IveliseCineFestival – 5ª competizione internazionale di cortometraggi e documentari a Roma

Ivelise Cinefestival a Roma, la quinta edizione del festival di cortometraggi romano si è tenuta dal 20 al 23 febbraio sotto la direzione di importanti personalità del panorama cinematografico italiano. Sono state selezionate 26 opere concorrenti per l’assegnazione di una serie di titoli e premi. A valutare i lavori una Giuria Popolare ed una Giuria di Esperti composta dal presidente Maurizio Di Rienzio – influente critico cinematografico – Vittorio Alfieri – attore e regista – Daniele Barbieri –  neo regista vincitore di due edizioni consecutive dell’IveliseCineFestival – Maddalena Ravagli – sceneggiatrice – e Fabrizio Lucci – direttore della fotografia. Per quanto concerne il giudizio popolare, particolare influenza ha avuto il parere dei ragazzi del Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Massimiliano Bruno, chiamati a collaborare all’evento all’interno della Giuria Popolare.

Il Festival, che ospita cortometraggi e documentari presenti sul territorio nazionale ed internazionale, è organizzato dallo storico Teatro Ivelise (un piccolo ed autentico spazio scenico pregno dell’antica tradizione dell’arte teatrale e situato nei pressi del Colosseo) con la collaborazione dell’Associazione culturale Allostatopuro e dei finanziamenti della Regione Lazio e del Comune di Roma.

Le opere sono state proiettate nell’arco di tre giornate in con proiezioni simultanee in diverse strutture del territorio capitolino. L’organizzazione dell’evento ha previsto la suddivisione dei cortometraggi in sei generi: Animazione, Commedia, Tematica Sociale, Documentario, Horror/Noir, Drammatico.

Di seguito le 26 opere selezionate per l’IveliseCineFestival, divise in categorie di genere:

Animazione:
Song Sparrow, regia di Farzaneh Omidvarnia
Inanimate, regia di Lucia Bulgheroni
Una idea, regia di Juan Paulin

Commedia:
Lo Schiacciapensieri, regia di Domenico Modafferi
Si sospetta il movente passionale con gravante di futili motivi, regia di Cosimo Alemà
Deaf Love, regia si Michele Bertini Malgarini

Tematica Sociale:
Eva, regia di Paolo Budassi
Happy Birthday, regia di Lorenzo Giovenga
La voce, regia di Luca Grimaldi
Eve, regia di Lorenzo Maria Chierici

Drammatico:
Materia celeste, regia di Andrea Gatopoulos
Regolamento di conti, regia di Stefano Viali
Mille scudi, regia di Serena Corvaglia
Nel suo mondo, regia di Cristian Scardigno
Siamo la fine del mondo, regia di Guglielmo Poggi
The Role, regia di Farnoosh Samadi
Amare affondo, regia di Matteo Russo
La bellezza imperfetta, regia di Davide Vigore
Soffio, regia di Nicola Ragone
From an end, a beginning, regia di Roberta De Santis, Maurizio Masciopinto
Maria sur le fil, regia di Christophe Granger

Noir/Horror:
L’interprete, regia di Hleb Papou
The Mirror, regia di Massimiliano Mauceri
Plate, regia di Chenxi Li

Documentario:
Sirios, regia di Daniel Falappa
We listen, regia di Roberta De Paoli

Domenica 23 febbraio, la Casa del Cinema di Roma ha ospitato la cerimonia di premiazione del Festival, alla quale ha presieduto parte della Giuria di Esperti ed i principali rappresentanti delle collaborazioni di cui si è valso il Teatro Ivelise. Sono stati assegnati i premi delle opere decretate vincitrici sia dalla Giuria Popolare che dalla Giuria di Esperti.

La Giuria Popolare, che vede partecipi tutti i pubblici dell’evento, ha premiato un film per ogni categoria. Per il Documentario ha vinto We listen di Roberta De Paoli, un corto informativo sull’ippoterapia ed il ruolo dei cavalli in un percorso riabilitativo rivolto alla gioventù. Il premio per il miglior film d’Animazione lo ha vinto Inanimate di Lucia Bulgheroni, un’appassionante storia che attraverso una raffinata tecnica animata racconta la presa di coscienza di una donna nella società moderna, soggetta a omologazione e mancanza del libero arbitrio. La Commedia più apprezzata è stata Deaf Love, il racconto della storia d’amore di un musicista ed una giovane donna, che si scoprirà esser sorda come tutti gli abitanti dell’isola in cui vive. Per il genere Drammatico ha conquistato il premio La bellezza imperfetta regia di Davide Vigore, un’opera di tendenza autoriale che vede come personaggio principale un uomo di sessantacinque anni con una vita fatta di solitudine, vizi e attività illegali, come quella di sfruttatore di prostitute, il quale dovrà tuttavia affrontare le conseguenze dell’amore. L’Horror più votato è stato L’interprete di Hleb Papou, storia di una donna che mentre presta servizio alla polizia traducendo delle intercettazioni per bloccare il traffico di prostitute, si ritrova testimone di un omicidio. Infine, il pubblico ha assegnato il premio al miglior cortometraggio di Tematica Sociale a Happy Birthday di Lorenzo Giovenga con la partecipazione di Fortunato Cerlino, un’opera che delinea uno spaccato sociale di un futuro prossimo soggetto allo sviluppo delle nuove tecnologie e della Virtual Reality.

