#BirdmenConsiglia: (altri) 6 film da guardare in streaming | Parte 8

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Fintanto che è stato possibile prendere posto comodamente in una sala cinematografica, ogni mese questa rubrica ha sempre cercato di compattare e consigliare un manipolo di titoli di volta in volta ritenuti i più interessanti tra quelli in uscita al cinema (spesso pure ignorando la loro circolazione in circuiti limitatissimi e d’essai). Da qui, con il conseguente confinamento e prolungamento della quarantena a un tempo forse indeterminato, cerchiamo di declinare il senso di questa rubrica rispetto alle nuove contingenze. L’obiettivo, allora, diviene quello di restituire a voi lettori le possibilità di un orientamento lungo l’intricata babilonia delle piattaforme streaming. I film di rilievo ora disponibili sono tantissimi, spesse volte anche gratuitamente. Ci è parso quindi più giusto e sensato scandire la distribuzione della rubrica non più mensilmente ma settimanalmente, e consigliare 6 film da vedere in streaming, uno per ciascuna piattaforma selezionata tra le più blasonate e seguite dagli utenti: Netflix, Prime Video, Disney+, VVVVID, MUBI e RaiPlay.

Eccoci dunque al quinto appuntamento, coi consigli settimanali del mese di aprile che portano il grande cinema nelle nostre case! Qui tutti i nostri consigli di visione.


#BirdmenConsiglia


Netflix

Us and Them (2018), di Rene Liu

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Zhou Dongyu e Jing Boran in Us and Them

Se c’è un film nel catalogo Netflix per il quale pare impossibile non provare simpatia – ma forse sarebbe più giusto dire un malinconico affetto – ecco, questo è fuori di dubbio Us and Them, del regista taiwanese Rene Liu. Alla lontana, sembra richiamare un qualche legame col One Day (2011) di Lone Scherfig, di cui pare quasi un parente orientale: perché al centro sta il sentimento di amicizia, e quindi d’amore, tra due ragazzi impegnati nella conquista di un proprio spazio, di una stabilità tra le angustie e il sudiciume degli stretti appartamenti pechinesi, entro cui le aspettative sono disattese, i sogni continuamente repressi. Di capodanno in capodanno, il film procede a scandire, come da tradizione del grande romance cinese, la distanza tra il prima e il dopo, tra la giovinezza elettrica di sogni del them, e il presente adulto dell’us, col suo sguardo malinconico tra i più riusciti degli ultimi anni.


Prime Video

Alice nelle città (1975), di Wim Wenders

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Rudiger Vogler e Yella Rottlander in Alice nelle città

Di regali importanti Amazon ne sta concedendo parecchi. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello del pacchetto Wim Wenders, che al suo interno include quest’autentico gioiello, tra i road movie meglio realizzati in tutta la storia del Cinema. Ci sono un’auto e una Germania da attraversare in cerca di un’anziana signora. C’è ovviamente Rudiger Vogler, sempre ermeticamente pensoso, con la sua sigaretta e un set di polaroid che tentano, inutilmente, di restituirgli qualche significato sul suo vissuto. E c’è la piccola Alice, nel cui sguardo vispo e assieme innocente, la peregrinazione centrifuga del personaggio di Vogler trova forse il suo senso più autentico.


Rai Play

Maps to the stars (2014), di David Cronenberg

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Julianne Moore in Maps to the stars

La scorsa volta era toccato a The Canyons (2013) di Paul Schrader. Stavolta, ponendoci in una certa – forse pure involontaria – continuità, dalla piattaforma di Mamma Rai andiamo a pescare l’opera di un altro grandissimo autore, quale è Cronenberg, che di nuovo guarda obliquamente allo star system hollywoodiano, coi suoi segreti, le ambiguità della vita privata dei divi, sottratti a ogni possibile integrità e in preda a sventure grottesche che rispondono solo alle loro psicosi. Tanto accade alla fenomenale Julianne Moore e alla non meno brava Mia Wasikowska, in questo film troppo spesso, e ingiustamente, screditato dalle frustrazioni di pubblico e critica.


VVVVID

Ciao America (1968), di Brian De Palma

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Gerrit Graham in Ciao America

Film del 68 sul 68. Quando sottolineavamo il fatto che ci piacciono gli esordi, lo intendevamo sul serio. In Ciao America questo è doppio: registico, per Brian De Palma, e attoriale, per Robert De Niro. Fa impressione soprattutto per il primo, che già attecchisce nella rappresentazione delle enormi contraddizioni del suo paese, affatto scontata per la difficile contestualizzazione appunto sessantottina, divisa tra i proclami mediatici del presidente Lyndon Johnson e il fronte vietnamita a cui i giovani tentavano di sottrarsi.


Disney Plus

Into The Woods (2014), di Rob Marshall

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Meryl Streep in Into The Woods

Trasposizione cinematografica di uno dei più longevi musical di Broadway, Into the Woods di Rob Marshall rivisita le più celebri fiabe dei fratelli Grimm regalando allo spettatore uno show corale ed evocativo. Grazie alle varie performance di un ottimo cast – spicca tra tutti l’interpretazione di Meryl Streep nei panni della strega cattiva – il film riesce a cogliere pienamente il significato intriso della pièce teatrale: la vita non è affatto una fiaba, eppure nessuno è destinato ad affrontare tutto da solo.


Mubi

L’enfant secret (1979), di Philippe Garrel

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L’enfant secret

Qualche giorno fa, Mubi ha fatto un passo in avanti notevolissimo rispetto alla concorrenza: la sua Videoteca è stata inaugurata, e dai soli 30 film con scadenza mensile che propinava cautamente ai suoi fedelissimi, lascia ora libero accesso a quanto già presentato in precedenza e oltre, con retrospettive, rassegne, focus su autori enormi, e gemme inesplorate. Ecco allora che troviamo Garrel senior, assieme al suo mondo sentimentale in bianco e nero e granuloso, ai suoi brevi racconti di separazioni e ricongiungimenti, di sintassi allentate tra ellissi e ripetizioni. Poi, il fascino dei corpi-automi bressoniani, come accade per la bellissima Anne Wiazemsky in questo L’enfant secret.

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