A Ghorman l’Impero ha reagito. E voi?
Mina-Rau focolaio di terroristi? – HoloNet News
Tensione sul pianeta-granaio di Mina-Rau. A seguito di un’ispezione di routine da parte dell’autorità imperiale, alcuni contadini del principale centro abitato del pianeta – Rau – hanno compiuto delle vere e proprie incursioni violente contro gli ispettori, incaricati della valutazione della sicurezza dei lavoratori dell’impianto agricolo. Un ispettore capo è rimasto ucciso a seguito di quella che sembra una colluttazione con un’addetta all’irrigazione dei campi. Le autorità non escludono alcuna ipotesi sulla causa della colluttazione ma la pista terroristica – che vorrebbe la contadina appartenente a una cellula sovversiva ed estremista – sembrerebbe per ora quella più plausibile. Al momento la contadina risulta scomparsa mentre è rimasto ucciso un altro bracciante a seguito di uno scontro a fuoco con i soldati di scorta.

Aggiornamento
Le autorità investigative hanno rilasciato un comunicato circa il bracciante ucciso su Mina-Rau. Si tratta di un ricercato di nome Brasso, un pericoloso sovversivo in fuga da oltre un anno per i disordini sul pianeta Ferrix che hanno visto la popolazione civile rivoltarsi contro le forze di sicurezza imperiali. «La morte di Brasso non è un incidente ma il risultato dello zelante lavoro dell’ISB» ha detto ai microfoni di HNN un portavoce imperiale. «L’impero ha a cuore la sicurezza di tutti i suoi lavoratori e persegue senza sosta chi mette in pericolo la vita e l’incolumità dei suoi cittadini». Il portavoce ha poi espresso preoccupazione per le realtà sindacali spontanee nate su Mina-Rau e altri pianeti dell’Orlo Esterno: «Comprendiamo le istanze portate avanti dai leali lavoratori di Mina-Rau ma è bene ribadire verità scomode che una certa frangia senatoriale vuole tenere nascosta in nome della correttezza politica: spesso e volentieri i sindacati sono coperture quando non veri e propri focolai di terroristi estremisti e sovversivi. Invitiamo tutti i cittadini a segnalare attività sospette e potenzialmente pericolose al rappresentante dell’ISB più vicino».

La produttività imperiale ripartirà da Ghorman – Alton Kastle di Imperial Press Corps
È di qualche ora fa l’annuncio del vice cancelliere Mas Amedda dell’inaugurazione di una nuova realtà artigianale e industriale su Ghorman. L’Impero supervisionerà da vicino i lavori di allevamento dei famosi ragni ghormani o “ghorlectipodi”. Fin dai tempi dell’Alta Repubblica, la seta di Ghorman, ricavata dai ragni, è rinomata in tutta la galassia come emblema di qualità e lusso. Questo rinnovato spirito imprenditoriale non nasce ovviamente dal nulla ma è il risultato di 15 anni di attenta diplomazia tra l’impero e l’amministrazione ghormana per risanare le ferite di quello che è noto – in maniera a mio avviso irrispettosa – come “Il massacro di Tarkin“.

