“È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino – Se esiste un’autobiografia | Venezia 78

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Luca Mannella

Luca Mannella (Monza, 2000) è attualmente studente di Lettere Moderne all'Università degli Studi di Milano. Scrive di cinema per «Birdmen Magazine» e fa parte della redazione di «lay0ut magazine», rivista di critica letteraria, traduzione e ricerca visuale.

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  • […] La mano di Maradona che segna il goal dell’86, la mano della provvidenza che bussa al portone di Roccaraso: “l’evento” traumatico come congegno cinematografico di memoria e azione e il cinema, “mano” artistica mediatrice del tragico e del divertissement. Quella di Sorrentino è autobiografia e non-autobiografia, un flusso non lineare di realtà e finzione che nel mito come paradigma temporale – Maradona, Fellini – trova consistenza. Un fossile mobile la Napoli di Fabietto, luogo intimo abolito dall’immaginario sorrentiniano e qui trasfigurato emotivamente. Cos’è l’autobiografia se non un ripensamento, una nuova visione? Cosa il cinema se non la grana fantasmatica della propria intima esperienza? Sandra Innamorato / Leggi la recensione […]

  • […] Il nome di un film ha un potere immenso sulle attese dello spettatore e La persona peggiore del mondo (2021) di Joachim Trier non fa eccezione: letto il titolo, è impossibile non chiedersi di chi si tratti, e cosa abbia fatto questa persona per essere così deprecabile. Ad accrescere una curiosità già così stuzzicata potranno contribuire la premiazione al festival di Cannes a Renate Reinsve nel ruolo della protagonista Julie e due nomination agli Oscar (per la sceneggiatura di Eskil Vogt, fra l’altro regista di The Innocents, e in qualità di miglior film straniero di fianco al nostro È stata la mano di Dio). […]

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