La Giuria di Esperti, composta da critici e registi, ha invece conferito dei premi speciali per ogni fase creativa dei corti, dopo aver dichiarato le quattro opere in nomination candidate per ogni Premio.

I titoli in nomination per la Miglior Sceneggiatura sono: La bellezza imperfetta, Inanimate, The Role, Song sparrowIl premio è assegnato agli sceneggiatori Ali Asgari e Farnoosh Samadi per The Role. Il critico Maurizio Di Rienzio motiva ogni scelta della Giuria, che in questo caso ha apprezzato il punto di vista originale con cui viene presentata la trama e l’eleganza con la quale viene trattato il tema di genere.

I titoli in concorso per il premio Miglior Montaggio sono La bellezza imperfetta, Inanimate, Materia celeste, The Role. Conquista la vittoria Raphael Pereira, montatore del corto animato Inanimate, per l’abilità tecnica nell’uso dello stop motion misto al video design.

In nomination per il titolo di Miglior Fotografia: La bellezza imperfetta, Song Sparrow, Materia celesteSi sospetta il movente passionale con gravante di futili motiviPremio assegnato al direttore della fotografia Lorenzo Scuderio per Materia celeste, in virtù della capacità dimostrata nell’integrazione di tecniche tradizionali ed innovative.

Per Miglior Regia conquistano la nomination: La bellezza imperfetta, Inanimate, The RoleSi sospetta il movente passionale con gravante di futili motiviIl vincitore è Farnoosh Samadi, regista di The Role. Il regista Vincenzo Alfieri, componente della Giuria di Esperti, motiva la vittoria di quest’opera premiata “per la capacità di raccontare con semplicità una storia sociale in cui la relazione dei protagonisti si riflette negli occhi dell’autore che a loro volta riflettono lo spaccato di una nazione e i suoi limiti culturali”.

Non sono mancati premi dedicati alla recitazione: il titolo per Miglior Attore lo ha conquistato Melino Imparato per la sua interpretazione ne La bellezza imperfetta. La vincitrice per il ruolo femminile è stata Mina Sabati, consacrata Miglior Attrice per la sua parte in The Role. La Giuria ha decretato anche i due attori-rivelazione, cioè una figura femminile ed una maschile alla loro prima esperienza filmica. La Miglior Attrice Rivelazione è stata Victoria Pisotska in La bellezza imperfetta; mentre, Mario Russo in Amare affondo è stato decretato il Miglio Attore Rivelazione.

La rivista «Cabiria Magazine», che ha collaborato all’organizzazione del TeatroIveliseCineFestival ha assegnato un Premio Speciale a Mille scudi di Serena Corvaglia per la storia attualissima nonostante l’ambientazione datata, la raffinatezza della messa in scena e soprattutto per il cast e la crew lavorativa, composta interamente da donne.

Infine, il premio di maggior interesse per il quale è stata erogata una ricompensa in danaro è quello per la Miglior Opera. In nomination c’erano: La bellezza imperfetta, Inanimate, The Role, Song sparrow. L’ambito premio è andato a Inanimate di Lucia Bulgheroni per l’uso della tecnica mista, la capacità di rappresentare un mondo onirico, espressione del subconscio; per l’abilità nel raccontare l’ansia nei confronti della vita della protagonista inanimata. Con questa vittoria, per la prima volta nella storia del TeatroIveliseCineFestival conquista il primo posto un lavoro d’animazione.

Inanimate (qui il trailer) è una sorprendente animazione dell’italiana Lucia Bulgheroni, l’opera è già vincitrice di alcuni festival di cortometraggi tra cui il 3rd Prize Cinéfondation a Cannes. Una visione disincanta di una società anti-individualista, caratterizzata da omologazione e passività. Bulgheroni mette in scena il suo alter ego, un’affascinante bambola dai capelli rossi, che un giorno si rende conto che tutta la sua vita quotidiana è una finzione. Le azioni di routine mattutine, i discorsi sempre uguali in ufficio, le conversazioni generiche col fidanzato Patrick, il cibo venduto al supermercato e perfino il suo stesso corpo. Un personaggio esanime si fa portavoce della presa di coscienza della regista che capisce che il suo stesso mondo, il nostro mondo, è una realtà inanimata. La tecnica d’animazione si fa metafora del significato. I limiti tra realtà e finzione diventano labili quando vediamo la stessa Lucia Bulgheroni in carne ed ossa che muove il suo alter ego; e così tutti gli altri membri della troupe che animano i corrispettivi pupazzi.
L’opera costituisce una riflessione sull’assuefazione sociale cui è soggetta l’umanità. Ogni pupazzo altro non è che la presenza delle persone nella società: ogni individuo si fa attore e interpreta un ruolo, come un burattino che esegue delle regole e dei canoni sociali perdendo di vista l’essenzialità della vita, le relazioni umane e sincere, l’individualismo ed il libero arbitrio.

Con questo cortrometraggio la Bulgheroni dimostra che l’animazione italiana stia raggiungendo dei livelli qualitativi molto alti, all’altezza di un confronto internazionale sia a livello tecnico che contenutistico. Attraverso profondità ideologica e ricerca metodologica, Inanimate rappresenta un’avvincente opera cinematografica che potrebbe aprire ad un glorioso futuro dell’arte animata nostrana nel panorama globale.

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