Bridgerton 4: Parte 1 – Quando Cenerentola incontra il fratello giusto
C’è un fervore insolito che agita casa Bridgerton. Niente fuochi d’artificio questa volta, nessun preludio pirotecnico al consueto grand bal. La quarta stagione si apre invece tra pentole sbuffanti e servitù in fermento, con quella calma operosa che sa di cambio di registro. Perché questa volta la serie ha rallentato il passo, abbassato i toni dell’eccesso, abbracciando una narrazione più riflessiva. Come se avesse deciso di sincronizzarsi con il ritmo del suo nuovo protagonista – esemplarmente gentile, certo, ma anche beatamente pigro. Stiamo parlando di Benedict Bridgerton (Luke Thompson), l’eterno number two, finalmente sotto i riflettori.
Una festa danzante è il modo perfetto per ricondurre lo spettatore nell’orbita di quella sgargiante aristocrazia confettata, sovrana assoluta del gossip. Il primo episodio ci riconsegna quel piacevole ronzio mondano che ci rende tutte un po’ complici quando partono i pungenti rumors e le maliziose allusioni, alimentate come sempre da Sua Maestà, che ormai si serve di Lady Whistledown – svelata essere Penelope (Nicola Coughlan) nella scorsa stagione – per orchestrare scandali e imbastirne di nuovi per puro diletto personale. E per aggiungere benzina sul fuoco delle indiscrezioni, il primo grande ballo sarà in maschera: l’occasione perfetta per confondere le acque, scambiare sguardi che l’etichetta vieta, e innescare qualche delizioso fraintendimento che farà correre le lingue per settimane.

In una transizione di camera fluida e studiata, la regia passa di maschera in maschera, con quella precisione coreografica che ormai riconosciamo come firma della serie. Vediamo sfilare i protagonisti familiari: Benedict con la solita birichinaggine da libertino, Violet che scruta la sala con materno zelo, Eloise (Claudia Jesse) che sopporta l’obbligo del travestimento con malcelata insofferenza, Colin (Luke Newton) e Penelope, riconoscibili anche dietro elaborati ornamenti di piume, velluti e decorazioni barocche. Poi la macchina da presa indugia, soffermandosi su lineamenti delicati e misteriosi, celati da una maschera d’argento. Una presenza che porta con sé una nuova promessa narrativa: quella di un segreto che attende di essere svelato.
Questa new entry sarà il love interest di Benedict. Se la stagione precedente aveva rispolverato il trope di una piaga apparentemente inventata l’altro ieri – la friendzone –, la quarta stagione vira con decisione verso archetipi più classici, ricalcando senza troppi pudori il prototipo di Cenerentola. Sophie Baek (questo il nome della bella con la maschera d’argento, interpretata da Yerin Ha) è succube di una perfida matrigna e due sorellastre spietate, ridotta a obbedire in quella che dovrebbe essere casa sua. Gli altri inservienti – come i topolini della fiaba – la sostengono con complicità affettuosa, aiutandola a recuperare un bel vestito e le immancabili scarpette preziose, incoraggiandola ad andare di nascosto al ballo. A patto che, ed arrivati fin qui è quasi superfluo dirlo, ritorni entro mezzanotte.
La quarta stagione ridimensiona l’eccesso, optando per una narrazione più contenuta che si adatta perfettamente al temperamento del protagonista. Benedict è un eroe per sottrazione: contemplativo, riflessivo, a tratti quasi osservatore della propria storia d’amore più che motore di essa. Uno che talvolta si limita ad alzare le mani e concludere con un candido “eh già“. Ma è proprio questo disimpegno apparente a renderlo interessante: quando mai un principe delle fiabe deve essere particolarmente loquace o brillante? Le grandi storie d’amore hanno sempre dato maggiore profondità psicologica ai personaggi femminili, e in questo la serie conferma la sua bandiera, lasciando che il vero motore narrativo resti Sophie. Unico appunto: Penelope, che dopo aver rivelato la sua identità di Lady Whistledown, sembra aver perso quello smalto e quel guizzo che la rendevano irresistibile, finché celata.

C’è poi la questione delle trame queer, o meglio, della loro inconsistenza. Francesca naviga tra incertezze sentimentali mai del tutto chiarite. Eppure, mentre tutte le trame eterosessuali filano dritte verso il loro lieto fine senza troppi intoppi, quella che potrebbe essere la controparte LGBT+ della narrazione – tanto paventata anche attraverso altri personaggi, Benedict stesso in primis – continua a restare nell’ombra, accennata ma mai davvero esplorata. Una promessa che la serie ha fatto più volte, con ammiccamenti e sottintesi, ma che non ha ancora trovato il coraggio di portare alla luce. Sarebbe interessante vedere Bridgerton applicare la stessa disinvoltura narrativa che riserva alle storie d’amore canoniche anche a quelle meno convenzionali, senza timidezze o mezze misure.
La quarta stagione arriva su Netflix in due parti all’inizio del 2026: la prima metà (episodi 1-4) debutterà il 29 gennaio 2026, mentre la seconda (episodi 5-8) arriverà il 26 febbraio 2026. Resta solo da capire se questa Cenerentola riuscirà a svegliare il principe addormentato – o almeno a tenerlo sveglio fino a mezzanotte.
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