Alien: Covenant – Il (quasi) ritorno alle origini di Ridley Scott

Chissà se sia per cavalcare il rinnovato successo del cinema di fantascienza in questi ultimi anni, o per sincera nostalgia del suo primo amore, che il settantanovenne regista Ridley Scott ha deciso di tornare ancora una volta là “dove nessuno può sentirti urlare”, nello spazio profondo. L’11 maggio è approdato infatti nelle sale italiane Alien: Covenant, l’ultimo capitolo di una saga ormai quasi quarantennale, avviata, nel lontano 1979, proprio da un allora semidebuttante Scott con Alien. Quella pellicola inaugurò di fatto un nuovo genere, mescolando in maniera geniale cinema dell’orrore e sci-fi come probabilmente mai era stato fatto prima. La trama presentava l’ossatura tipica del survival horror, offrendo uno schema semplice che, pur con varianti, si ripeterà in tutti i successivi capitoli: il viaggio nello spazio di un’astronave viene funestato dall’attacco di un mostruoso essere insettoide che inizia a sterminare uno dopo l’altro tutti i membri dell’equipaggio, in un continuo alternarsi di momenti di calma apparente – ma sempre con un oppressivo senso di tensione e minaccia incombente – e scene di pura violenza, con corpi orribilmente smembrati e un gusto per l’orrore (della carne) imparentato, neanche troppo alla lontana, con le fobie cronenberghiane.


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L’articolo è stato pubblicato il 21 maggio 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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