Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A. è la cosa più bella che vedrete questo Halloween | Lucca Comics & Games 2026
Nella vita di una pecora ci sono poche gioie: belare, mangiare erba, investigare su omicidi (ah no quello era Pecore Sotto Copertura uscito qualche mese fa) e festeggiare Halloween. Shaun, di sicuro, si impegna molto di più di tanti altri ovini in quest’ambito. Con il suo gregge ha passato le ultime settimane a coltivare zucche per poter arrivare ad Halloween, scavarle e riempirle di luci, rendendole delle deliziose decorazioni per la festività. Hanno nascosto tutto al contadino e al suo cagnolino, nella paura che possano rovinare il loro piano, ma il destino ha scelto di fare uno scherzetto. A causa di uno spiacevole inconveniente animale che non vi andremo a spoilerare e ovviamente per colpa di un umano innamorato (e non poteva essere altrimenti), il sogno di uno spaventoso Halloween va distrutto o meglio si trasforma.
Shaun Vita Da Pecora – Operazione Z.U.C.C.A., il nuovo capitolo della vita della strampalata pecora dello studio Aardman arrivato nei cinema italiani in questi giorni grazie a Lucky Red, in fondo nasce, come ci ha raccontato il co-regista Matthew Walker (al suo fianco Steve Cox) a Lucca Comics & Games, nasce difatti da un progetto di corto ispirato a San Valentino con al centro il famigerato Contadino alle prese con una fallimentare cotta. Nella produzione però si son presto resi conto che quello spunto si prestava facilmente all’horror e hanno scelto di cambiare festività. Complice una pozione per combattere la propria incipiente calvizie, l’uomo diventa un mostro pronto a spaventare tutto il circondario e solo Shaun, a metà tra il supereroe e lo scienziato malvagio, può aiutarlo.

Al contrario di Gromit, che troverà adesso per la prima volta una voce grazie a Martin Freeman nell’audiolibro Grand: The Autobiography of Gromit, Shaun mantiene la sua natura da star del film muto (seppur con l’uso di non pochi suoni onomatopeici) come i Minions all’inizio di Minions & Monsters. È una sfida perché “le marionette usate non hanno molta espressività” e soprattutto le pecore, come Shaun, non hanno sopracciglia o un grande range di movimento. “Quello che facciamo in Aardman è concentrarci tanto nel momento in cui realizziamo gli storyboard per capire come gestire i movimenti del corpo senza cadere nell’esagerazione, perché devono essere espressivi senza cadere nell’esagerazione”, racconta Matthew Walker, che ha lavorato anche nelle serie televisive del mondo di Shaun Vita da Pecora, dove la limitata espressività è una sfida minore perché si cerca l’effetto volutamente comico, mentre in narrazioni più dilatate come nello stesso Operazione Z.U.C.C.A. è più difficile.
Il film, svolgendosi intorno ad Halloween, sceglie di pescare da un gigantesco immaginario horror con citazioni continue (una su tutte una buffa ricreazione della scena della doccia di Psyco) destinate a rimanere incomprese dal pubblico più giovane e a far sorridere i più adulti, indici della trasversalità innata del mondo di Shaun. È una commedia slapstick, incentrata sulla fisicità e sulla mimica, costruita da tante piccole follie mantenute insieme da una struttura solida e sempre a fuoco, che permette al film di non perdere nemmeno un istante della sua brevissima durata.

Dopo Shaun, vita da pecora – Il film e Shaun, vita da pecora: Farmageddon – Il film, Shaun questa volta affronta un’avventura su scala più ridotta (anche perché almeno non vede atterrare UFO nella cittadina di Mossingham), ma non per questo meno esilarante. A livello strutturale è facile vedere questo capitolo di Shaun come un lungo episodio della serie tv più che un film a se stante, è un rischio che è sempre dietro l’angolo quando costruisci una narrazione fondamentalmente episodica dove ogni danno, ogni invasione, ogni mostro deve essere sistemato per poter tornare alla fattoria di Mossy Bottom per la prossima avventura senza alcuna particolare soluzione di continuità. Questa soluzione è una coraggiosa controtendenza che sceglie l’accessibilità in un mondo multimediale sempre più improntato alla costruzione di universi complessi nei quali è possibile entrare solo recuperando mille altri film o episodi. Tutti possono entrare nel mondo di Shaun, come in quello di Wallace e Gromit o delle Galline in Fuga, e vivere il miracolo che è Aardman nel panorama odierno: una colorata e orgogliosamente pazza coreografia di plastillina e altri materiali, un artigianato che diventa tattile in ogni inquadratura, la creazione in tempo reale di una risata e non c’è nulla di più bello.
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