Lucca Comics & Games 2025 – Etnografia di un multiverso
Prima di partire per questo Lucca Comics & Games 2025, che ha segnato il mio ventesimo anno di frequentazione della fiera, a chi me l’ha chiesto ho risposto che sarei andato a compiere un lavoro etnografico. Il mio compito lì ogni anno ormai è osservare e cercare di respirare quanto più possibile la densa e sfaccettata aria che permea le vie della cittadina toscana in quei cinque giorni durante i quali Lucca si colora di universi narrativi variegati. Quest’anno, tra un meteo trasformista, ospiti al limite del mitologico ed eventi a rotta di collo, non posso innanzitutto che confermare quanto già sottolineato l’anno scorso: Lucca Comics & Games è tante fiere in una, ognuna con uno spirito e un modo di farsi abitare decisamente differente, che convivono per quei cinque giorni all’interno della cornice delle mura lucchesi, riempite per l’occasione di cosplayer e visitatori curiosi.

Ma andiamo con ordine. Innanzitutto il primo dei termini, quel “Comics” che sta ad indicare un mondo che è da un lato editoriale – tra sbalzi in alto e crisi endemiche – e dall’altro mitologico, con autori che assurgono al rango di vere e proprie star. La dimensione editoriale, in questo 2025, ha trovato la sua collocazione tradizionale e naturale all’interno di un Padiglione Napoleone abitato da editori variegati, più o meno mainstream – anche se i colossi Panini e Bonelli confermano da tempo la loro autonomia con i propri padiglioni – e più o meno aperti all’incontro. La polarizzazione va da chi allestisce sostanzialmente una vetrina tradizionale all’interno dello stand, a chi invece si espone ancora con totale sincerità al dialogo e alla conoscenza con il lettore, attraverso editori e autori underground che si lanciano in prima persona. Quest’anno il mio cuore è andato alla In Your Face Comix, casa editrice coraggiosa, dall’identità autoriale ampia e solida e con un catalogo di prodotti che sembrano pensati apposta per chi ama gli stessi immaginari che amiamo qui in Birdmen.

Lucca è anche, come si è detto, il luogo in cui si possono incontrare gli autori. Ovviamente questa è una caratteristica tipica pressoché di ogni fiera del fumetto, ma la forza di fuoco di Lucca sta nel poter portare in fiera nomi internazionali imponenti, per di più in gran numero. Così, nel padiglione degli autori, i visitatori hanno potuto ammirare all’opera firme del calibro di John Romita Jr., Ariel Olivetti e Kevin Eastman, affiancati da alcuni dei più grandi maestri italiani ormai parte integrante del mercato globale, come gli immancabili Gabriele Dell’Otto e Simone Bianchi. E se le code per avere una firma sono spesso tendenti all’infinito, Lucca resta quel luogo dove l’incontro casuale è ancora possibile – io personalmente sono incappato in Romita, riuscendo a scambiare due parole e a stringergli la mano -, soprattutto quando l’autore è a sua volta un amante dell’universo che abita e che contribuisce a plasmare, come nei casi di Leo Ortolani o Boban Pesov.

Poi, certo, ci sono quegli autori che diventano totalmente intoccabili, quasi delle figure mitologiche anche se presenti materialmente in fiera. Non serve rimarcare le polemiche su Tetsuo Hara, autore di Ken il Guerriero portato in fiera da Panini che si è visto dedicare un’intera mostra nella Chiesa di Santa Annunziata dei Servi di Lucca; è invece importante ricordare la presenza di un nome straordinario come Hideo Kojima, vero e proprio plasmatore di immaginari diventato un’icona generazionale e come tale accolto dalla folla lucchese che l’ha atteso affacciarsi al balcone per essere salutato da un’entusiasmo enorme. Dietro queste figure grandiose e difficilmente raggiungibili anche quanto presenti in fiera le leggende si sono rapidamente accumulate. Quello che è certo è che Lucca Comics è sempre più vicino al mercato fumettistico giapponese, di cui la fiera si fa di anno in anno sempre più ambasciatrice – quest’anno la figura di Goldrake nel francobollo speciale dedicato ha connotato la cerimonia inaugurale – e a cui il pubblico e gli editori rispondono confermando un ormai consolidato andamento di mercato.

