Margo ha problemi di soldi – Vendersi e sopravvivere nell’era di Internet
La maternità non è mai facile, specialmente se scegli di tenere il figlio del tuo professore universitario che non ha alcuna intenzione di aiutarti a crescerlo e ogni possibilità che avevi di seguire la carriera dei tuoi sogni è troncato, costringendoti a sopravvivere – se va bene – con uno stipendio ridicolo, visto che tua madre ti ha detto che è una responsabilità solo tua. Diciamo che Margo (Elle Fanning) non ha un’esistenza facile e quando la vita mette così tante difficoltà impilate una sopra le altre sopra le spalle di un singolo essere umano è ovvio che questi finisca presto per crollare sotto quel peso.
Molti le ripetono che la sua condizione è la semplice conseguenza delle sue azioni, è lei ad aver scelto, dopo la prima visita ginecologica dove ha sentito il battito del futuro nascituro, di proseguire la gravidanza anche quando nella finzione cinematografica le donne hanno probabilmente un accesso molto più facile all’aborto. L’unico modo per affrontare tutte le spese che comporta l’essere madri è guadagnare tantissimi soldi in poco tempo, preferibilmente da casa in modo da non dover assumere una babysitter e la soluzione per Margo è aprirsi un account Onlyfans, dove vende foto del suo seno, insulta peni paragonandoli a disparati Pokemon e si traveste da alieno.

Come avrete intuito, Margo ha problemi di soldi (un titolo estremamente didascalico ma innegabile), la nuova dramedy di David E. Kelley (Big Little Lies, The Undoing, Nine Perfect Strangers giusto per dirne alcune) disponibile su Apple TV a partire dal 15 aprile, non è la solita serie sulle madri giovani e inesperte che siamo abituati a vedere ciclicamente ogni tot anni in puntuali operazioni di Emmy-baiting. Non è un caso che la sigla sia un colorato e glitterato flipper, dove la protagonista reimmaginata come una biglia-principessa aliena (giuriamo che c’è una ragione) si muove tra libri, bollette da pagare e test di gravidanza positivi con in sottofondo il dream pop della cantante svedese Robyn.
Margo ha problemi di soldi evita con estrema naturalezza il pietismo che di solito permea queste narrazioni e sceglie – seppur sembri un miracolo specialmente considerato la fonte di guadagno scelta da Margo – di non giudicare, prendere in giro o sessualizzare la sua protagonista, realizzando forse il primo racconto mainstream e umano (se questa parola si può usare visti i costumi fantascientifici) del sex work.
La giovane donna, che ha sempre avuto l’immaginazione come compagna di gioco, decide di crearsi un’identità digitale sotto il nome di TheHungryGhost, una persona non dissimile dalla quella portata dal padre James (Nick Offerman) sul ring del wrestling con lo pseudonimo di Jinx. Ovviamente trova il giudizio delle persone che ha attorno e c’è chi smette di considerarla adatta al ruolo di madre proprio per le sue attività su Onlyfans, ma la serie non guarda alla sua scelta forse estrema ma condivisa da molte donne al giorno d’oggi, specialmente in momenti di estrema crisi economica come il punto più basso della sua vita. Per Margo è solamente quello che è, una soluzione, un cerotto necessario a proteggere una ferita, che potrà portarle problemi ma che lei è disposta ad affrontare con la sua ingenua caparbietà.

Chi cercherà in Margo ha problemi di soldi una condanna completa del sistema di Onlyfans e della trivializzazione del corpo femminile non la troverà, la serie è più interessata a concentrarsi solo ed esclusivamente sulla sua protagonista e sulla sua tragicomica condizione. Parte fondamentale del mondo della giovane donna, attraverso la quale Elle Fanning porta sullo schermo una delle performance più mature e colorate della sua già stellare carriera, sono i suoi sghangherati genitori, una coppia divorziata ma che le circostanze (altresì chiamate Margo) continuano a unire. Nick Offerman interpreta ancora una volta un burbero tormentato dalla vita, ma per una rara volta il type casting a cui ormai è relegato diventa un’opportunità per creare un personaggio tanto familiare quanto malinconico. Fin dalla prima comparsa di James, oltre alla televisione di casa di Margo che ripropone i suoi incontri di wrestling, ci è facile conoscere l’uomo dietro la maschera e se segue un percorso facilmente prevedibile, il pubblico non può fare a meno che tifare per lui. Michelle Pfeiffer – e che piacere rivederla fuori dai western di Taylor Sheridan – è Shyanne, un personaggio più marginale nel libro che qui ha l’opportunità di essere riflesso e sfera di cristallo per Margo, una madre che ci prova nonostante le risorse limitate, che vuole essere presente anche se la prima volta che prende il piccolo Bodhi in braccio va in crisi.
Margo ha problemi di soldi è un’operazione complessa sulla carta che prende vita con un amore tangibile: è un mondo eccentrico, fatto di outfit colorati, di strategie social confusionarie e di passeggini che Margo non si può permettere, dove le maschere sono abbaglianti e nascondono tanto dolore e nonostante tutto alla serie basta un’unica scelta radicale per trasformare una normale dramedy familiare in qualcosa di più (e no, non è la presenza di Nicole Kidman in un piccolo ruolo): rispettare la sua protagonista, vivere con lei senza trascinarla nella storia come un peso morto, capire i suoi sogni e le sue particolarità e non trattarla mai da bambina. Nel contesto seriale odierno potremmo sembrare scontato, ma specialmente per una serie che esce la stessa settimana di Euphoria, a volte è importante ricordarlo e mostrarlo con così tanta fierezza.
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