Creature Commandos – Vecchi mostri in nuovi universi
Scelta artistica, coincidenza ironica o cortocircuito culturale che sia, è successo che l’ultimo, neonato universo cinematografico esteso – il DC Universe – si sia aperto con un grande omaggio al primo della storia del Cinema, quello dei mostri classici della Universal. Creature Commandos è infatti la nuova serie animata creata da James Gunn che dà il calcio d’avvio al nuovo franchise multimiliardario che ospiterà tutti i prossimi film di Superman, Batman, Wonder Woman e compagnia. Ma che vede come protagonisti personaggi di ben altro calibro, nostre vecchie conoscenze come il mostro di Frankenstein, la sua Sposa, un mostro della Laguna Nera, un simil lupo mannaro e altri freaks di vario tipo.

A volte ritornano
Con Creature Commandos James Gunn riunisce buona parte della leggendaria squadra dei mostri classici della Universal e la reinventa in una task force governativa incaricata di salvare il mondo da questa o da quell’altra minaccia. E già che c’è, aggiorna anche un po’ le identità dei vari membri: Gill-Man diventa Nina Mazursky, una ragazza sensibile, timida e intelligente; la Sposa è adesso una donna determinata e muscolosa, capace di incredibili stunt; il mostro di Frankenstein è invece più irascibile del solito, e stavolta l’eremita nella capanna l’ha seccato direttamente lui.

Le strizzatine d’occhio che Creature Commandos rivolge a quegli anni d’oro del cinema horror sono varie e numerose, dal paesino nei Carpazi in cui si svolgono le vicende (ovviamente sovrastato da un enorme castello), ai flashback di Frankenstein e della sua Sposa che si rifanno ai capolavori di James Whale, fino alla scena subacquea del finale di stagione che rielabora l’iconica sequenza de Il mostro della Laguna Nera (1954, dir. Jack Arnold). La serie animata riesce in questo modo a parlare a due pubblici ben distinti: da un lato agli spettatori di cinefumetti più “ingenui”, che godono della sola costruzione narrativa delle vicende e sono interessati al lato prettamente “supereroistico” della storia; dall’altro ai veri e propri “amatori dell’orrido”, che di episodio in episodio si divertono a scovare e a riconoscere i riferimenti più o meno nascosti ai grandi classici del genere.
Cambio di paradigma
A ben vedere, nel mostrarci la nuova Sposa e il nuovo Gill-Man proteggere gli oppressi e gli indifesi, ora difendendo le ragazze di un bordello, ora opponendosi a capi di governo pronti a scatenare la terza guerra mondiale, Creature Commandos va ben oltre una semplice celebrazione nostalgica dei grandi classici horror. La serie sfida l’idea stessa di mostro tradizionale e propone un radicale cambio di paradigma: le icone mostruose del cinema – quelle violazioni viventi delle leggi naturali, specchi delle ossessioni del pubblico di un’altra epoca – abbandonano in via definitiva il loro ruolo di antagonisti e ci vengono presentati ora come eroi, come modelli positivi.

Le cose si fanno ingarbugliate, ma James Gunn non arriva certo per caso: da anni Hollywood rilegge Frankenstein e soci in chiavi sempre diverse, trasformando queste figure spaventose ora in antieroi tormentati, ora in macchiette comiche, ora in improbabili uomini d’azione alla John Wick. Basti pensare, per fare qualche esempio, a come vengono dipinte ne La forma dell’acqua di del Toro, negli action-movie del defunto Dark Universe, o ancora in commedie come Renfield di Chris McKay e Lisa Frankenstein di Zelda Williams. Con Creature Commandos Gunn ha spinto al parossismo questa tendenza alla rivisitazione, arrivando a vestire le vecchie icone del cinema horror con i panni di paladini della giustizia impegnati a combattere le stesse tenebre che un tempo rappresentavano.
Long live the monsters
Le ragioni profonde di questo continuo slittamento di ruoli sono numerose e difficili da riassumere; basti ricordare che è destino comune di tutti i mostri in cui proiettiamo le nostre paure – e di tutti gli eroi su cui riversiamo le nostre speranze – quello di essere figure mutevoli e cangianti, perché a mutare sono anzitutto le contingenze storiche e sociali che alimentano questi nostri sentimenti. Ma rimane comunque impressionante riflettere su quanta strada sia stata percorsa dalla metà del secolo scorso, se fino a non molto tempo fa l’Uomo Lupo e il mostro della Laguna terrorizzavano il mondo compiendo stragi di innocenti, ed ora lo salvano ingaggiando battaglie contro signori della guerra nell’Europa dell’Est.

Ad ogni modo, James Gunn ha finalmente scoperto le sue carte: nel presentarci Dracula come nuovo alleato di Batman, ci fa entrare in un universo narrativo in cui vengono messe in crisi le nozioni abituali di ordine e di minaccia, di mostro e di eroe. E il suo Creature Commandos, che è solo un antipasto della prossima linea DC, lascia in questo modo intravedere l’alba di un approccio nuovo, più cinico, critico ed autoconsapevole, al racconto di storie di superuomini e di supercattivi. Sarà interessante scoprire se e come Gunn continuerà a giocare con queste definizioni, spingendo a chiederci, di volta in volta, chi sia davvero chi.

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