Quando Isabella Rossellini ci ha spiegato il sesso tra gli animali
Green Porno è un’opera pornografica, ma non nel modo in cui si potrebbe aspettare. Rappresenta il sesso in modo esplicito, solamente che non si tratta di quello tra umani. I protagonisti della serie di micro-cortometraggi (circa due minuti l’uno) realizzati da Isabella Rossellini, disponibili su MUBI dal primo maggio, sono difatti ben altri animali, come mantidi religiose, lucciole, api, gamberetti, balene e tanti altri.
L’operazione è nata dalla curiosità: fin dall’infanzia l’attrice e regista è sempre stata interessata al comportamento degli animali, ma l’offerta didattica in Italia, che nel periodo dei suoi studi si limitava alla biologia e alla zoologia, le ha impedito di approfondire l’argomento. La sua carriera è poi esplosa, tra passerelle e cinema, e solo all’età di cinquant’anni, quando le opportunità lavorative hanno cominciato lentamente a diminuire, ha avuto il tempo di iscriversi a un master in Etologia.

In quegli stessi anni si era ritrovata a collaborare con il Sundance Film Festival per la realizzazione del cortometraggio diretto da Guy Maddin Mio padre ha 100 anni, un omaggio al cinema di suo padre. Il fondatore del festival Robert Redford le propose di creare contenuti per il Sundance Channel, nella speranza che quella piattaforma potesse rivitalizzare il genere del cortometraggio attraverso video estremamente brevi e se possibile fruiti da dispositivi mobili (potrebbe ricordare il caso Quibi). Nello specifico voleva che si concentrasse sui temi ambientali di cui da sempre il festival è forte promotore. Rossellini si trovò quindi davanti all’opportunità di condividere con il mondo la sua passione, ma scelse di farlo in un modo forse inaspettato.
“Certamente ci sono documentari e film meravigliosi sugli animali. Sapevo che David Attenborough e altri come lui avevano già coperto più o meno tutto. Non puoi fare meglio di così, ma al tempo stesso c’è qualcosa di irresistibile negli animali”, ha spiegato l’attrice in un’intervista a Film Close-Ups. Green Porno nasce dal desiderio di portare sullo schermo gli “infiniti, strani e scandalosi modi” in cui gli animali copulano. Da argomento sensazionalistico e spesso ancora taboo, il sesso diventa così oggetto di divertente divulgazione.
Se la prima stagione di Green Porno, pubblicata nel 2008, è incentrata sugli invertebrati che è facile incontrare persino nelle strada di New York, la seconda era dedicata alle creature marine (con un episodio speciale sugli organi genitali) mentre la terza soprannominata Bon Appetit, la più corta con soli quattro episodi anziché otto, era una forte critica alla pesca intensiva, grazie anche alla partecipazione del biologo Claudio Campagna.

Diretta dalla stessa Rossellini e da Jody Shapiro, Green Porno non assomiglia al tradizionale documentario naturalistico. Non vi sono ambienti suggestivi o riprese da vicino degli esemplari protagonisti. A causa della durata così ridotta e una fruizione da schermi di dimensioni ridotte, le immagini e la stessa spiegazione scientifica dovevano essere semplificate per arrivare al pubblico nel modo più efficace possibile. Il format più adatto, secondo Isabella Rossellini, era quello del cartone animato, fatto di colori sgargianti capaci di attirare subito l’attenzione.
Tuttavia la serie non è nemmeno una vera e propria animazione, se intesa soprattutto nel mondo digitale di oggigiorno. Realizzata con un budget esiguo, Green Porno assomiglia più al vaudeville di inizio XX secolo o a uno spettacolo di marionette, fatto di raffazzonate scenografie di cartone e versi esasperati. I rituali riproduttivi sono raccontati e messi in scena dalla stessa attrice e regista, che con costumi artigianali strampalati, si trasforma all’occasione in lumaca masochista, verme privo di cervello, passionale gamberetto e tante altre incredibili creature.
Ogni puntata inizia con la stessa preposizione fantastica, “Se io fossi…”, una formula magica che apre la porte a un mondo dove conoscenza e divertimento sono un unicuum. L’animale “antropomorfo”, a cui Isabella Rossellini dà vita, interagisce con le sue controparti inanimate in rituali intricati che nel momento in cui abbandonano le pagine di un libro di scienze si svelano in tutta la sua assurdità: lo spogliarello del gamberetto quando questi cambia sesso, il cannibalismo durante l’atto sessuale della mantide religiosa, le orge di acciughe e i gemiti delle lumache mentre si feriscono a vicenda.

Al momento dell’uscita Green Porno si trasformò in un vero e proprio fenomeno, ottenendo due premi – Miglior performance e Miglior Progetto Sperimentale – ai Webby, i cosiddetti Oscar dell’Internet. Grazie all’aiuto dello scrittore e regista francese Emmanuel Carrère, la serie si è trasformata anche in un monologo teatrale che Isabella Rossellini ha portato in tour per tutto il mondo. A Green Porno sono poi seguiti Seduce Me, incentrata sui rituali di corteggiamento delle diverse specie, e poi da Mammas, un’ode alla maternità nel mondo animale.
Se da semplice spettatore è facile percepire le puntate come un’ilare rivisitazione dei libri scolastici di biologia, il progetto si fa cavallo di Troia, portatore di una missione estremamente delicata, perché le risate si mescolano alla scoperta e la scoperta porta il desiderio di proteggere il patrimonio più prezioso della Terra.
Se nel mondo dell’Etologia è considerato un peccato capitale l’antropomorfizzazione dell’animale, uno zoologo, intervistato da The Gonzo Scientist per l’articolo Do Scientist Like Green Porno?, ha spiegato che quest’aspetto in Green Porno sia fondamentale. “Quando cerchi di persuadere le persone comuni ad interessarsi agli animali, trasformarli in persone vere è molto, molto efficace e questo Isabella lo sta facendo benissimo”. Attraverso una peculiare rivoluzione del documentario naturalistico, Isabella Rossellini, forse l’insegnante di biologia che tutti avremmo voluto avere, è stata capace di creare la più sincera e gioiosa celebrazione del mondo animale attraverso l’atto stesso che ne permette l’esistenza e la sopravvivenza.
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