Nessuno ha dimenticato l’orribile incidente che causò la morte di centinaia di ghormani (le fonti del pianeta parlano di più di 500 persone, ma molto probabilmente si tratta di stime esagerate). Va detto però che questi ghormani erano tutto fuorché pacifici, a differenza di come ce li imbelletta la propaganda alderaniana. Certo è possibile che tra di loro ci fossero anche dimostranti pacifici, ma è innegabile che la stragrande maggioranza delle “vittime” fossero facinorosi istigati da gruppi violenti ed estremisti quando non – e lasciatemelo dire – da pericolosi politicanti corrotti, vestigia di una repubblica legata ancora agli stralci della antica religione Jedi. Facinorosi che in maniera abbastanza idiota e autodistruttiva si sono messi tra un incrociatore imperiale e la sua area di atterraggio. Ovviamente a differenza di quello che alcuni politici chandriliani possano pensare e dire, l’Impero non è una macchina spietata ma un sistema che ha a cuore il benessere di tutti i suoi componenti. In questi 15 anni l’Impero non ha abbandonato i ghormani a sé stessi, ma ha costruito delicate relazioni diplomatiche con i rappresentanti della camera del lavoro e del governo ghormani mentre i nostri militari si assicuravano che il pianeta non fosse minacciato da altri pericolosi radicali violenti. Una nuova era per Ghorman ha inizio ed è un’era di lavoro che renderà liberi.
Discorso non apologetico contro l’apologia del terrore – Imperial Defense Daily
Chi segue da tempo la nostra realtà giornalistica sa bene che l’IDD non scrive pezzi d’opinione con leggerezza. Scopo della nostra testata da più di vent’anni a questa parte, quando ancora si occupava di coprire le fasi conclusive della guerra civile, è quella di riportare i fatti attorno ai quali la politica imperiale si snoda e si manifesta. E questo per quanto ci riguarda vuol dire riportare e analizzare i fenomeni violenti che minano la stabilità di un impero che ha a cuore il benessere di TUTTI i suoi cittadini. Tuttavia una serie di eventi recenti e le relative narrazioni “multipolari”, come le definisce l’intellighenzia che fa capo a Bail Organa, ci obbligano a scendere in campo dal lato probabilmente meno “romantico” della barricata e a prendere posizione. E non “contro” qualcuno, quello lo lasciamo all’intellighenzia buonista alderaniana e chandriliana, ma PER qualcuno anzi per TUTTI noi che facciamo parte del glorioso Impero Galattico.
Ho detto “glorioso”? Chiedo scusa, mi sono lasciato trasportare. Certamente è più appropriato definirlo “pacifico“. “Glorioso” è un’opinione fin troppo personale e a differenza di una certa classe di intellettuali d’élite, io non ho interesse a imporre la mia visione sugli altri. Al massimo solo la verità. E la verità è che l’Impero ha portato la tanto agognata pace che i Jedi e le vecchie istituzioni repubblicane corrotte non solo non sono riuscite a portare, ma che hanno scientificamente sabotato. Non è un mistero ormai infatti che i Jedi fossero in prima linea per allungare la guerra civile e che solo l’intervento dell’allora supremo cancelliere Palpatine, oggi Imperatore, abbia impedito a quest’ordine antiquato e stregonesco di stringere la propria morsa su tutta la galassia. Così come non è mistero che i ghormani, una volta forse un popolo pacifico, siano diventati col tempo a causa di alcune decisioni scellerate che hanno preso dopo la fine della guerra (mi riferisco tanto per cominciare alla famigerata “Delegazione dei 2000“), un branco di selvaggi appena più tranquilli di un rancor. Diciamolo senza problemi: basta con la retorica del popolo di Ghorman che non c’entra niente con i rivoltosi. La verità è che non ha fatto nulla per protestare o contestare queste frange violente.
Questi selvaggi non si sono fatti problemi settimana scorsa a farsi scudo di donne e bambini innocenti pur di mettere in pericolo, ma che dico pericolo, pur di UCCIDERE gli uomini e le donne della polizia imperiale. Perché i fatti sono questi: sono stati i ghormani ad attaccare per primi. Sono stati i ghormani a sparare e a uccidere un giovane poliziotto e sono sempre stati i ghormani, che molto furbescamente si sono nascosti dietro la retorica pacifista del loro inno, ad assaltare le forze di sicurezza che, ricordiamolo, erano lì per LORO, per tutelare la loro sicurezza, non quella di qualche funzionario imperiale o di qualche stilista vanesio in visita a Palmo. L’informazione partigiana e sovversiva ha speso ore e ore di olo-registrazioni per raccontarci vita e morte dei “poveri” ghormani vittime dell’impero cattivo. Oggi però voglio portarvi solo un nome: Syril Karn.
Chi era Syril Karn? I registri imperiali lo descrivono come uno zelante ed appassionato lavoratore, prima di stanza su Ferrix presso la corporazione Preox-Morlana e poi, dopo una rapida carriera, all’ISB. Qui ha prestato servizio proprio su Ghorman dove contrariamente a quanto afferma la propaganda sovversiva, ha cercato un punto di contatto con la popolazione per comprendere le necessità di quegli – a questo punto pochi – onesti lavoratori ghormani che non volevano avere nulla a che fare con la violenza. E come l’ha ripagato Ghorman? Uccidendolo a sangue freddo mentre cercava di mettere in salvo dalla furia omicida dei riottosi sia dei colleghi della polizia sia dei civili in fuga. Perché l’Impero è fatto da persone che tengono a tutti, non solo a quelli della propria barricata. Syril lascia dietro di sé, oltre a dei colleghi stretti nel cordoglio, la propria madre, Eedy, un’umile signora di Coruscant che non vedrà mai suo figlio diventare padre e darle dei nipotini.

