NOAM Film Festival 2026 mostra un cinema indie che si misura col presente | Scopri il programma
Dall’11 al 15 novembre torna a Faenza il meglio del cinema nordamericano con la quarta edizione di NOAM Faenza Film Festival. Prima iniziativa che raccoglie sotto il suo tetto esclusivamente produzioni da USA, Canada e Messico con un focus particolare sui progetti indipendenti, quest’anno porterà tra il Cinema Europa e il Cinema Sarti nove lungometraggi prove di “cinema indipendente che non ha paura di misurarsi col presente”, come lo definisce il suo direttore artistico Andrea Valmori, nel suo concorso ufficiale accompagnati da retrospettive e tanti incontri con ospiti. Per la seconda edizione consecutiva saremo a Faenza per raccontare il Festival in prima persona, in quanto media partner.
I riflettori quest’anno sono puntati, grazie al Country in Focus, sul Messico. Il poster vibrante dell’edizione raffigurante un giaguaro è disegnato da Naandeyé García Villegas, designer e illustratrice di Città del Messico, che a MEET NOAM espone sedici manifesti di vent’anni di lavoro nella mostra “POSTERS THAT AWAKEN” by @naandeyeah, a cura di Alice Iuri, e inaugura il ciclo degli incontri del festival. NOAM Classic porta sullo schermo tre pietre miliari del cinema messicano: El lugar sin límites di Arturo Ripstein (1978), Lola di María Novaro (1989) e in chiusura Èl di Luis Buñuel (1953) in copia restaurata. Il focus è realizzato con il sostegno istituzionale dell’IMCINE – Instituto Mexicano de Cinematografía e prende come riferimento curatoriale “CDMX, My Love, programa curado por el IMCINE en colaboración con la Cineteca Nacional“.

Il Premio alla Carriera di quest’anno – dopo Andrea Pallaoro, Tim Sutton e Eliza Hittman – va al regista messicano Alonso Ruizpalacios e il pubblico faentino potrà riscoprire tutti i suoi lavori, da Güeros a La cocina (che ci rifiuteremo di chiamare con la traduzione italiana Aragoste a Manhattan), oltre ad assistere a una masterclass ad accesso libero moderata da Eva Sangiorgi prima della cerimonia di chiusura.
Ad aprire il festival sarà la proiezione di Hombre al agua, il nuovo film da regista di Gael García Bernal che vede nel cast anche Ricky Martin. Chiude il concorso El jardín que soñamos di Joaquín del Paso, presentato alla Berlinale 2026 nella sezione Panorama. Tra le anteprime speciali anche La ballata del re delle api di Andrew Patterson, che arriverà nelle sale dal 19 novembre grazie ad I Wonder Pictures e che segna il ritorno da protagonista di Matthew McConaughey sul grande schermo.

Nel NOAM Concorso, che schiera nove lungometraggi – tre messicani, quattro statunitensi, due canadesi, troviamo Chicas tristes di Fernanda Tovar, Orso di Cristallo e Grand Prix della giuria internazionale di Generation 14plus alla Berlinale, il curioso The History of Concrete, un documentario dedicato al calcestruzzo realizzato da John Wilson, Mouse da due delle voci più belle dell’indie americano Kelly O’Sullivan e Alex Thompson e tante altre perle da scoprire.
Al NOAM Faenza Film Festival anche molti incontri ad accesso gratuito. Mercoledì 11, a MEET NOAM Molinella, l’inaugurazione della mostra e il talk con Naandeyé García Villegas, in dialogo con Gian Marco Magnani e Alice Iuri; giovedì 12 lo scrittore Christian Raimo presenta L’invenzione del colore (La nave di Teseo), proposto al Premio Strega 2026; venerdì 13, a Faventia Sales, nell’ambito dei Digital Days dell’Unione della Romagna Faentina, il content creator Alessio De Santa racconta come si parla di cinema a mezzo milione di persone, e a MEET NOAM Eva Sangiorgi, faentina, direttrice artistica della Viennale, e Alessia Gasparella si chiedono “Dove vanno i festival?”, con Andrea Valmori. Sabato 14 il podcast Casaba, podcast partner, registra dal vivo “Casabiamo con…” Yuri Ancarani; in Biblioteca Manfrediana Giulia Zavagna, editor e traduttrice della casa editrice SUR, racconta come si traduce il Messico; alle 18.30 “Tra Faenza e il Messico” mette a confronto la creator messicana Cami Celis e l’attore faentino Luca Di Sessa; al Cinema Sarti CineFacts Live, con Yuri Ancarani sul nuovo cinema indie tra Italia e Nord America, seguito dall’aperitivo con i giurati. Domenica 15 il caffè di Casaba è con Virgilio Villoresi.
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