A fianco della stratificata realtà fumettistica, la componente “Games” di Lucca resta la più sinceramente fieristica. All’interno dell’ampio spazio del Padiglione Carducci prendono posto i tavoli dove provare e riprovare giochi nuovi e classici, sperimentando meccaniche, incontrando gli editori e scoprendo regolamenti ed espansioni. Al centro del padiglione, poi, gli incontri dedicati al mondo del gioco restituiscono una community di appassionati estremamente coesa, competente, rispettosa e curiosa, capace di interrogare al meglio chi il mondo del gioco lo divulga e lo abita. La presenza dei protagonisti di InnTale, di Dungeons & Deejay, ma anche dell’internazionale Critical Role mostrano ancora una volta la centralità del mondo di Dungeons & Dragons come esempio cardine della dimensione ludica, in una cittadina dove un vero dungeon è stato dedicato a Gary Gygax e Dave Arneson, i creatori del gioco. Proprio con questo spirito la Wizards of the Coast ha allestito in un dungeon sotto le mura una doppia fila di tavoli da gioco dove sperimentare la nuova edizione di D&D, sotto gli occhi vigili di un gigantesco Beholder.
Il mondo del gioco si riverbera tra le mura di Lucca anche nella dimensione videoludica – espressa prevalentemente dal mondo Nintendo, immancabile in fiera – e in quella delle carte collezionabili, ormai presenza amplissima all’interno del Padiglione Carducci e autentico luogo di scambio di valore tra appassionati. Dalle carte Pokémon, nuovamente con un loro padiglione dove imparare a giocare – facendo un po’ di prevedibile coda – fino alle tradizionali Magic – quest’anno unite al mondo di Spider-Man – e Yu-Gi-Oh!, senza tralasciare mondi più di nicchia che vanno ad incontrare gli appassionati di singoli franchise e immaginari. La connessione tra gli universi del gioco e del fumetto, in fiera, passa sempre più da qui, ora che action figure e Funko Pop sono diventati molto più oggetti di arredamento che oggetti ludici.

Ma tra le due dimensioni, nel mezzo dei poli del fumetto e del gioco, prende spazio sempre più in fiera quel respiro da convention di stampo americano che ne fa tendere l’identità verso la forma di un Comic-Con all’aria aperta. Questo in particolare accade per la sempre maggior presenza del mondo audiovisivo tra padiglioni, eventi e ospiti, tanto da attirare un pubblico differente rispetto a quello tradizionalmente legato alle due realtà della fiera. Come racconteremo più nel dettaglio, quest’anno è stata Netflix a fare da padrona dell’immaginario audiovisivo, con un padiglione imponente al centro della città, ospiti importantissimi, proiezioni e, soprattutto, la necessità di rimarcare con forza i propri dieci anni di presenza in Italia.

La voce cinematografica principale, però, è stata quella di Luc Besson che in fiera ha portato l’anteprima del suo Dracula: A Love Tale, raccontandone in prima persona genesi, tematiche e ragioni. Con lui, ospite anche Matilda De Angelis, tra i protagonisti del film, che ha potuto testimoniare il lavoro con un autore che si muove sul margine di due mondi e due mercati, statunitense e francese. Un mercato, quello francese, che Lucca ha voluto omaggiare col titolo dell’edizione 2025 – French Kiss – e con la locandina multipla di Rébecca Dautremer, che rappresenta accuratamente la molteplicità di mondi che prendono forma tra le vie e le piazze della fiera.

La presenza audiovisiva ha poi restituito spazio alle proposte di A24 e iWonder – presenti con due installazioni interessantissime e con il docu-film celebrativo di Lucca Comics & Games -, a quelle di Prime Video – che ormai in fiera celebra il suo radicamento nel tessuto produttivo e distributivo italiano – e a Crunchyroll, autentica traduzione su piattaforma della presenza nipponica nel nostro mercato. Ha avuto un ruolo centrale quantomeno “visivo” la presenza di Sky, distributore italiano della serie HBO It – Welcome to Derry (di cui vi parleremo presto) e che ha riempito la fiera di inquietanti palloncini rossi, presentando i primi due episodi del terrificante lavoro di Andy Muschietti. È stata invece una gioiosa sorpresa il ritorno di RaiTeche con la presentazione del restauro di Il Fiuto di Sherlock Holmes, che inizia settimanalmente ad essere disponibile su RaiPlay.

A tutto questo si aggiunge la componente più umana ed entusiasmante che ha reso Lucca Comics & Games un appuntamento immancabile per fan e curiosi: il cosplaying, ormai vera e propria pratica stratificata che raggiunge livelli professionali, è il collante delle community e sa restituire partecipazione a chi ama abitare questi mondi. Purtroppo il tempo inclemente di quest’edizione 2025 ha scoraggiato cosplay particolarmente elaborati, ma non ha fermato raduni e parate dei fandom più coesi – personalmente, per me è immancabile assistere a quella di Doctor Who – e trovate al limite del geniale che rendono ogni edizione un vero e proprio terreno d’esplorazione infinita.

Ci sarebbero ancora tantissimi aspetti da raccontare, dalla presenza letteraria al racconto del Graphic Journalism, dalle tante attività di esplorazione della città fino alle performance live dei componenti della Umbrella Division Italia; come ci sarebbe da riflettere sulla direzione prevalente che questa fiera sfaccettata ha intenzione di intraprendere lungo la sua progressione negli anni, anche a fronte di una concorrenza crescente dovuta all’attrattiva economica ed esperienziale del mondo nerd. Ma queste sono tutte considerazioni che si perdono negli spazi di una coda in attesa di entrare al Teatro del Giglio, chiacchierando con persone fantastiche insieme a cui si vivono cinque giorni così intensi che, di anno in anno, sembra sia passato solo un istante da quando ci si è salutati.
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