#BirdmenConsiglia: (altri) 6 film da guardare in streaming | Parte 3

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Fintanto che è stato possibile prendere posto comodamente in una sala cinematografica, ogni mese questa rubrica ha sempre cercato di compattare e consigliare un manipolo di titoli di volta in volta ritenuti i più interessanti tra quelli in uscita al cinema (spesso pure ignorando la loro circolazione in circuiti limitatissimi e d’essai). Da qui, con il conseguente confinamento e prolungamento della quarantena a un tempo forse indeterminato, cerchiamo di declinare il senso di questa rubrica rispetto alle nuove contingenze. L’obiettivo, allora, diviene quello di restituire a voi lettori le possibilità di un orientamento lungo l’intricata babilonia delle piattaforme streaming. I film di rilievo ora disponibili sono tantissimi, spesse volte anche gratuitamente. Ci è parso quindi più giusto e sensato scandire la distribuzione della rubrica non più mensilmente ma settimanalmente, e consigliare 6 film da guardare in streaming, uno per ciascuna piattaforma selezionata tra le più blasonate e seguite dagli utenti: Netflix, Prime Video, Disney+, VVVVID, Mubi e RaiPlay.

Eccoci dunque al terzo appuntamento, coi consigli settimanali del mese di aprile che portano il grande cinema nelle nostre case! Qui tutti i nostri consigli di visione.


#BirdmenConsiglia


Netflix

A Sun (2019), di Chung Mong-hong

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La famiglia protagonista in A Sun

Una famiglia di quattro persone deve fare i conti con il difficile arresto del figlio più piccolo in un centro di detenzione minorile. Da qui seguono una serie di drammi come risposta alle difficoltà degli altri tre membri della famiglia del loro tentativo di restare uniti. Nell’ultimo film del regista taiwanese (che nel 2013 era stato selezionato per rappresentare il suo paese agli Oscar con Soul), una leggera componente noir fa il paio con una ben più densa e invadente aura melodrammatica, mediante la quale e con l’ausilio di un’estetica radiante si srotola fluidamente una narrazione che sgomita tra i generi, abilmente sottratta alla difficoltà della sua durata (il film dura due ore e mezza). Consigliatissimo.


Prime Video

Ombre (1960), di John Cassavetes

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I due amanti in Ombre

Primo, fortunato e riuscitissimo esempio di Cinema a stelle e strisce propriamente indipendente, e primo passo che consacrerà Cassavetes a maestro indiscusso del genere. Bianco e nero dal notevole fascino chiaroscurale nella notte newyorkese e ripresa sporca in 16mm a inseguire due attori esordienti lungo una relazione interraziale, a tratti improvvisata e quindi rotta nel suo sviluppo. Accanto, sta il girovagare notturno del fratello della ragazza, afroamericano, e del suo gruppo di amici, mentre tentano di addomesticare la difficoltà dell’ambiente e imporvi le proprie aspirazioni artistiche.


Rai Play

Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti (2011), di Apichatpong Weerasethakul

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Boonmee e il fantasma della moglie defunta

Approdato da qualche tempo sulla piattaforma Rai per il sempre prezioso contributo di Fuori Orario, Palma d’oro a Cannes e capolavoro del regista thailandese, Lo zio Boonmee è una pietra miliare del nostro tempo. Un’opera che riconvoca il passato nelle figure fantasmatiche dei defunti. Un’opera che fa dialogare l’uomo con la natura, la cui essenza mistica e celestiale è trasfigurata in figure animalesche che abitano il sottobosco. Un’opera, ancora, che racconta storie dal sapore di leggende, in cui principesse di regni antichi rivolgono i propri desideri d’amore e di bellezza a un lago, lungo bellissimi paesaggi lunari. Uno sguardo si direbbe primitivo, insieme concreto e spirituale, che illumina e rompe fuori da ogni retorica del Cinema, quello di Api.


VVVVID

Il terzo uomo (1949), di Carol Reed

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Orson Welles in Il terzo uomo

Noir bellissimo e orchestrato meticolosamente, la pellicola gravita attorno ai volti giganti di Orson Welles e Joseph Cotten. Crocevia essenziale nella storia del Cinema, con una fotografia che rende omaggio al Neorealismo rosselliniano nell’apertura del cine-occhio lungo l’ampio spazio della città e insieme all’Espressionismo tedesco nell’obliquità delle inquadrature e nella spigolosità delle ombre. Un classico da recuperare.


Disney Plus

Float (2019), di Bobby Rubio

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Il piccolo Alex in Float

Il titolo che vi proponiamo di guardare sulla piattaforma disneyana è stavolta un cortometraggio. Scritto e diretto da Bobby Rubio e prodotto dalla Pixar, Float recupera una memoria personale del regista e del suo rapporto col figlio autistico, volgendo l’argomento della diversità in una vispa fantasia: nel film, la singolarità del piccolo protagonista è quella di saper staccarsi da terra e fluttuare, procurando grosse difficoltà al padre nel processo di accettazione. Di lucida semplicità espositiva e comunicativa, Float ha il sapore della genuinità e dell’autenticità dell’amore. Perfetto per una (rapida) visione partecipata con la famiglia.


Mubi

Southland Tales – Così finisce il mondo (2006), di Richard Kelly

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Dwayne Johnson e Sarah Michelle Gellar in Southland Tales

Solcando con stile l’onda del disastro della minaccia fantasma che stiamo vivendo, e assumendo quindi non troppo lontanamente il carattere della preveggenza, ecco anche qui un film (l’ennesimo, di ‘sti tempi) che guarda a un’ipotetica distopia, qui rappresentata dalla possibilità orrorifica di un disastro nucleare. Il secondo lungometraggio del regista di Donnie Darko (2001) rientra nella retrospettiva interessantissima di Mubi denominata Perfect Failures, volta a riproporre film massacrati da pubblico e critica, e che tuttavia nascondono in potenza la possibilità di una più gradita e compresa re-visione a posteriori. Chissà che questo non sia il tempo in cui voi possiate apprezzarlo.

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