Una stagione appassionante al Teatro Fontana di Milano – Programma e novità 2020-21

Passion Fruits, ovvero Frutti della Passione: questo il titolo della nuova stagione del Teatro Fontana di Milano, prontamente sintetizzato nell’illustrazione di Massimiliano Milano. La stagione si aprirà il prossimo 8 ottobre 2020, proponendo spettacoli di prosa, festival di danza e laboratori che puntano a rinnovare il rapporto con il pubblico. Gli spettatori non sono mai stati lasciati soli: il 15 giugno 2020, giorno previsto per la riapertura dei teatri, Michele Sinisi ha inaugurato la stagione con un evento virtuale, un Macbeth ideato per essere trasmesso online, con i contributi video di altri artisti.

Tradimenti-Teatro-Fontana
Tradimenti

La direttrice artistica, Rossella Lepore, ha scelto le parole chiave del titolo che descrivono la forza del teatro, anche e soprattutto in questa fase di riapertura tra difficoltà e incertezze, comuni al mondo dello spettacolo dal vivo. La passione è un sentimento che sopravvive nel tempo, generando, attraverso fatica e sofferenza, frutti: azione, creazione e quindi teatro, come ha sottolineato Giuseppe Lardieri, presidente del Municipio 9 di Milano. Ed è la passione comune di artisti e operatori teatrali che ha dato origine al calendario della stagione 2020/2021, tra conferme di collaborazioni già consolidate in passato con artisti e Teatro e interessanti novità, in linea con la volontà di sperimentazione che caratterizza da sempre il Fontana.

Gli spettacoli da ottobre a dicembre sono stati pensati per favorire la reintroduzione del corpo in presenza di attori e spettatori, lavorando sulla riduzione degli spazi a disposizione: la stagione viene inaugurata da Bar Blues, di Federica Bognetti, in scena dall’8 al 10 ottobre, uno spettacolo che coniuga la musica e la parola, ispirato ai racconti di Giovanni Testori. L’11 ottobre verrà presentato Very shorts. La possibilità di un’isola, che coniuga l’arte del teatro e la sperimentazione legata all’audiovisivo, a cura di Marco Lorenzi ed Eleonora Diana. Dal 15 al 18 ottobre va in scena Terra matta, di Rosario Lisma e Gipo Gurrado, che troveremo anche con Malintesi. Musica e parole di un certo Gipo (28-30 ottobre). Anche Lisma tornerà in conclusione della stagione a giugno con L’operazione. Lo spettacolo da vedere… Per forza!

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Bar Blues

I temi del rapporto tra padri e figli, della prossimità e del rapporto con il pubblico, che sarà più stretto del solito dato che gli spettatori saranno circa un centinaio, saranno affrontati in Il figlio che sarò (22-24 ottobre), di Gigi Gherzi e Giuseppe Semeraro, e in Io sono. Solo. Amleto (5, 7 novembre), di Marco Cacciola, che con Tindaro Granata propone anche Farsi silenzio (4, 6 novembre): uno spettacolo che, in un’epoca dominata dalle immagini, è un chiaro invito al silenzio e a una riflessione sui suoni.

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Farsi silenzio

Dal 16 al 18 dicembre una novità dalla Biennale di Venezia: Elia Kazan. Confessione americana, di Pablo Solari, spettacolo dalla «dimensione immaginifica», che ha debuttato quest’anno al Festival Internazionale del Teatro della Laguna. Dal 17 al 29 novembre viene riproposto Tradimenti, opera di Harold Pinter, diretta da Michele Sinisi, che tornerà anche a maggio 2021 con la co-produzione La grande abbuffata, tratto dal famoso film di Marco Ferreri: un’indagine sui cambiamenti a cui è andato incontro l’ambito della comunicazione.

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Elia Kazan. Confessione americana

Nell’anno nuovo viene lasciato spazio alla drammaturgia contemporanea: Lo straniero. Un funerale, di Renzo Martinelli, liberamente ispirato a Lo Straniero di Albert Camus, andrà in scena dal 23 al 31 marzo; dal 15 al 18 aprile viene proposto A-men. Gli uomini, le nuove religioni e altre crisi, di Walter Leonardi, uno spettacolo che coniuga ironia, dramma e poesia in un racconto che sa essere visionario e al tempo stesso realistico. Festen. Il gioco della verità. Una favola contemporanea (2-14 marzo), co-produzione con la regia di Marco Lorenzi, tratto dall’omonimo film di Thomas Vinterberg, «è una festa di famiglia per celebrare i sessant’anni del patriarca; è una rivoluzione per ribaltare un mondo che non ci piace, quello dei nostri padri». Troveremo poi di nuovo Lorenzi anche dal 9 al 14 febbraio, con Valzer per un mentalista, uno spettacolo in cui l’arte dell’attore e quella del mentalista si uniscono, conducendo il pubblico alla scoperta di nuove possibilità, ponendosi domande su se stesso. Dal 4 al 7 febbraio Giuseppe Scoditti e Ludo D’Agostino propongono 1 e 95, uno stand-up comedy show dall’atmosfera un po’ retrò da night club, con battute sui temi più disparati.

Il Teatro Fontana ospiterà anche due festival di danza: Festival Exister, diretto da Annamaria Onetti, giunto alla tredicesima edizione, intende rinsaldare il rapporto con il proprio pubblico, proponendo, insieme agli artisti del panorama nazionale della danza, esperienze giovani. La settima edizione del festival Più Che Danza!, diretto da Franca Ferrari, affronta invece il tema dell’immaginario, ospitando gli artisti italiani più aperti alla sperimentazione e alla contaminazione, che contribuiscono a rinnovare l’arte della danza. In programma anche il Festival Segnali, dedicato al teatro per i ragazzi.

Il Fontana partecipa, tra le altre cose, all’ideazione di 6 di scena!: un progetto biennale di innovazione culturale, che prevede l’incontro tra il Teatro e il quartiere Isola, attraverso laboratori, incursioni performative e una mostra urbana in realtà aumentata, in modo da favorire il dialogo tra il Teatro e la comunità cittadina.

Questa stagione avrà come priorità la sicurezza: la capienza della sala teatrale sarà notevolmente ridotta proprio per garantire le indispensabili condizioni di sicurezza sanitaria per gli spettatori. Come sottolineato da Filippo Del Corno, assessore alla cultura del comune di Milano, e Domenico Dinoia, presidente di AGIS lombarda, fondamentale per il Teatro Fontana, così come per tutte le altre sale teatrali e cinematografiche, è la fiducia del pubblico, che potrà così ritrovare nel teatro un luogo di condivisione e aggregazione sociale, reduce da un periodo in cui è venuta meno la presenza reale e concreta del corpo dell’altro.

Ulteriori informazioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito del Teatro Fontana

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