Future Man, la serie nerd che stravolge le regole dei viaggi spazio-temporali

Josh Futterman (Josh Hutcherson) è lo stereotipo del nerd affamato di videogames  e autoerotismo. Un gioco mai risolto, Biotic War, diventa per lui una vera e propria ossessione, tanto da non riuscire a smettere di giocare neppure durante l’orario di lavoro da addetto alle pulizie. Quando finalmente riesce a completare l’ultimo livello si materializzano nella sua stanza due dei protagonisti del gioco, i guerrieri Wolf e Tiger, che sostengono di venire dal futuro. Josh è il salvatore del mondo e dovrà aiutarli nella loro missione. In questo modo si apre la prima puntata della prima stagione di Future Man e, nonostante lo faccia con un umorismo volgare ma fin da subito irresistibile, ci sembra di guardare qualcosa di veramente troppo visto: un personaggio nel ruolo di sfigato da cui improvvisamente dipendono le sorti dell’intera umanità.

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Chi ama comicità e splatter sicuramente continuerà, del resto le puntate sono leggere e molto brevi. Negli episodi successivi Future Man regala più di quanto prometta nel pilot. La serie ha effettivamente tanto di già visto ed è piena di citazioni più o meno esplicite, per esempio i continui riferimenti a Ritorno al Futuro che diventa la base su cui Josh trae le regole fondamentali per il loro viaggio nel tempo.

Future Man dichiara apertamente i modelli a cui guarda ma allo stesso tempo dimostra di saper dialogare con essi in modo creativo, ci gioca e li stravolge. I tre “eroi”, per esempio, non rispettano neanche una regola dei viaggi spazio-temporali e scombinano il passato come se nulla fosse, senza mai tornare indietro a porre rimedio. Con le loro avventure creano una miriade di paradossi. La trama, all’inizio semplice, diventa assurda e difficile da seguire, fino ad apparire sconclusionata. 

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La seconda stagione

[spoiler] Dopo una lunga serie di peripezie esilaranti la stessa missione iniziale arriva quasi a perdere il suo significato. Future Man, che fin dal titolo sembrava la serie di un supereroe, diventa la narrazione di un cortocircuito da cui è impossibile sfuggire. I tre protagonisti continuano a combattere come se ci fosse ancora qualcosa di specifico per cui farlo, ma non siamo sicuri che sia così. Tuttavia ci abbandoniamo al flusso degli eventi e accettiamo l’assurdo della narrazione fiduciosi che la linea narrativa principale venga prima o poi messa in salvo.

La seconda stagione, più della prima, arriva a sfidare i limiti dell’immaginazione dello spettatore creando mondi fantasiosi e impensabili. La trama si complica ulteriormente e si apre a nuove storie e a nuove linee narrative. Tutto questo però inizia a mettere a dura prova la comprensione globale: lo spettatore di Future Man è ormai abituato ai paradossi, ma la terza stagione va incontro al rischio dell’esagerazione, solo sfiorato nella seconda.

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Ci sono comunque delle buone ragioni per apprezzare Future Man: una trama interessante, personaggi che si fanno amare, un umorismo che oscilla tra la volgarità più estrema, il colto e la demenzialità ma che riesce comunque a stimolare delle riflessioni. La serie si configura come un prodotto estremamente familiare, che ci fa sentire accolti al suo interno perché già visto ma allo stesso tempo va oltre ciò che conosciamo. Tra le fantasiose menti creatrici, non a caso, ci sono alcune di quelle di Sausage Party: Howard Overman, Kyle Hunter e Ariel Shaffir. Future man 2 è uscita in Italia nel settembre 2019 ed è attualmente disponibile su Amazon Prime Video, si attende ora la terza stagione che uscirà in America il prossimo 3 aprile.

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