Sapendo tutto questo ora mi chiedo, la senatrice Mon Mothma, quando nella giornata di ieri ha sbraitato istericamente al Senato – violandone la sacralità rispettosa che da millenni è garantita da colleghi dei quali lei non è certo degna – di “genocidio” esattamente cosa aveva in mente? La senatrice forse non ha studiato la storia della Galassia altrimenti saprebbe che genocidio è solo quello che hanno perpetrato i Sith mille anni fa – oggi per fortuna scomparsi del tutto – e che non è un termine da usare alla leggera. Paragonare un senza dubbio tragico evento a un genocidio vuol dire come minimo mistificare la realtà e mancare di rispetto alle uniche vere vittime di genocidio che ancora oggi ci parlano attraverso gli holocron. Ma non credete a me. Credete alle vittime del tentato genocidio portato avanti dai Jedi nei pianeti che non si allineavano alla loro politica “pedagogica”. Una politica, lo ricordiamo, che consisteva senza troppi giri di parole, nel rapire bambini ancora in fasce. A questo punto chiediamoci: c’è forse differenza tra Jedi e Sith? Personalmente ritengo che siano due estremi dello stesso cerchio e gli estremi, così come gli estremismi in generale, non portano mai a niente di buono.

La senatrice chandriliana probabilmente avrebbe fatto meglio a curare il matrimonio della figlia, (non è un mistero che questa abbia da tempo rinnegato la madre) o meglio ancora il proprio, un matrimonio notoriamente a pezzi. O se simpatizza tanto per la causa umanitaria portata avanti dai sovversivi e dai ribelli, perché non se ne va proprio tra quei terroristi capitanati dal pluri-ricercato Saw Gerrera? Lui non è un terrorista genocida, senatrice? Sì, perché sembra che stiamo dimenticando che l’ex-partigiano di Onderon ora è a capo di un gruppo di tagliagole e stupratori che passano il tempo a sniffare, secondo le fonti imperiali, droghe, spezie e persino carburanti per le astronavi. Magari in mezzo a quei fornicatori sanguinari la nostra senatrice, mantenuta al senato coi crediti delle nostre tasse, starebbe bene come una qualunque delle twi’lek ninfomani che affollano le taverne degli Hutt nell’Orlo Esterno.

Concludo a questo punto con una riflessione: quando la civiltà garantita dalla pace duratura permette il proliferare di simili bestie, è giusto trattare le bestie come esseri dotati di raziocinio? La pace che abbiamo, è bene ricordarlo, non è sorta da una votazione popolare al Senato, ma da guerre, massacri e combattimenti che hanno visto vittime anche tra i civili. Scuole, ospedali, vecchi, donne e bambini. Sì, non credete che i bersagli di cloni e Jedi (soprattutto di quest’ultimi) fossero solo i droidi senz’anima che hanno seminato il terrore nella Galassia. Sì, anche i “buoni” hanno compiuto nefandezze. Allora forse in tempi di crisi e per il bene della pace e della civiltà, le nefandezze, per quanto ci addolori dirlo, sono necessarie per il bene più grande.
Trasmissione pirata a tutti i canali imperiali e dell’Holonet. Trascrizione a fini d’indagine. Segue testo integrale:
«Verranno tempi in cui combattere sembrerà impossibile,
ne sono certo.
Da soli, sfiduciati, sovrastati dalla grandezza del nemico.
Ricordate questo:
la libertà è un’idea pura, nasce spontaneamente e senza imposizioni.
Atti di rivolta casuali stanno avvenendo in ogni angolo della galassia.
Interi eserciti, battaglioni,
non hanno idea di essersi già arruolati per la Causa.
Ricordate che la frontiera della Ribellione è ovunque.
Anche la più piccola rivolta spinge le nostre linee più avanti.
E poi ricordate questo:
il bisogno imperiale di controllo è disperato perché è innaturale.
La tirannia richiede sforzi costanti, s’incrina e si rompe.
L’autorità è fragile.
L’oppressione è la maschera della paura. Ricordate questo.
E sappiate questo:
verrà il giorno in cui tutte queste schermaglie e battaglie,
queste rivolte,
romperanno gli argini dell’autorità dell’Impero.
E poi ce ne sarà una di troppo.
Una sola spezzerà l’assedio. Rammentate questo. Ribellatevi.»
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