Biografilm 2026 – Umanità: singolo plurale
Torna a Bologna dal 5 al 15 giugno la ventiduesima edizione di Biografilm, festival internazionale delle storie di vita. Il filo conduttore di quest’anno «Umanità: singolo plurale» invita a ripensare l’esperienza umana non più solo come racconto individuale, ma come trama di relazioni, legami e appartenenze. Lo sguardo si apre così a ciò che tiene insieme le vite, interrogando il confine fragile tra identità personale e dimensione collettiva. «In un presente complesso e in continua trasformazione, dove spesso mancano i punti di riferimento, questo festival vuole essere uno spazio aperto: un luogo di conoscenza, incontro e confronto» dichiarano i direttori artistici Chiara Liberti e Massimo Benvegnù. Un’edizione che porta con sé anche un significato intimo, essendo interamente dedicata alla memoria di Frederick Wiseman, maestro del documentario americano, e Giorgio Gosetti, critico e organizzatore culturale italiano, figure insostituibili della cultura cinematografica scomparse entrambe nel 2026.
Otto sezioni compongono la Selezione Ufficiale, che porta in sala 64 titoli complessivi, tra film e serialità televisiva. Forte la presenza delle anteprime, 54 in tutto, di cui 16 mondiali, così come la vocazione internazionale della rassegna: sono infatti 34 i Paesi rappresentati dalle produzioni selezionate. Il programma porta a Bologna la cronaca di uno degli atti di resistenza civile più clamorosi degli ultimi anni (Everybody to Kenmure Street di Felipe Bustos Sierra), la storia di Tamara Amer, fondatrice della piattaforma «Iraqi Women’s Rights» e voce di una generazione di donne (Burning Voice di Anna Bruun Nørager), la lotta instancabile di una donna siriana contro la violenza del proprio passato (Little Sinner di Daro Hansen e Thomas Papapetros) e l’ascesa politica di Shahen Harutyunyan, in corsa alle elezioni armene proprio nel giugno 2026 (The Winning Generation di Marco De Stefanis).

Tra i titoli che arrivano a Bologna con una storia già scritta alle spalle, The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, opera di fiction già attraversata dal dibattito internazionale sul conflitto a Gaza, e Sukkwan Island di Vladimir de Fontenay — thriller psicologico con Swann Arlaud (César per Anatomia di una caduta) presentato in anteprima mondiale — adattamento del romanzo di David Vann sulla sopravvivenza di un padre e un figlio nei fiordi norvegesi.
Tra i titoli italiani da non perdere, Super Sic 58 di Alessandro Galluzzi, dedicato a Marco Simoncelli, volto amatissimo del motociclismo italiano: un racconto che attraversa la carriera, l’eredità affettiva e i progetti nati nel suo nome, trasformando il suo ricordo nel ritratto di un eroe popolare. Accanto a questo, meritano attenzione Storie per Sandro di Giacomo Boeri, intimo confronto tra un figlio e un padre segnato dall’Alzheimer, dove il cinema diventa gesto di cura contro la dissoluzione della memoria, e Lo spazio vuoto di Alberto Ceresoli e Stefano P. Testa, indagine personale su un’assenza familiare, quella di una madre morta suicida, che fa del documentario uno strumento necessario per dare forma a ciò che è rimasto taciuto.

Il festival apre venerdì 5 giugno con Broken English di Jane Pollard e Iain Forsyth, alla presenza dei registi: un ritratto dell’inimitabile Marianne Faithfull, indomita e provocatrice, che vale come atto di ribellione contro ogni genere narrativo. La serata di premiazione del 14 giugno chiuderà con The Revolution Against Death di Joshua Oppenheimer, già amato dal pubblico di Biografilm con The End, un corto perturbante sul sogno dell’immortalità e sul confine tra realtà e autoinganno collettivo.

I Celebration of Lives Awards di questa edizione vanno a tre donne che hanno lasciato un segno determinante nel cinema contemporaneo: la regista tunisina Kaouther Ben Hania, la casting director americana Bonnie Timmermann — scopritrice di Kate Winslet, Mark Ruffalo e Scarlett Johansson, celebrata nell’anno in cui l’Academy introduce finalmente il premio Oscar al Miglior Casting — e l’attrice Milena Vukotic, musa di grandi maestri del cinema e volto amato della cultura popolare italiana. Tra gli altri ospiti attesi: la giornalista Rula Jebreal, presente alla proiezione di The Good Body — Giuseppe Bertolucci Walking with Eve Ensler di Luisa Grosso, e l’attore statunitense Ronn Moss.
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