Il Teatro della Contraddizione – Una risorsa per la città di Milano

Sono molteplici le realtà culturali che fanno di Milano una delle principali città europee aperte alle innovazioni e allo sperimentalismo. In ambito artistico una realtà non a tutti nota è il Teatro della Contraddizione che si occupa di teatro di ricerca, e ha sede nel quartiere di Porta Romana, in via della Braida. Attivo da quasi trent’anni, il Teatro della Contraddizione ha dimostrato di essere una risorsa preziosa per la città di Milano.

Nato nel 1991 come associazione culturale dedita alla produzione di spettacoli, il Teatro della Contraddizione fonda inizialmente una Scuola d’Arte Teatrale e, nel 1993, dà vita a una compagnia, grazie al sodalizio artistico tra il regista Marco Maria Linzi e le attrici Sabrina Faroldi e Micaela Brignone. Nel 2000 il Teatro della Contraddizione si trasferisce nell’attuale sede, una sala da 99 posti, inaugurando la prima edizione della “Stagione Sperimentale Europea”. Appare fin dalle origini chiaro l’intento della compagnia: diventare un punto di riferimento nella sperimentazione di nuovi linguaggi teatrali, insieme a compagnie indipendenti provenienti da altri Paesi.

Il termine “Contraddizione” indica un percorso creativo ed espressivo alternativo alle tradizionali esperienze artistiche: l’obiettivo è andare contro le classiche rappresentazioni teatrali a cui il pubblico è abituato.  Per coinvolgere lo spettatore in profondità è necessario avvicinarlo all’intuizione, allontanandosi dalla razionalità propria del discorso. Per cui immagini, allegorie, metafore, sono d’aiuto nel mascherare il messaggio che si vuole veicolare; così il Teatro della Contraddizione non impone un’idea o una visione già determinata, filtrata dal regista e dagli attori, ma si limita a suggerire un’impressione che verrà poi elaborata dal singolo spettatore in modo personale: «Attraverso un linguaggio di volta in volta specifico che incarna “segni” di sogno, giochiamo tra instabilità e perturbante nel tentativo di aprire nuove visioni che generino risposte personali».

Il Teatro della Contraddizione punta a dare origine a una comunicazione il più possibile universale, prendendo le distanze dalla quotidianità e dai messaggi espressi in modo diretto, che rischiano di aggredire lo spettatore. Spesso infatti il pubblico non viene stimolato a ragionare ed elaborare ciò che vede e prova: il teatro rischia così di chiudere la mente, invece di incentivare all’apertura e alla riflessione. Alla base di questo processo creativo c’è una costante ricerca di nuovi linguaggi ed espressioni per comunicare con il pubblico: «Convinti che il teatro sia uno dei pochi luoghi in cui è ancora possibile aprire la strada a punti di vista critici e non convenzionali in grado di minare le logiche comuni, creiamo “spettacoli – mondo” che, a partire dall’annullamento della separazione spazio scenico-platea, includono lo spettatore in un’esperienza che oscilla tra il riconoscibile e l’inaspettato […]».

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La Compagnia, perseguendo questo continuo processo di studi e ricerche, punta a dare voce a storie e rappresentazioni portatrici di un’urgenza da raccontare. Un esempio è il Festival ExPolis che è stato ideato con l’intento di creare comunità mettendo in relazione tra loro artisti e abitanti della città. Il Festival è diventato l’occasione per riflettere sul rapporto tra l’arte e gli spazi urbani lontani dal centro che hanno una propria vitalità da valorizzare. ExPolis è incontro che trasforma le differenze in relazioni di scambio reciproco.

Per il Teatro della Contraddizione l’intrattenimento non è mai fine a se stesso: l’incontro-scontro tra spettacolo e spettatore porta quest’ultimo a porsi di fronte all’arte in modo critico, interrogandosi sul senso: «La contraddizione è un veicolo drammatico, uno scontro dal quale lo spettatore esce fortificato».

Il Teatro della Contraddizione ha a cuore anche il percorso di formazione di professionisti: la Scuola d’Arte Teatrale propone percorsi didattici, ispirati ai valori della Contraddizione, per attori e registi. Vengono anche organizzati laboratori, seminari e workshop che hanno come oggetto l’approfondimento di esperienze e linguaggi teatrali sperimentali.

La convinzione della Compagnia è che il pubblico vada guidato alla scoperta del teatro sperimentale e di ricerca, in modo tale che si abitui a esperienze teatrali che stimolino il pensiero critico. È una realtà che ha cura del proprio pubblico, considerando anche il contesto urbano in cui si trova, diventando così una risorsa per la città, ma allo stesso tempo aperta al mondo.

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Queste realtà culturali non sempre riescono a trovare risorse economiche per portare avanti le loro attività, e proprio il Teatro della Contraddizione rischia la chiusura a fine luglio. Segnaliamo che, in aiuto al Teatro, è stata organizzata una raccolta fondi, visibile qui.

Nonostante le difficoltà il Teatro della Contraddizione non si arrende e ha partecipato a Esperidi on the Moon, l’edizione 2020 de Il Giardino delle Esperidi Festival (27 giugno – 5 luglio), portando in scena, il 27 giugno, il suo ultimo lavoro: Weiss Weiss L’essere del non essere. Sulla sparizione di Robert Walser, scritto e diretto da Marco Maria Linzi con un cast di undici interpreti (tra cui ricordiamo le fondatrici con lui della Compagnia, Micaela Brignone e Sabrina Faroldi).

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