Gli anni che cantano – Quando cantare era un impegno politico | Biografilm 2020

La nostra recensione di ‘Gli anni che cantano’, di Filippo Vendemmiati, uno dei 41 film selezionati alla 16ª edizione di Biografilm Festival, di cui Birdmen Magazine è media partner. Clicca qui per scoprire come vedere tutti i film del Festival in streaming gratuito su MyMovies (fino al 15 giugno). Un’occasione unica, da non perdere!


Ci troviamo in un mercatino di antiquariato di Parigi. Janna Carioli – una delle fondatrici del Canzoniere delle Lame – curiosa tra le bancarelle. Ad un certo punto, si sente avvolta da un senso di familiarità: tra le tante foto, ne ritrova una sua, scattata nel 1969. Nell’immagine, una giovane versione di sé, dinnanzi al microfono, indossa una maglietta raffigurante Gramsci.

È l’incipit di Gli anni che cantano, diretto da Filippo Vendemmiati e presentato in anteprima mondiale per la sezione Art and Music del Biografilm Festival. Il docu-film ripercorre la storia del Canzoniere delle Lame, gruppo bolognese di musica politica e impegno sociale, fondato da Janna Carioli e Gianfranco Ginestri nel 1967. Sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, è prodotto da Filandolarete e Open Group e distribuito da Genoma Films.

Il Canzoniere delle Lame era composto da giovani studenti e lavoratori dell’ex quartiere Lame di Bologna. Il ritmo incitativo delle loro canzoni (in un primo momento tratte dal repertorio popolare, poi scritte da loro stessi) era funzionale a veicolare un messaggio: erano anni di grande impegno sociale, quelli dal 1967 al 1982 – periodo di attività del gruppo – in cui cantare poteva assumere un forte significato politico. La canzone di protesta era a tutti gli effetti uno strumento di lotta, brandito con coraggio sia all’Italia sia all’estero.

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Raccontare la loro storia, dunque, non è solo parlare di musica.

Vendemmiati utilizza il materiale di repertorio come contrappunto per la ricostruzione delle vicende del gruppo. Tale materiale proviene dall’Archivio storico del Canzoniere delle Lame, donato al Quartiere Navile da Gianfranco Ginestri. Tra pellicole Super 8 con materiale anche inedito, fotografie, documenti, manifesti e locandine, ci approcciamo al resoconto di quella che è stata l’avventura del Canzoniere delle Lame. In voice-off, le interviste ai componenti dello storico gruppo seguono tutto il corso del film.

A bordo di un pullmino rosso, gli ex membri del Canzoniere delle Lame si raccontano. Alla guida, c’è Giacomo Gelati – Jack – di Le Altre di B. Il confronto con l’attuale scena musicale si rivede anche nell’incontro con Albi (Alberto Cazzola), membro di Lo Stato Sociale, al Palasport di Bologna. Nonostante il contesto sociale mutato, dai loro scambi traspare che ciò che rimane simile è il modo di vivere la musica: prove, concerti, e lunghi viaggi al servizio del pubblico che ha voglia di ascoltarli. Il pullmino a bordo del quale attraversano l’Emilia – fermandosi in luoghi significativi per la storia del Canzoniere delle Lame – è perfetto simbolo del viaggio, della tournée. Tra i luoghi che vengono ripercorsi, una delle vicende più notevoli riguarda l’Autogrill del Cantagallo di Sasso Marconi. È dove – nel 1971 – il personale si rifiutò di servire Almirante, allora leader del MSI. L’evento fu d’ispirazione al Canzoniere.

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La ricostruzione non è affidata solo all’Archivio e alle interviste: gli ex membri del Canzoniere – accompagnati da Jack – ripetono e ricontestualizzano nel presente le loro vicissitudini.

Ad esempio, in piazza Nettuno viene ricostruita la baracca in lamiera che aveva più volte ospitato i musicisti del Canzoniere. Così come in passato si erano uniti alla lotta operaia, adesso offrono il loro aiuto alle operaie della Perla nel comporre una canzone di protesta; o, a San Giovanni in Persiceto, viene simulato un concerto a piazza vuota per replicare quando, a Rosarno, per paura della reazione della ‘ndrangheta, i compagni calabresi ascoltarono il concerto da dietro le finestre.

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«Abbiamo sentito che non eravamo più avanti», risponde Jenna Carioli quando le viene chiesto come mai il Canzoniere delle Lame si fosse sciolto. La presa di coscienza di essere strettamente legati a un certo modo di fare politica – consapevoli che il vento stesse cambiando – ha permesso loro di non scivolare nella retorica. Tuttavia, non hanno perso la loro verve e la capacità di credere sinceramente che cantare possa essere ancora un impegno politico.


Trailer Gli anni che cantano.

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