Un’avventura spaziale – Il ritorno dei Looney Tunes (nonostante Zaslav)
Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes è, a modo suo, un miracolo. Spesso si esagera quando si usa questa parola, ma sopravvivere alle feroci strategie produttive e distributive di Warner Bros sotto il comando di David Zaslav non può essere descritto altrimenti. L’anno scorso lo studio annunciava che il film in tecnica mista live-action/animazione Coyote vs. Acme, che vedeva nel cast Will Forte e John Cena, era completato, ma che non sarebbe mai stato distribuito, perché preferivano dichiarare una perdita fiscale di 30 milioni di dollari. Ad ora il progetto rimane nell’oblio, nonostante molteplici distributori tra cui Netflix, Prime Video e Paramount abbiano provato ad acquistarlo ma senza riuscire a raggiungere il prezzo imposto da Warner Bros (apparentemente attorno ai 75-80 milioni di dollari).
Anche Un’avventura spaziale stava per finire vittima dello stesso brutale sistema: all’inizio doveva essere destinato a HBO Max, la piattaforma di streaming di HBO ormai da anni sotto l’egemonia Warner Bros, tuttavia nell’agosto 2022 la tristemente celebre “rivoluzione interna” di Zaslav ha portato a scartare il film per regalarlo al miglior offerente. Liberatosi dalle catene dello streaming il film sta lentamente arrivando nelle sale di tutto il mondo, in certi posti come la Germania con i rami nazionali di Warner Bros e altrove con distribuzioni a se stanti (nel caso italiano, sarà Lucky Red a farlo atterrare al cinema a partire dal 7 novembre).

Presentato al Lucca Comics & Games in un’anteprima sulla carta destinata al pubblico più giovane con tanto di mascotte vestite dai personaggi più iconici del mondo di Looney Tunes, Un’avventura spaziale di Peter Browngardt in realtà è più figlio della nostalgia non solo del mondo di questi animali antropomorfizzati, ma anche del passato dell’animazione. Se nell’attuale panorama mainstream sembra che l’animazione sia svuotata di ogni creatività, il nuovo film dei Looney Tunes sceglie di non rinnegare le sue origini e anzi preferisce celebrare e abbracciare completamente la follia che ha sempre contraddistinto Bugs Bunny e i suoi amici.
Mura che nascono per essere sfondate a massima velocità, teste che esplodono e tornano intatte nel fotogramma successivo, trame somiglianti a incubi causati da una cena digerita male: nel mondo dei Looney Tunes il nonsense non è qualcosa da evitare, ma piuttosto una filosofia di vita ed esistenza. Nel caso di questo capitolo, che segue una moltitudine di mini-episodi realizzati negli anni per il piccolo schermo, troviamo al centro Daffy Duck e Porky Pig, cresciuti insieme sotto l’ala del saggio e laborioso Fattore Jim, che nel momento della morte ha lasciato loro in eredità la casa di famiglia.
Quando questa viene danneggiata da un asteroide, i due sono costretti a lasciarsi alle spalle l’ozio per iniziare a lavorare e questa iniziativa da il via a un montaggio esilarante di tutti i loro fallimenti sullo stile dei classici cartoni dei Looney Tunes. È l’incontro con Petunia Pig a fornire loro una possibile svolta con un lavoro presso la locale fabbrica di gomme da masticare. Peccato che il nuovo gusto, appena entrato in commercio, sia stato avvelenato da un malvagio alieno che progetta di far saltare in aria la Terra.

Se i Looney Tunes al cinema sono spesso stati relegati al ruolo di co-protagonisti in avventure live-action (basti pensare a Space Jam e a Looney Tunes: Back in Action), Un’avventura spaziale è la prova che ogni personaggio di questo strampalato mondo sarebbe capace di reggere in completa autonomia un lungometraggio. Qui la scelta di affiancare l’istintivo Daffy Duck al più timido e nervoso Porky Pig si rivela presto vincente: accomunati solo dai loro difetti di pronuncia (per uno la balbuzie e per l’altro le lettere strascicate e spesso sputacchiate), le loro differenze e il rapporto fraterno che li unisce sono il cuore pulsante del film e ogni follia pensata dal folto team di sceneggiatori ha senso proprio in funzione di questo affetto spesso celato.
Pur rimanendo estremamente fedele all’anima dei Looney Tunes per come il pubblico li conosce e ama da più di 90 anni, il film riesce comunque a risultare moderno, non solo grazie alle influenze di altre serie animate più recenti (alcuni degli undici sceneggiatori hanno lavorato a SpongeBob ed è facile vederne l’influenza specialmente nella sua randomness), ma anche a riferimenti all’attualità mai esagerati, come la carriera da influencer di Daffy Duck. Che sia figlio di nostalgia o un semplice ricordo di un’era dove all’animazione era concesso il rispetto che merita, Un’avventura spaziale dimostra al pubblico che, al contrario di quanto annuncia la sequenza di chiusura dei Looney Tunes, non “è tutto, gente!” per questo franchise, che con il supporto produttivo e distributivo necessario, potrebbe avere una folle vita eterna.
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