piacimento con il linguaggio filmico rendendo evidenti i suoi elementi. Lo strumento cinematografico  si fa sempre più esplicito, quasi a voler svelare progressivamente i suoi segreti e a mostrare la propria autoconsapevolezza. La tendenza a svelare i segreti della finzione cinematografica emerge soprattutto nella puntata numero cinque in cui Midge viene portata da Bruce a vedere il programma televisivo per cui sta lavorando. In un primo momento Midge è spettatrice, ma poi Bruce la prende per mano e la porta all’interno della scena, sfondando la barriera che separa la realtà dalla finzione e mostrando il lavoro e l’organizzazione che si nasconde dietro lo schermo. Questa scena sembra avere la funzione di svelare la tecnica di ripresa di The Marvelous, riproducendola all’interno del programma di Bruce.

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Tutta la stagione, inoltre, si sviluppa tra il davanti e il dietro del palco. Ciò che avviene sul palco e ciò che avviene fuori dal palco si influenzano continuamente con effetti diversi per Shy e Midge. Shy Boldwin vive una forte crisi di identità perché la sua identità coincide quasi sempre con il suo personaggio artistico. Mentre Shy non esce quasi mai dalla finzione del suo personaggio, anche fuori dal palco, al contrario Miriam Maisel trae la sua forza artistica proprio dal parlare della sua vita reale e dal suo essere “autentica”. L’intento metacinematografico della stagione comunque è dichiarato apertamente nell’episodio 4 in cui Midge e Joel incontrano l’attrice Kim Novak e le rubano il fazzoletto. Si fa esplicito  riferimento a La donna che visse due volte, il film di Hitchcock che ha come attrice protagonista proprio Kim Novak. Questa citazione è un indizio che sembra nascondere una dichiarazione di intenti che meriterebbe essere indagata a parte, considerando alcune caratteristiche del cinema di Hitchcock, per esempio proprio la componente metacinematografica, e confrontandole con ciò che avviene in The Marvelous Mrs.Maisel 3. Metacinema e citazioni fini a sé stesse o con un intento preciso che verrà chiarificato nella quarta stagione?

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Il riferimento a La donna che visse due volte, intanto, contribuisce a sottolineare quello che è uno dei temi principali della stagione e cioè l’identità. Non solo, come già citato, in relazione a Shy e a Miriam. Ciascun personaggio è ora alla ricerca di sé in un percorso solitario di presa di coscienza e di autoconsapevolezza, simile a quello intrapreso da Midge: lo stravolgimento della sua vita ha causato un vero e proprio effetto farfalla, fino a portare un tornado nelle vite degli altri. L’ampliamento delle storyline di Shy, di Joel, di Susie e dei Weissman è uno degli altri elementi che danno respiro alla serie salvandola dall’impasse in cui era finita e lasciandoci nell’attesa della quarta stagione con rinnovata curiosità. Ci sono ora nuove storie da raccontare e anche quelle vecchie possono risorgere dalle proprie ceneri. 

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