Big Mistakes è un (imperfetto) manuale di sopravvivenza per fratelli incasinati
Se la strategia principale dell’industria audiovisiva degli ultimi anni è stata quella di fare le scelte più scontate e di puntare sui prodotti meno rischiosi per raggiungere dei successi assicurati, non sono mancate delle piacevoli sorprese che, partendo dai margini, si sono conquistate inaspettatamente un seguito importante, tanto da diventare dei piccoli cult ed essere riportate all’interno dell’orbita dei grandi player del mercato. È stato questo il caso di Schitt’s Creek, sitcom creata da Dan Levy con il padre Eugene Levy (SCTV, American Pie) andata originariamente in onda sul canale canadese CBC Television. Dopo le prime stagioni, la serie è progressivamente riuscita a guadagnare un pubblico fedele e appassionato al di fuori dei confini nazionali fino ad approdare su Netflix qualche anno più tardi, raggiungendo il picco della sua popolarità anche negli Stati Uniti e vincendo tutti i riconoscimenti più importanti – tra cui sette Emmy Awards in una sola volta nel 2020.
Alla luce di questo successo inaspettato, Netflix ha legato a sé Dan Levy con un contratto pluriennale per garantirsi l’esclusiva su una serie di progetti creati e interpretati dalla star canadese. È così che, dopo il lungometraggio Good Grief (2023), sbarca in piattaforma Big Mistakes, nuova serie co-creata da Levy con la comedian e attrice Rachel Sennott, che promette di essere una sorta di erede spirituale di Schitt’s Creek esplorando ancora una volta i rapporti conflittuali e complicati di una famiglia disfunzionale e di una coppia di fratelli che si ritrovano trascinati in un contesto pericoloso e inaspettato: i traffici della criminalità organizzata.

Big Mistakes segue Nicky (Levy), giovane reverendo gay di una comunità “progressista” del New Jersey che lo costringe ipocritamente a essere “non praticante” e a nascondere la sua relazione con Tareq, e la sorella Morgan (Taylor Ortega), ex-aspirante attrice fallita e maestra elementare intrappolata in una relazione quasi ventennale ma ormai spenta dalla noia con Max (Jack Innanen, visto di recente in Adults). Sotto la pressione della madre Linda (Laurie Metcalf) che li costringe a cercare un regalo per la nonna morente, tutto cambia per i due fratelli tanto diversi quanto litigiosi: quando il commesso di un negozio si rifiuta inspiegabilmente di vendere loro una collana di bassa lega, Morgan la ruba di nascosto, all’insaputa del suo stesso fratello. Ma quella sera Nicky si ritrova sulla porta Yusuf, il commesso, che lo minaccia di morte se lui e la sorella non renderanno l’oggetto sottratto, in realtà prezioso e parte di uno schema che fin da subito si capisce essere legato a dei traffici criminali. È così che il gesto apparentemente innocuo di Morgan si trasforma nel primo di una serie di grandi errori, che costringono i due fratelli a trovare soluzioni caotiche e fallimentari per sopravvivere alle richieste sempre più assurde e sospette del criminale di cui diventano gli improbabili scagnozzi.
Tra compravendite di bestiame e incontri con cartelli della droga internazionali, quest’avventura non voluta si trasforma per i due protagonisti in un’originale occasione di crescita e di libertà da una vita soffocante e monotona. Costretti ad adattarsi e a cambiare per sopravvivere a circostanze sempre più losche e pericolose, i due fratelli finiscono per scoprire che, forse, questa nuova carriera non è poi così male: per Morgan, infatti, diventa la via di fuga da una relazione noiosa e passiva con un uomo che non è tanto diverso dai suoi alunni, mentre per Nicky è è la possibilità di essere più assertivo e coraggioso anche nella vita di tutti i giorni, a partire dal vivere la sua identità apertamente.

Con ogni episodio che segue i nuovi compiti che i protagonisti devono portare a termine, le situazioni si fanno via via più assurde ed esagerate, perdendo rapidamente quell’aura di mistero che all’inizio garantiva una maggiore curiosità rispetto a questa linea narrativa, che ben presto si trasforma in un susseguirsi di equivoci e incomprensioni comiche ma poco utili a sostenere il ritmo di una storia che finisce per perdersi. Anche i criminali tanto minacciosi e pericolosi per la sopravvivenza dei fratelli ben presto si rivelano per quello che sono davvero: un trio sgangherato e disperato la cui disorganizzazione è utile a scatenare non più che qualche risata, ma che sono poco interessanti nella cornice più ampia.
I momenti in cui Big Mistakes brilla di più sono le scene condivise tra Nicky e Morgan, dove emerge con chiarezza quella capacità di Levy di esplorare rapporti familiari conflittuali e complicati ma alla fine pieni di affetto che già contraddistingueva Schitt’s Creek. Incapaci di comunicare e sempre sul piede di guerra, i due fratelli litigano e si allontanano ma solo per riavvicinarsi con più sincerità di prima, entrambi in modo diverso traditori delle aspettative non solo di una comunità, ma anche di una famiglia e soprattutto di una madre che li considera agenti di caos e di inaffidabilità. Dan Levy e Taylor Ortega sono due interpreti perfetti in questa parte, ma è Ortega a brillare particolarmente esprimendo alla perfezione la comicità eccessiva e caotica di una protagonista che è stata evidentemente concepita in origine da (e per) Rachel Sennott.

Ma proprio quando la serie avrebbe l’opportunità di dare più attenzione a queste dinamiche preferisce invece perseguire la strada della trama più superficiale, abbandonandosi nel finale a un plot twist che non convince in quanto a credibilità ma che aperta la porta per un’ipotetica seconda stagione. Sebbene non si possa considerare un totale fallimento, Big Mistakes sa comunque di occasione sprecata per il talento di due voci come Levy e Sennott, che hanno già dato prova di essere in grado di realizzare delle piccole perle di comicità. Non resta dunque che sperare, se la serie verrà rinnovata per una nuova stagione, che Levy – anche showrunner – riesca a correggere il tiro di questo progetto, certamente ispirato e brillante in alcuni punti ma troppo poco per potere soddisfare le aspettative.
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