L’une chante, l’autre pas – Un’ode di amicizia e solidarietà femminile | Speciale Varda

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Le peggiori nemiche delle donne sono le donne è quanto di più sessista si possa dire. In primo luogo, perché presuppone che la donna sia un essere privo di ogni qualsivoglia cattiveria, senza tener conto del fatto che tutti gli umani – indipendentemente dal genere – sono il prodotto della cultura di appartenenza e delle proprie esperienze. In secondo luogo, perché tralascia di considerare l’essenziale contributo della solidarietà nella lotta femminista.

Realizzato nel 1977 da Agnès Varda, regista eclettica della Rive Gauche, L’une chante, l’autre pas è un’ode – nel pieno senso del termine, dal momento che l’autrice lo definiva un musicalall’amicizia e alla solidarietà femminile. Il film è ambientato tra il 1962 e il 1976, anni fondamentali per la lotta femminista, e racconta del legame tra Pauline/Pomme (Valérie Mairesse) e Suzanne (Thérèse Liotard). 

La lotta che attraversa la pellicola riguarda in particolare la contraccezione e la libertà sessuale e corporea delle donna: «Ni cocotte, ni popote, ni falotte. Je suis femme, je suis moi», canta Pomme con il gruppo Orchidèes. 

Pauline e Suzanne non potrebbero essere più diverse: anche il titolo lo sottolinea. All’inizio del film, Pauline – l’une que chante – è una studentessa diciassettenne di buona famiglia, ribelle ai dogmi del patriarcato, e con il sogno di diventare cantante; Suzanne – l’autre que ne chante pas – è già madre di due bambini, figli non riconosciuti del fotografo Jérôme, e incinta di un terzo che sa di non poter tenere.

Il ricongiungimento tra le due dà inizio alla vicenda.

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I titoli di testa sono accompagnati da fotografie di donne: donne dal volto triste, sostiene Pauline; donne che, stanche di posare, si lasciano andare e semplicemente esistono – sostiene invece il fotografo.

Sorellanza Femminista.

Il filo conduttore della pellicola è l’amicizia tra Pomme e Suzanne, sebbene non appaiano sempre insieme. Il montaggio alterna le loro storie, separate ma parallele, distanti ma vicine. Le due donne comunicano per lo più tramite cartoline, raccontando le loro vite in voice-over. Sebbene le esperienze di vita di Pomme e Suzanne divergano per quanto riguarda la famiglia di provenienza, la coniugalità, l’amore, e la maternità, rappresentano due modi diversi per raccontare la stessa storia: la conquista dei diritti femminili nella società francese.

Il tema della sorellanza femminista si rivede anche nel gruppo musicale a cui appartiene Pomme, le Orchidèes, e nel lavoro di Suzanne presso il centro di Family Planning, nel quale aiuta le donne a comprendere l’importanza della contraccezione.

L’une chante, l’autre pas è un film militante?

In una delle canzoni del film, le Orchidèes dicono che aveva ragione Friedrich Engels: nel matrimonio, l’uomo è la borghesia e la donna il proletariato. Il testo del brano, scritto dalla stessa Varda, si può ricollegare al cambio di atteggiamento di Darius (Ali Raffi), il compagno di Pomme. L’uomo, una volta tornato in Iran, abbandona le sue vesti femministe e lascia alla donna l’incombenza dei lavori domestici. Nel suo cambiamento possiamo leggere anche il contrasto tra l’evoluzione dei diritti femminili in Francia negli anni Sessanta e Settanta e la situazione iraniana.

Agnès Varda era decisamente femminista; tuttavia, L’une chante, l’autre pas non è un film di propaganda. Lungi dal cercare di dipingere un quadro di un’epoca o lasciarsi sopraffare dal didattismo, Agnès Varda – con grande sensibilità – dipinge il ritratto di due donne, preferendo che il discorso politico sia legato al percorso di vita dei personaggi, alla loro intimità.

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La lutte et l’optimisme. 

Gli eventi negativi nella prima parte del film – che sono d’altronde motore dell’avvicinamento tra le protagoniste – influiscono sulla crescita e sull’acquisizione di consapevolezza delle due donne. Dopo l’allontanamento che ne segue, Pauline (che si fa chiamare Pomme) e Suzanne si rincontrano davanti al tribunale di Bobigny: interessante come Varda decida di farle ritrovare nel mezzo della lotta, laddove si sta tenendo un processo per aborto.

Nonostante le sventure, il messaggio del film è profondamente ottimista: la lotta femminista può offrire un futuro pieno di speranza. Dunque, le vite di Pomme e Suzanne diventano exempla per altre donne, come per Marie, la figlia di Suzanne ora diciassettenne (interpretata nella sequenza finale da Rosalie Varda). Il color grading del film, dai colori pastello, contribuisce alla resa delicata di un tema – checchè se ne dica – imprescindibilmente politico.


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Versione restaurata nel 2014 da Ciné Tamaris: L’une chante, l’autre pas

Agnès-Varda-Birdmen-Magazine-Elia-Sampò
L’illustrazione del nostro Elia Sampò a un anno dalla scomparsa di Agnès Varda.

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